L’estate purtroppo è un periodo critico, in cui il numero di animali abbandonati per strada cresce notevolmente di giorno in giorno, condannati a morte certa per incidenti, fame o sete.  Sarebbe improponibile utilizzare questa rubrica per cercare casa a tutti gli animali in difficoltà, risulterebbe fuori luogo e ripetitivo perché i casi sono davvero troppo numerosi. Ma la storia di questa cagnolina merita un’attenzione particolare: è nata da una cucciolata un po’ anonima come tante, senza pedigree, senza proprietari amorevoli, senza una cuccia accogliente, nata ai bordi di una strada di campagna nell’indifferenza generale... sola,  con una mamma randagia  che è riuscita ad allattarla e tirarla su tra mille difficoltà fatte di pasti a base di avanzi rubati qua e là e  residui da cassonetti.  La storia sarebbe identica a molte altre, fino a quando un bel giorno, proprio per andare alla ricerca di cibo, la mamma è stata investita e, purtroppo, deceduta sul colpo. La piccola è rimasta per almeno 24 ore accanto al corpo della madre, quando un volontario si è avvicinato per recuperarla, attratto dai lamenti della piccola, lei era ancora attaccata alle mammelle nel tentativo di recuperare latte da un corpo ormai esamine. Ora ha uno stallo temporaneo, ma stiamo cercando per lei un’adozione al più presto possibile: è una meticcia, futura taglia media, femmina, dolcissima. Per qualsiasi informazione potete contattare il numero 3409723639 o l’Ambulatorio veterinario Tornese al 3421877145. Troviamole una casa con tutto l’amore che merita! 

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Si avvicina il tempo delle tanto attese vacanze: perché non portare con noi anche i nostri amici a quattro zampe? Dopo la compagnia che ci regalano per tutto l’anno, organizzandoci in tempo adeguato, possiamo trascorrere insieme anche questo momento che però, pur essendo  tanto desiderato da noi, può creare disagio nel cane o nel gatto  che vede, improvvisamente, cambiare la propria routine e le proprie abitudini. Ecco qualche utile consiglio per goderci questa avventura  in maniera più spensierata...Innanzitutto nella scelta della destinazione consideriamo, oltre ai nostri gusti, anche le esigenze dei nostri amici animali: una vacanza al mare potrebbe essere molto stressante se, ad esempio, il nostro cane soffre molto il caldo (es. razze brachicefale, animali anziani, obesi o affetti da patologie cardiocircolatorie o respiratorie). Prima della partenza è consigliabile effettuare una visita veterinaria per essere sicuri che gli animali siano in salute e, se necessario, poter portare con sé medicinali, alimenti specifici, e trattamenti antiparassitari adeguati . A questo proposito un esempio per i cani che vengono in Sud-Italia è la prevenzione della Leishmaniosi: può bastare una sola puntura da pappataci per mettere in pericolo la vita del nostro cane, quindi è necessario usare correttamente  antiparassitari ad azione repellente che prevengano la puntura dell’insetto. È molto utile informarsi sui veterinari operativi nel luogo di destinazione: l’augurio è che ci si goda appieno la vacanza, ma, in caso di necessità, è bene essere pronti e disporre di riferimenti. Inoltre un documento indispensabile  è il libretto sanitario aggiornato ed in regola, che spesso viene richiesto dalle stesse strutture ricettive con accesso ai pet. Fondamentale informarsi bene sulle regole da rispettare in base al paese da raggiungere: soprattutto per viaggi all’estero la preparazione può  essere anche piuttosto lunga (es. vaccino contro la rabbia, microchip, passaporto rilasciato dalla propria ASL di riferimento...) Ovviamente il  cane dovrebbe essere già dotato di microchip (come previsto dalla legge), ma può essere un accorgimento prezioso  dotarlo anche di una medaglietta da appendere al collare, con nome e numero di telefono in modo da poter rintracciare immediatamente il proprietario nel caso in cui il cane dovesse smarrirsi. In valigia non deve mai mancare una scorta del cibo abituale dei nostri pet, dato  che hanno esigenze nutrizionali diverse rispetto a noi umani e un brusco cambiamento di alimentazione potrebbe creare problemi seri. Rispetto al viaggio in sé , sarebbe bene abituare i nostri pet fin da cuccioli , per evitare lo spiacevole mal d’auto, magari iniziando con viaggi più brevi e poi allungandoli di durata  gradualmente. Assicuriamo  sempre  un adeguato numero di soste anche per garantire costantemente l’accesso all’acqua fresca, e, se possibile, scegliamo di viaggiare nelle ore più fresche della giornata. Per quanto riguarda i gatti, sono animlai che solitamente non amano per nulla gli spostamenti se non idoneamente abituati , per cui , spesso, la scelta migliore per il loro  benessere è quella di lasciarli a casa ovviamente chiedendo l’aiuto di qualcuno che vada a dar loro da mangiare. Non resta che augurarvi serene vacanze!

Dr.ssa Francesca Tornese

Ambulatorio in via Isabella Morra, 15 San Brancato di Sant’Arcangelo (PZ)

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L’epatite infettiva del cane (ICH) è causata dall’adenovirus del cane tipo 1 (CAdV-1) che è antigenicamente correlato all’adenovirus del cane tipo 2 (CAdV-2) responsabile di infezioni respiratorie. La malattia, nella forma classica, peraltro piuttosto rara, è caratterizzata da febbre talvolta superiore ai 40°C, anoressia, abbattimento, vomito e diarrea, dolorabilità addominale, tosse e dispnea. Può essere presente un quadro di diatesi emorragica. I cani possono presentare congiuntivite, fotofobia e opacità corneale transitoria (occhio blu) quale espressione di uveite anteriore ed edema corneale. La malattia ha generalmente decorso subclinico nei cani di età superiore ad un anno (Rubarth, 1947; Appel, 1987). Nei cuccioli di età inferiore alle due settimane e privi di immunità colostrale è stata osservata elevata morbilità e mortalità . La sintomatologia grave persiste per 5-7 giorni, e talvolta si può avere la completa guarigione anche se l’escrezione virale con le urine può prolungarsi per diversi mesi. Si trattava di una patologia molto diffusa in passato, ma oggi quasi scomparsa. Recentemente sono stati però segnalati alcuni quadri atipici di epatite infettiva canina, associati alla co-infezione con coronavirus od altri agenti virali.

 

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In primavera ed estate uno dei pericoli più insidiosi per i nostri amici animali è  il “forasacco”: si tratta della tipica spiga di graminacee che può trasformare una semplice passeggiata in una brutta esperienza. In effetti grazie alla sua punta acuminata a forma di lancia ed alla peluria che ricopre la sua superficie esterna, il forasacco riesce facilmente ad imbrigliarsi nel pelo del cane e da qui spostarsi  in varie parti del corpo penetrando sempre più in profondità nei vari tessuti. Questa minaccia diventa particolarmente reale nel periodo caldo quando la spiga  da verde diventa secca, si indurisce e ciò le consente una miglior penetrazione e progressione; tra l’altro la pianta è largamente diffusa in tutta Italia, nei campi incolti, ma anche  lungo i margini delle strade e nei giardini cittadini. Il forasacco possiede  la  capacità di penetrare praticamente in qualunque parte del corpo anche se le sedi maggiormente coinvolte sono: orecchio, naso,  occhi, spazi interdigitali. Nel caso in cui  raggiunga il canale auricolare, il cane presenterà intenso fastidio, tenderà ad inclinare la testa dalla parte dell’orecchio colpito, scuotendo e grattandosi ripetutamente nel tentativo di rimuovere il corpo estraneo. Ove si provi a toccare la zona interessata, il dolore sarà molto intenso e il nostro amico potrebbe emettere forti guaiti. In questi casi è importante intervenire il prima possibile  per evitare che , grazie proprio al suo avanzamento aiutato anche dai movimenti del cane, il forasacco  possa giungere al timpano e perforarlo. Quando invece ad essere interessato è  il naso, , il cane solleverà  improvvisamente la testa da terra,  inizierà  a starnutire ripetutamente arricciando  il naso e perdendo sangue dalla narice colpita (rinorragia).  In questi casi il forasacco può causare  forte irritazione della mucosa soprattutto se riesce ad incunearsi a questo livello. Se   invece  non riesce ad impiantarsi, non viene  eliminato  o rimosso , spesso raggiunge l’orofaringe e da qui viene  deglutito, ma potrebbe anche penetrare nelle vie aeree più profonde (trachea-bronchi-polmoni) con conseguenze ancor più gravi. Anche gli occhi  possono essere bersaglio dei forasacchi, in questi casi  la sintomatologia è abbastanza tipica: occhio chiuso e più o meno tumefatto, congiuntiva fortemente arrossata e forte lacrimazione. Anche qui l’intervento tempestivo riduce i rischi di una lesione corneale fino ad una sua perforazione. Talvolta invece  si assiste alla comparsa di tumefazioni soprattutto tra le  dita, con fuoriuscita di pus ,indolenzimento della parte e leccamento ossessivo del cane fino a zoppia: potrebbe essere infatti, anche questa area  sito d’entrata della spiga che perforando la cute integra può raggiungere gli strati più profondi con gravi infezioni. Evitare del tutto  questo pericolo è difficile, ma è possibile prevenire tutte le sue complicazioni  attuando alcuni accorgimenti, ma soprattutto intervenendo tempestivamente sottoponendo il cane ad una visita da parte del Medico Veterinario. Può essere utile tosare il cane in particolare  sulle zampe e sui padiglioni auricolari, soprattutto per gli animali a pelo lungo , dove il forasacco rimane più facilmente “impigliato”. Evitare le passeggiate nei posti in cui l’erba è particolarmente alta e secca , ma soprattutto controllare minuziosamente il nostro amico e spazzolarlo dopo ogni passeggiata per rimuovere eventuali sgraditi ospiti.

Dr.ssa Francesca Tornese

Ambulatorio in via Isabella Morra, 15 San Brancato di Sant’Arcangelo (PZ)

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Il reddito di Cittadinanza è un’umiliante mortificazione per una fascia di lavoratori che è a metà strada tra l’età pensionabile e non. Praticamente per coloro i quali sono stati condannati alla gogna e che abbandonati a sè stessi non hanno la certezza di un futuro decoroso, non solo, per poterne usufruire devono rendersi disponibili ad eventuali inserimenti alternativi. Ma quali sarebbero gli eventuali inserimenti alternativi?. Dopo il danno la beffa che sta nell’individuare risorse, a prescindere dalle quali dovrebbero essere giustificate grazie a questi famosi inserimenti alternativi. Nel frattempo il paese dorme in attesa di tempi migliori, qualcuno sopravvive sulle spalle di qualcun altro e qualcun altro decide di togliersi la vita perchè non ce la fa più. La catena è troppo lunga per poterla interrompere, o meglio qualche matematico potrebbe o avrebbe potuto evitare quest’ecatombe e siccome il pesce puzza sempre “dalla testa”, allo stato si dovrebbe porre questa domanda. “Perchè hai permesso tutto questo, perchè hai penalizzato le aziende al punto da dover chiudere i battenti e licenziare il fior fiore dei dipendenti, perchè hai consentito un esodo di massa in paesi ove il costo del lavoro è inferiore, perchè hai impoverito il paese di risorse e talenti sottraendo quanto di meglio potesse rappresentarci nel  mondo nei vari settori, dalla moda, al manifatturiero. Cos’è rimasto ancora di cui esser fieri, e di cui rivendicar diritto, neanche più le nostre coste, il “mare nostrum” sempre più luogo di rifugio non per tutti. Qui scatta la nostra solidarietà, amplificata come non mai che paghiamo amaramente e che spesso ci si ritorce contro. Senza nulla togliere a chi chiede asilo, avendone la capacita’ vorremmo aiutare chi di aiuto ha bisogno,capita così che esso giunga proprio da chi poco dispone e più si propone.

Marina Riviello

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