Alla scoperta de “Il Mondo di Federico II”. Come per tutto il corso dell’anno, anche per i giorni di festa, a Lagopesole, prosegue l’offerta turistica di uno dei grandi attrattori della Regione Basilicata per conoscere e rivivere la storia. Il Castello di Lagopesole, è uno dei 4 grandi attrattori della Regione Basilicata già riconosciuti dal MiBACT che insistono lungo la storica ViaHerculia.Un presidio culturale del progetto "Via delle Meraviglie – Identità e reti di integrazione della Basilicata Interna" in grado di creare un'offerta turistica di tipo esperienziale, legata a paesaggi, stili di vita, ambienti familiari e tradizioni di terra lucana. In occasione di Pasqua e di Pasquetta sarà possibile scoprire ilMuseo Narrante che popola di storie e di personaggi le stanze del Castello di Lagopesole. Organizzato dalla Pro Loco di Lagopesole, l’iniziativa ha in programma momenti di grande teatro, spettacolari scenografie e antiche iconografie che saranno il filo conduttore per chi sceglierà il maniero federiciano per trascorrere alcune ore delle festività pasquali tra arte e cultura. “A rendere la visita particolare- sottolinea il Presidente della locale Pro Loco, Marcello Romano-  nello spazio delle esposizioni temporanee del Museo Narrante,saranno gli elmi-teche che ospiteranno una selezione dei volumi dello “Scrinium Friderici”, la raccolta libraria su Federico II e sulla storia medievale”Ristampe anastatiche di fine settecento dell’indagine nel regale sepolcro di Palermo e di fine ottocento della raccolta dei documenti di epoca sveva si alterneranno a stampe contemporanee del libro in arabo del geografo e viaggiatore Al-Idrisi e del trattato di ippiatria di Giordano Ruffo.

Oreste Roberto Lanza

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L’inverno è sempre una stagione impietosa, soprattutto per via delle violente precipitazioni e della neve che cade copiosa trasformando molte delle città italiane in un candido manto bianco. Come ad esempio è accaduto quest’anno in Basilicata, in assoluto una delle regioni maggiormente colpite da nevicate violente e abbondanti, alle volte durate persino per 24 ore di fila. Ma la primavera alle porte non basta per superare tutti i problemi causati dal freddo di gennaio: soprattutto per la nostra pelle, da sempre una delle zone del corpo che più di tutte risente del freddo e del vento pungente dei mesi invernali.

Cosa succede alla pelle d’Inverno?

L’inverno non è certo noto solo per le valanghe di attacchi influenzali, ma anche per le conseguenze che il freddo porta alla salute della pelle. Ma cosa succede alla cute durante i mesi più freddi dell’anno? Si secca, si disidrata e alle volte finisce per spaccarsi, causando un dolore molto intenso e anche una serie di problematiche relative alle possibili infezioni delle ferite. Ed è proprio per questo motivo che la pelle secca e disidratata rappresenta uno dei retaggi più fastidiosi dell’Inverno, soprattutto considerando che quest’anno le temperature hanno sfiorato livelli “artici”. E al contrario delle mani e dei piedi, che possono essere comodamente riparati con guanti e scarpe, il viso subisce sempre tutta la furia del gelo.

Come aiutare la pelle del viso nei mesi freddi?

E’ proprio il freddo a rappresentare una delle principali cause della pelle del viso secca e disidratata: una condizione che affligge tantissime persone, e che necessita una cura tempestiva e adeguata. Proteggere la pelle del viso durante i mesi più freddi dell’anno, significa anche mantenerla in buona salute e prepararla al meglio per la stagione primaverile. Da questo punto di vista, il nostro consiglio è di utilizzare delle creme idratanti apposite, come ad esempio l’Eucerin, perfetta per trattare la pelle sul viso screpolata. In questo modo, infatti, è possibile intervenire sui livelli di produzione del sebo, e al tempo stesso ripristinare la barriera protettiva della cute nei confronti degli agenti esterni, fra i quali includiamo anche le raffiche di vento ghiacciato che possono diventare delle autentiche coltellate per la pelle secca. Supportare la pelle secca con una dieta idratante. L’alimentazione può diventare un formidabile alleato per la pelle secca, soprattutto se deciderete di abbracciare un regime alimentare ricco di cibi dall’alto potere idratante. Ad esempio, noi consigliamo di approfittare di frutti come l’anguria e le pesche, entrambe ricchissime di acqua e di vitamine. Infine, anche ortaggi come i finocchi e la zucca si rivelano una grande soluzione per mantenere idratata la pelle, senza poi considerare le noci, il salmone e l’olio di oliva, ricchi di acidi grassi Omega 3.

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Torna, come ogni anno, a ridosso del giorno dell'Immacolata, l'iniziativa targata AIL (Associazione Italiana contro le Leucemie, Linfomi e Mielomi) con l’obiettivo di  raccogliere fondi da destinare alla ricerca contro i tumori del sangue come le leucemie, i linfomi e i mielomi, che, posta sotto l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, vedrà l'impiego di migliaia di volontari provenienti dalle 81 sezioni provinciali in Italia che offriranno una Stella di Natale a chi verserà un contributo minimo di dodici euro. Lo scopo è  quello di sostenere la ricerca attraverso GIMEMA (Fondazione Onlus per la promozione e lo sviluppo della ricerca scientifica sulle malattie ematologiche), di potenziare il servizio di assistenza domiciliare, di realizzare il maggior numero di presidi e case Ail (in Basilicata è attivo il centro di Potenza), nonché di  supportare i centri di ematologia e di ricerca sulle staminali e di promuovere l'aggiornamento professionale del personale sanitario.
In Basilicata sono quasi 2500 gli ammalati di patologie tumorali del sangue e, sebbene la media sia di fatto inferiore al dato nazionale, la tendenza è in continuo rialzo, sintomo della gravità e dell'aggressività di queste malattie che istituzioni come il CROB (Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata) di Rionero in Vulture tentano di studiare e sconfiggere, attraverso l'impiego di protocolli sanitari all'avanguardia, e di nuova concezione.
Grazie all'opera del Crob, nella nostra regione, è presente un registro tumori centrato sulla definizione dei flussi e sull'analisi dei dati,  finalizzato alla qualità e all'efficienza dei sistemi automatici.
Sul piano terapeutico, il dato confortante è, comunque, l'aumento percentuale di sopravvivenza ad alcuni tipi di tumore che, fino a pochi anni fa, sembravano invece non poter offrire alcuna possibilità agli ammalati: nella  cura di alcune patologie, come la leucemia acuta promielocitica, la sopravvivenza sfiora il 90%, ma sono in crescita anche i numeri inerenti a leucemie infantili (80%), dei linfomi di Hodgkin (80%) e non-Hodgkin (50/60%).
Per  dirla con le parole di Pellegrino Musto, direttore scientifico del CROB, « I malati di leucemia mieloide cronica alla fine del secolo scorso, spesso, non superavano i tre anni dalla diagnosi, mentre oggi l’80% di loro vive anche 10 anni più tardi»,  merito dei passi avanti fatti nella comprensione della biologia di questi tumori e nella messa a punto di terapie mirate.
  La nuova frontiera della ricerca, nell’ambito dei tumori del sangue, va sotto il nome di "epigenetica” ,  cioè lo studio del cambiamento fenotipico ereditabile dell'informazione genetica avente come target non i geni ma le loro funzionalità. Finora la ricerca genetica effondeva i propri sforzi nell'individuazione e lo studio sulla struttura dei geni che rendevano la loro espressione inattiva, danneggiata o, nei casi più estremi, dannosa. L'epigenetica, d'altro canto, basa il proprio focus sull'attivazione dei geni e sulle proteine della cromatina (gli istoni) che possono influire sulla loro espressione.
L' Ail ripone, proprio in questa nuova prospettiva,  le speranze di cura.  

Alexander Badamchian
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La mammografia digitale in 3D rileva un numero maggiore di tumori al seno invasivi e riduce il numero dei richiami per ulteriori approfondimenti diagnostici spesso inutili. La conferma autorevole viene da un recente studio dell’University in Pennsylvania (Usa) secondo cui lo screening delle donne con la digital breast tomosynthesis (DBT), in aggiunta alla mammografia digitale (DM), è destinato a superare a breve le precedenti tecnologie diagnostiche. Uno screening che è possibile fare in Basilicata presso il Centro Radiologico Madonna della Bruna, una delle strutture accreditate dal SSN di eccellenza radiologica nel centro-sud. Al Centro materano - con la “mission” di porre il paziente al centro dell’attenzione, garantendogli qualità, sicurezza del servizio e rispetto dei suoi diritti oltre che ricercare e progettare interventi finalizzati ad incrementare l’affidabilità e l’efficacia delle prestazioni erogate - spiegano che la mammografia tridimensionale, nota anche come tomosintesi digitale del seno, è l’evoluzione dell’attuale mammografia digitale. Il mammografo digitale 2D, grazie a un sistema di pendolazione del tubo tradizionale che emette le radiazioni, consente di acquisire mammografie in 3D. In pratica, a differenza di una normale mammografia, dove la macchina è fissa, nella tomosintesi si muove intorno al seno, creando con i raggi X un’immagine tridimensionale dei tessuti mammari sovrapposti
I ricercatori statunitensi sono giunti a conclusioni decisamente incoraggianti dopo aver confrontato retrospettivamente gli approcci diagnostici con i dati relativi a più di 44.000 eventi di screening in quasi 24.000 donne. I dati riportati includevano un intero anno di approcci diagnostici con imaging con la DM solo se negativa, e nei tre anni successivi, quando era stata aggiunta una DBT. Nel corso dell’anno della DM, il tasso di richiamo era 104 per 1.000 screening, significativamente superiore a quello riportato dopo l’adozione della DBT (90 a 92) per 1.000. I tassi di rilevamento del cancro per ogni paziente richiamata è aumentato dal 4,4% con DM al 6,7% con DBT.
Se in Italia, ogni anno, sono circa 37 mila le donne che si ammalano di tumore al seno, in Basilicata sono circa tremila le donne interessate dalla patologia e ogni anno si registrano quasi trecento nuovi casi. Raggiungendo questi numeri, il carcinoma della mammella si guadagna di diritto, il posto d'onore fra le malattie più aggressive e pericolose per il genere femminile.
Dal 2002, anno del picco massimo di decessi in Italia, la tendenza del tasso di mortalità legato alla patologia è in netta diminuzione, segno che una corretta e puntuale informazione e un più attento stile di vita sono fondamentali per ridurre il rischio di insorgenza del tumore. Un risultato raggiunto anche grazie a campagne come quella promossa dalla LILT e dalla Fondazione Veronesi per informare le donne sui fattori di rischio e sulle tecniche basilari dell'autodiagnosi al fine di una più concreta presa di coscienza del problema. A queste campagne si aggiunge la nuova tecnologia diagnostica come quella possibile nel Centro di Matera. 

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POTENZA - Parte lunedì, 9 novembre, la campagna di vaccinazione anti-influenzale e anti pneumococcica dell'Asp di Potenza. La distribuzione si articolerà in due fasi: dal 9 novembre inizierà la somministrazione presso i punti vaccinali della provincia, mentre a partire dal 16 novembre i farmaci saranno distribuiti anche ai Medici di Medicina Generale e alle U.O. di igiene, all'interno delle strutture nosocomiali.

L'obiettivo  dell’iniziativa è ridurre in maniera significativa la morbosità per l'influenza e relative complicanze, raggiungendo le più elevate coperture possibili nei gruppi di popolazione target : bambini, persone affette da patologie respiratorie, renali, cardio-circolatorie o da diabete mellito, immunisoppressi, donne al secondo e al terzo trimestre di gravidanza, familiari di persone ad alto rischio, e, ancora,  personale sanitario e over 65 per le quali la vaccinazione stagionale è fortemente raccomandata.

Si ricorda che il vaccino è completamente gratuito per tutti i residenti in Basilicata e di età non inferiore ai 64 anni i quali, muniti di tessera sanitaria, potranno presentarsi in un  punto vaccinale dell'Asp, anche senza prescrizione medica.
Tutte le altre categorie, invece, si potranno presentare nei diversi centri preposti muniti della prescrizione medica indicante la causa patologica della richiesta di immunizzazione.
È importante, infine, sapere che per assicurare un’adeguata immunizzazione sarà sufficiente una sola dose di vaccino in soggetti di età superiore a 9 anni, mentre  per i piccoli dai 6 mesi fino ai 9 anni di età mai vaccinati in precedenza è necessaria la dose di richiamo somministrata dopo almeno quattro settimane dalla prima.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito web Aspbasilicata.it


Alexander Badamchian

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