Nell’intervista al tg 3 Basilicata il Presidente della Regione Pittella ha detto che non ci saranno altre trivellazioni petrolifere.
Ma il 26 maggio ultimo scorso la Regione Basilicata ha autorizzato (delibera 622) il progetto di ampliamento della piattaforma per il trattamento e lo smaltimento di rifiuti speciali nel Comune di Guardia Perticara.
Cioè si autorizza l’ampliamento della discarica per gettarvi nuovi rifiuti speciali che riguardano le scorie petrolifere.
La discarica, per meglio precisare, di Guardia Perticara, da qualche tempo smaltisce fanghi petroliferi, amianto e altri rifiuti che provengono dai giacimenti petroliferi.
A dire di qualcuno la discarica sembra essere la più grande di Europa.
Le compagnie hanno detto e precisato che nei prossimi mesi e l’anno prossimo ci saranno successivi incrementi di ricerca e perforazione sull’intero territorio regionale in particolare in Val D’Agri
La delibera prevede l’installazione di un nuovo impianto di lavaggio; ampliamento del piazzale da destinare ad attività di deposito per non dire l’aumento della volumetria della discarica.
Quanti ettari di terreno saranno interessati?
La delibera fa presumere , all’incirca un 13 ettari mentre sembrano già impegnati 25 ettari.
Da nostre ricerche la discarica a regime dovrebbe avere una capacita finale pari a 110 mila tonnellate l’anno.
Questa delibera va immediatamente approfondita.

Oreste Roberto Lanza
 

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Arriva a Potenza il ministro allo Sviluppo economico Federica Guidi per incontrare il Presidente della Regione Basilicata, Marcello Pitella Argomento? Parlare di petrolio in Basilicata.
Ma cosa vuole il ministro da questo incontro?
Il ministro sembra intenzionato a presiedere un costituendo tavolo permanente sul petrolio con Governo, Regione, forze datoriali, sociali e politiche del territorio incentrando il lavoro su quattro questioni: rinegoziare le intese con le compagnie petrolifere; il decreto attuativo del fondo previsto dal Memorandum tra Stato e Regione del 2011; la card benzina e l’esclusione delle royalty dal patto di stabilità.
Ma le estrazioni continueranno?
Ecco che allora  tutte le associazioni ambientaliste del territorio con i relativi comitati dei cittadini si mobilitano per una grande manifestazione di protesta davanti alla Regione Basilicata.
”Giù le mani dalla Basilicata”. Cosi dicono i molti che parteciperanno. Contro la volontà della Regione e del Governo per un raddoppio delle estrazioni in cambio di investimenti infrastrutturali , la gente Lucana lo griderà  mercoledì mattina al suo Presidente della Regione. 
La manifestazione sembra aver trovato molte adesioni, tra partiti politici , associazioni , movimenti  e anche organizzazioni sindacali.
I promotori (associazione Lucana di Savaguardia dell’Ambiente e di Tutela del territorio,nonché associazioni di produttori di sostenibilità e tante altre) della manifestazione   gridano che  ”le risorse energetiche e le conseguenze ambientali e sanitarie del loro sfruttamento vanno decise con i territori interessati: la vita di mezzo milione di persone, la storia di una terra, la strategicità delle riserve idriche lucane che abbeverano mezza Puglia, valgono il 10% della produzione nazionale petrolifera?’’
Il governatore Lucano, Pitella, cosa dice?
“Ribadisce l’intenzione di destinare il 35% delle royalty , all’emergenza , ad interventi di inclusione sociale , alle politiche attive del welfare lucano e al dissesto idrogeologico”

Oreste Roberto Lanza
 

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A Marconia, in provincia di Matera, si vive di una sorprendente incredulità.
Sono di qualche giorno fa le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Comunale, Rocco Fuina, in controtendenza, sembrerebbe, con il Sindaco.
Insieme  solo alcuni giorni fa hanno condiviso un documento del foro ambientale Permanente sulla sostenibilità esaurita in val Basento.
Ma cosa ha detto il Presidente del Consiglio comunale , Rocco Fuina, di tanto devastante per la popolazione del suo paese?
A suo parere: “…Il.Tecnoparco non poteva far altro che ampliare l’attività di trattamento reflui, pena devastanti conseguenze sull’intero sistema produttivo locale e sui livelli occupazionali”; Non esistono i miasmi che da Tecnoparco affogano Pisticci Scalo e le zone limitrofe e sui quali le popolazioni si sono mobilitate , manifestando il loro dissenso….,non esistono le questioni dal FAP nel suo documento programmatico…”
Parole che sembrano come benzina sul fuoco che potrebbero innescare una spirale pericolosa nell’animo della popolazione locale che da anni lotta contro l’inquinamento del proprio territorio.
Per Fuina sembra che …. non esista l’emergenza del comparto agricolo  della Valbasento determinato dall’inquinamento industriale dei terreni resi coltivabili.
La gente di Marconia a udir queste affermazioni è rimasta basita e sorpresa,soprattutto dal fatto che sia una voce autorevole a pensare queste cose.
Tanti di loro gridano ancora giustizia: di come si fa a dimenticare tanta gente morta per i tumori per le terre inquinate e certificate:  .. spesso vengono pubblicati articoli su riviste ed importanti testate giornalistiche su tumori determinati dall’incuria e dalla mancanza delle più elementari precauzioni a salvaguardia dell’ambiente e degli essere umani”.


E ancora, quando figure istituzionali fanno certe dichiarazioni dovrebbero avere una sensibilità maggiore verso coloro che da anni combattono malattie tumorali rivenienti da una tipologia ben conosciuta sul nostro territorio che è l’inquinamento a 360 gradi.
MA cos’è Tecnoparco?
E’ un luogo industriale situato su una superficie, all’incirca di 500.000m2, dove si produce e distribuisce energia elettrica e termica, gas tecnici e acque industriali per il trattamento dei reflui e dei rifiuti speciali.
Per questo ormai in ValBasento la sostenibilità ambientale è stata compromessa dalla chimica del passato e da altri processi similari attualmente in atto. Le piante, gli animali e la stessa salute umana corrono verso percorsi di alta rischiosità.
Tempo fa, a Pisticci Scalo, si è tenuto, presso il Tecnoparco una manifestazione contro i veleni in ValBasento.
Storia di rifiuti e di smaltimento delle acque reflue dell’azienda tecnoparco che a dire della gente locale era nata per fare tutt’altro e si è ritrovata a fondare i suoi guadagni sul trattamento dei rifiuti speciali.
Zona questa che a dire dei coltivatori e allevatori non è più zona per allevare animali e commercializzare i prodotti che ne derivano.
Per non dimenticare la sola zona di Pisticci, località San Francesco, sembrerebbe attanagliata da liquidi melmosi creatosi a seguito dello sversamento di oli esausti.
Ci sone zone nell’agro di Pistcci (contrada Cesine a località Feroleto), dalla località oliva streto alla villa comunale di Pisticci, dal campo sportivo di Marconia all’area in prossimità della discarica di Recisa, dalla Strada Marconia sp destra Basento a località Alfieri, a dire sempre della gente locale, appare uno scarico di amianto, e di pneumatici, seguono la plastica utilizzata in agricoltura e il materiale edile di risulta al netto di elettrodomestici e mobili.
Le parole dunque di Fuina hanno avuto un brutto impatto sulla popolazione.
Il Sindaco, il consiglio comunale, ma soprattutto la gente di Marconia, sembrano ora contro Fuina; qualcuno ne ha chiesto le dimissioni.
Oreste Roberto LANZA

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L'Anas comunica che dal 26 al 30 maggio e dal 4 al 12 giugno 2014, sarà istituito il doppio senso di circolazione sul tratto dell'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria tra i km 112,000 e 116,000, all'altezza di Lagonegro, in provincia di Potenza. Il provvedimento si rende necessario per consentire interventi di manutenzione all'interno delle gallerie 'Deruitata' e 'Casalbuono'.
Questo è il bollettino diramato dall’Anas che, raccomanda agli automobilisti prudenza nella guida e ricorda che l’evoluzione della situazione del traffico in tempo reale è consultabile sul sito web http://www.stradeanas.it/traffico oppure su tutti gli smartphone e i tablet, grazie all’applicazione 'Vai Anas Plus', disponibile gratuitamente in’App store' e in’Play store'. Gli utenti hanno poi a disposizione il web tv www.stradeanas.tv e il Numero Verde 800.290.092 dedicato all’autostrada A3. Qualcuno si chiede . ma quando finiranno questi lavori che, soprattutto all’approssimarsi della stagione estiva, fanno impazzire il semplice turista e non solo. L’autostrada A3 –Napoli –Reggio Calabria, parte dell’E45, ha un’estensione totale di 495 km. Rappresenta il secondo tronco della cosiddetta autostrada del sole, l’autostrada per antonomasia che collega il Nord con il sud della penisola, per dirla nello specifico da Milano a Reggio Calabria.L’A3 attraversa tre regioni meridionali: la Campania per 171 km, la Basilicata per 30 km, la Calabria per 294 km. Nel lontano 1964 il governo di allora decise di spendere dei soldi per finanziare la costruzione di un’autostrada che doveva avere il pregio di collegare il resto dell’Italia alla Calabria. Da allora inizia una favola infinita con spese reali di denaro pubblico che non bastano gli anni del rinascimento e del risorgimento per raccontarla. Infiniti arresti anche di politici, di tecnici, infiltrazioni mafiose a go-go. Ci sono tratti di strada che si dicono in fase di ammodernamento che avevano delle date di scadenza che continuamente sono rinviate, tra questi i tratti che interessano la parte del lagonegrese. A che punto è il tratto –Lagonegro Nord –Laino Borgo? Tratto questo di 18 km (in dettaglio dal km 123,5 svincoli laghi negri Nord al km 126,5 viadotti San Francesco – dal km 138,5 svincolo Lauria Nord al km 153,5 SVINCOLO Laino Borgo). Questo per evidenziare altri tratti ancora da finire. Per non dimenticare, poi, i morti che ci sono stati su questa strada, non da ultimo quella di Giuseppe Palagiano di 54 anni di Nemoli morto a seguito di un ulteriore incidente avvenuto mentre lavorava all’interno della galleria in fase di costruzione presso il bivio di Lagonegro Nord come sempre succede la magistratura ha posto sottosequestro la zona. Altro ritardo nell’esecuzione dei lavori. I ritardi costano se qualcuno non lo sappia e a pagare sarà sempre la collettività, cioè il cittadino comune. Inizia una nuova estate , il cittadino quanto meno è avvertito dall’Anas delle difficoltà che incontrerà sulle starde del sud e, in particolare, qui a Lagonegro.

Oreste Roberto LANZA 
 

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