L'uomo svolgeva un secondo lavoro a Bologna durante i permessi

 

Violazione della legge 5 febbraio 1992 n. 104, nota come legge 104. La legge tutela “l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone affette da handicap”. Solita storia che si ripresenta nel nostro quotidiano lavorativo su tutto il territorio nazionale. La Basilicata non è esente. Dipendenti in gita «non autorizzata» a ferragosto scorso: invece di occuparsi di un familiare disabile, se ne stavano beatamente in spiaggia con moglie e figli o svolgeva un secondo lavoro. Ultimo caso, in ordine cronologico, è ambientato a Lauria, località in provincia di Potenza. Protagonista, un infermiere del 118, P.A, di anni 54, che nei registri dell’Azienda sanitaria locale figurava in permesso per accudire il padre. La realtà, quella scoperta dalla Guardia di Finanza di Lauria, nel 2016, era ben diversa. Ogni volta che chiedeva il permesso ai sensi della legge 104, se ne andava a Bologna per lavorare in una casa di cura, commettendo un doppio illecito: l'utilizzo improprio del permesso e la prestazione di opera professionale in un'azienda privata senza avere l'autorizzazione dell'amministrazione di appartenenza. La condanna di qualche giorno fa da parte della Corte dei Conti che ha chiesto la restituzione di ben 187 mila euro al proprio datore di lavoro. Provvedimento a cui ha fatto seguito la procedura esecutiva del pignoramento dello stipendio e il procedimento disciplinare aperto per arrivare al licenziamento. Il procedimento penale, per truffa, inizierà a breve.

Oreste Roberto Lanza


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