Sospesi i lavori sulla ex SS 19 all’altezza di Lauria, in zona Pianomenta. I lavori di rimozione dei detriti caduti sulla strada lo scorso 13 gennaio per lo smottamento franoso, sono fermi per alcune prescrizioni sulla sicurezza. La comunicazione è delle forze dell’ordine inviata nel tardo pomeriggio di ieri al sindaco Angelo Lamboglia. Il primo cittadino ha manifestato tutta la sua preoccupazione per la nuova situazione “Comprendo la sicurezza – ha precisato Angelo Lamboglia – primo cittadino di Lauria - ma voglio rivolgere un appello a tutti gli attori in campo, affinché si possa dar seguito a quanto prestabilito nel più breve tempo possibile. Mi sono attivato contattando il presidente della Provincia, che ha dato immediata disponibilità ad ottemperare alle prescrizioni in oggetto”. L’arteria è importante ma anche nevralgica per la presenza anche di un polo commerciale con decine di persone che lavorano. E gli utenti di quelle attività, causa disagi di collegamento, potrebbero decidere di rivolgersi altrove. Nel frattempo si susseguono incontri con i vari tecnici per trovare soluzioni immediate. L’ingegnere della provincia Colangelo e diversi geologi hanno effettuato diverse ispezioni sul costone franato.  “In data odierna – ha aggiunto Angelo Lamboglia – ho fatto un ulteriore sopralluogo in contrada Pianomenta dove ho parlato con il geometra della ditta, che era in compagnia del geometra della provincia. La ditta sta celermente ottemperando alle prescrizioni in merito alla sicurezza e conta, nell'arco di un paio di giorni, di riprendere le attività che fino ad oggi ha portato avanti con celerità ed efficacia”. Intanto la riunione con tutti i tecnici e l’assessore regionale alle Infrastrutture, Opere Pubbliche e Mobilità, Carmine Miranda Castelgrande, previsto per mercoledì 23 gennaio è stato spostato al giorno successivo, 24 gennaio. In quella data il quadro delle tempistiche sarà chiaro. La frana ha spezzato il territorio circostanze in due parti con gravi ripercussioni sulla famiglia, sulle scuole, sui trasporti e sulle attività commerciali, attori fondamentali del territorio. Di questo, il primo cittadino di Lauria, Angelo Lamboglia, è pienamente consapevole.“La problematica in questione – ha concluso Lamboglia - è seria e rischia di mettere in ginocchio, da tutti i punti di vista, un territorio già pesantemente martoriato da eventi calamitosi”. 

Oreste Roberto Lanza

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Due interventi chirurgici eseguiti con risultati positivi su due centenarie ricoverate, negli ultimi giorni, nell'Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo. Una donna, di 99 anni e 6 mesi, è stata sottoposta a una procedura di drenaggio biliare. L'intervento ad alto rischio medico per l'età della paziente, che presentava ittero ostruttivo da neoplasia pancreatica, è stato effettuato dal Dottor Vito Molfese, Direttore dell'U.O.C. di  Radiologia Interventistica del San Carlo di Potenza, e è perfettamente riuscito. L'altra paziente, di 106 anni (prossima al compimento di 107 anni) è stata già dimessa in condizioni stabili per essere avviata al percorso riabilitativo in struttura specializzata. La donna è stata sottoposta nei giorni scorsi a intervento chirurgico di osteosintesi con chiodo endomidollare per frattura al collo del femore dall'equipe dell'U.O.C di Ortopedia e Traumatologia del presidio ospedaliero San Giovanni di Dio di Melfi dell'AOR San Carlo, diretta dal Dottor Adolfo Cuomo. La struttura, che sta riprendendo l'attività chirurgica a pieno regime con interventi di chirurgia protesica, artroscopica e chirurgia-traumatologica per le fratture di femore, rappresenta un punto di riferimento importante capace di dare risposte alle richieste del territorio e un potenziale punto di attrazione extra regionale per la chirurgia ortopedica. Soddisfazione per l'esito degli interventi chirurgici è stata espressa dal Direttore Generale del San Carlo, Dott. Massimo Barresi, che ha augurato alle signore una piena guarigione, e ringraziato il personale medico e sanitario che hanno brillantemente effettuato le operazioni.

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Primo intervento cardiochirurgico in Europa di impianto di una nuova valvola aortica transcatetere con approccio trans-apicale di ultimissima generazione oggi all’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo di Potenza. L’operazione su un paziente di 82 anni, affetto da stenosi aortica severa sintomatica ad alto rischio chirurgico, è stata eseguita dal Dottor Giampaolo Luzi, Direttore  U.O.C. Cardiochirurgia.
L’impianto effettuato a cuore battente, senza necessità di circolazione extracorporea e di arresto cardioplegico del cuore, introducendo la valvola dall’apice del cuore all’interno di quella del paziente (Tavi transapicale), è durato 50 minuti ed è perfettamente riuscito.  I vantaggi offerti da questa valvola  sono dovuti alla presenza una sorta di “gonnellina” esterna più alta e un tessuto che consente una perfetta aderenza all’anello aortico per ridurre il leak perivalvolare (insufficienza aortica residua) rispetto alle protesi precedentemente utilizzate.
All’intervento ha partecipato l’équipe cardiochirurgica composta oltre che dal Direttore U.O.C. Cardiochirurgia Dottor Giampaolo Luzi, dal Dottor Mario Miele, dalla Dottoressa Erica Manzan, dal Direttore U.O.C. Cardiologia, Dottor Rosario Fiorilli, con la collaborazione dell’Ecocardiografista Pasquale Innelli e dell’Anestesista Sergio Laurino.
A due anni dall’insediamento del Dottor Luzi, l’introduzione di tecniche mini-invasive e l’utilizzo di materiali all’avanguardia hanno permesso un notevole incremento dell’attività cardiochirurgica passata da 200 interventi annui agli attuali 360. Un incremento che è andato di pari passo con il raggiungimento dei migliori standard europei in termini di mortalità e all’utilizzo della mini-invasiva su larga scala.
La Cardiochirurgia del San Carlo si era già distinta a livello nazionale per il primo impianto in Italia, nel giugno 2017, di una valvola cardiaca di nuova generazione, la Inspiris Resilia, realizzata con materiale biologico sottoposto a nuovo trattamento per assicurarne una più lunga durata.
Al raggiungimento di tali obiettivi ha contribuito tutto il personale medico e infermieristico del Dipartimento cardiovascolare a cui va il ringraziamento del Direttore Generale, Dott. Massimo Barresi.
 

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In data odierna, nella Provincia di Matera,a conclusione di indagini condotte dai Carabinieri di Matera congiuntamente ai Carabinieri per la Tutela del Lavoro, è stata data esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. di Matera, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di 14 persone, di cui:

- n.11 in carcere;

- n.1 agli arresti domiciliari;

- n.1 obbligo di dimora

- n.1 obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.

I principali reati contestati, a vario titolo,sono:

  • Associazione per delinquere finalizzata all’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro(caporalato) con carattere della transnazionalità (Artt. 416 e 603 bis C.P., Art. 3 e 4 L. 146/2006);
  • Estorsione (Art. 629 C.P.);
  • Violenza privata (Art. 610 C.P.);
  • Uso indebito di carte di credito (Art. 493 C.P.);
  • Corruzione (Art. 321 C.P.).

Le indagini, originate dalla denuncia presentata nel maggio scorso presso la Compagnia Carabinieri di Policoro da un cittadino rumeno per sfruttamento illecito del lavoro, sono state svolte dai Carabinieri del Nucleo Operativo di Policoro e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Matera e Potenza, che nello stesso mese di maggio 2018 hanno effettuato n.4 fermi di indiziato di delitto di cittadini rumeni. Le fasi successive delle attività investigative, sviluppate anche in ambito internazionale, hanno consentito di cristallizzare le responsabilità penali dei singoli appartenenti all’organizzazione criminale transnazionale, dedita alla intermediazione illecita e sfruttamento della manodopera, ed individuare il modus operandi della citata compagine che consisteva nel reclutare all’estero, tramite l’uso di social network (Facebook),i lavoratori, principalmente rumeni, i quali, una volta giunti in Italia, venivano privati dei documenti di riconoscimento e costretti, sotto minaccia ed intimidazione, a lavorare in diversi fondi agricoli privati, individuati in Scanzano Jonico e Policoro. Le vittime venivano alloggiate presso delle abitazioni a loro fittate forzatamente, il cui costo veniva loro automaticamente decurtato dal salario.I lavoratori venivano costretti a lavorare fino a 14 ore consecutive con un salario medio di 3,5 euro all’ora, con una sola pausa per il pranzo di mezz’ora e sotto continue minacce ed intimadazioni. Al sodalizio criminoso hanno preso parte anche alcuni titolari e gestori di aziende operanti nel settore orto – frutticolo, nonché un impiegato presso l’Ufficio Anagrafe del Comune di Scanzano Jonico e due sindacalisti di un patronato di Marconia di Pisticci, tutti raggiunti da misure cautelari. Considerato l’arco temporale 2014 – 2018, il numero dei lavoratori sfruttati sono circa 200 e  i profitti illeciti oltre un milione e trecentomila euro. Corso operazioni perquisizioni sono stati rinvenuti documenti comprovanti le attività illecite per cui si procede e somma contante pari a 56.000 euro, sottoposti a sequestro. Le indagini sono state coordinate dal Procuratore della Repubblica di Matera, dr. Pietro Argentino, e dal P.M. d.ssa Annafranca Ventricelli;  i provvedimenti cautelari sono stati emessi dal G.I.P. d.ssa Rosa Angela Nettis. L’importante operazione contro lo sfruttamento dei lavoratori e l’odioso fenomeno del caporalato è il frutto dello sforzo sinergico dei Carabinieri del territorio lucano e di quelli specializzati nella tutela del lavoro, con il fondamentale apporto delle Stazioni Carabinieri, imprescindibili presidi di sicurezza e legalità per i cittadini.

Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere nei confronti di 11 persone:

  • Palade Cumpata Liliana Lucia, nata Romania,cl. 71, residente Scanzano Jonico (MT), bracciante agricola, già nota alle forze dell’ordine, attualmente detenuta presso la casa circondariale di Potenza, promotrice dell’organizzazione;
  • Mazilu Aurel Dragos, nato Romania, cl. 80, residente Scanzano Jonico (MT), bracciante agricolo, già noto alle forze dell’ordine,attualmente detenuto presso la casa circondariale di Matera, promotore dell’organizzazione;
  • Zahiu Ciprian George, nato Romania, cl. 77, domiciliato Scanzano Jonico (MT), bracciante agricolo, già noto alle forze dell’ordine, attualmente detenuto presso la casa circondariale di Matera;
  • Vilceanu Filica, nato Romania, cl. 72, domiciliato Scanzano Jonico (MT), bracciante agricolo, già noto alle forze dell’ordine, attualmente detenuto presso la casa circondariale di Matera;
  • Mocanu Adriana Geanina, nata Romania, cl. 89, residente Scanzano Jonico (MT),bracciante agricola, incensurata;
  • Valenza Paolo, nato Ginosa (TA),cl. 65, residente Scanzano Jonico (MT),imprenditore, titolare omonima azienda agricola, già noto alle forze dell’ordine;
  • Santeramo Sara, nata Svizzera, cl. 70, residente Scanzano Jonico (MT), dipendente impresa agricola, già nota alle forze dell’ordine;
  • Lospinuso Antonietta, nata Policoro (MT), cl. 72, residente Scanzano Jonico (MT), dipendente impresa agricola, già nota alle forze dell’ordine;
  • Giordano Massimo, nato Montalbano Jonico (MT), cl. 72, residente Scanzano Jonico (MT), imprenditore, titolare azienda agricola “La Lucana FruitSoc. Coop.”, già noto alle forze dell’ordine;
  • Giordano Antonio, nato Martina Franca (TA), cl. 96, residente Scanzano Jonico (MT), imprenditore, titolare azienda agricola “Giordanfruit”, incensurato;
  • Morrone Ciro, nato Gela (CL), cl. 79, residente Corigliano Calabro (CS) ma domiciliato in Policoro (MT), imprenditore, titolare aziende agricole “Contea Agricola S.r.l.” e “F.Lli Morrone S.r.l.”, già noto alle forze dell’ordine,

ed ai domiciliari nei confronti di:

  • Simone Giuseppe, nato Montalbano Jonico (MT), cl. 65, residente Scanzano Jonico (MT), impiegato presso l’ufficio anagrafe del comune di Scanzano Jonico (MT), incensurato,

mentre sono stati sottoposti:

  • Barbalinardo Leonardo, nato Pisticci (MT), cl. 59, residente Marconia di Pisticci (MT), titolare patronato UIL – Agroalimentare, incensurato, alla misura dell’Obbligo di Dimora;
  • Barbalinardo Alessandra Erminia, nata Pisticci (MT), cl. 84, residente Marconia di Pisticci (MT), dipendente presso patronato UIL – Agroalimentare, incensurata, alla misura dell’Obbligo di Presentazione alla P.G.
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E' scattata all'alba questa mattina l'operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Matera e del Comando Tutela Lavoro, che stanno eseguendo 14 provvedimenti restrittivi disposti dall’Autorità giudiziaria di Matera per associazione per delinquere finalizzata al “caporalato” e allo sfruttamento di lavoratori nei campi agricoli del litorale jonico – lucano. Le indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Matera. L’operazione vede impegnati oltre 100 Carabinieri, supportati da unità cinofile e da un elicottero, in diversi Comuni della provincia di Matera, tra cui Scanzano Jonico e Policoro. Molti i controlli nei campi e sulle arterie principali della zona jonica con diversi fermi e perquisizioni dei militari.

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Per la frana sulla ex ss 19, il Sindaco di Lauria, Angelo Lamboglia, ha emesso ordinanza di sgombero per una famiglia del posto. Un provvedimento sindacale determinatosi sulla base di una nota specifica depositata dai vigili del fuoco di Potenza. L’abitazione sgomberata, insieme con l’area di pertinenza, per i vigili del fuoco è troppo vicina al cantiere in cui opera la ditta incaricata dalla Provincia di Potenza per la messa in sicurezza del costone franato. Visto le condizioni atmosferiche si temono ulteriori rischi di crolli provenienti dalla sovrastante zona in cui operano i mezzi della provincia. La famiglia sgomberata non potrà rientrare fino a che l’area non sarà sicura. Per i prossimi giorni è stata già trovata una sistemazione in una struttura alberghiera della zona. “Il provvedimento si è reso necessario – ha sottolineato Angelo Lamboglia, Sindaco di Lauria – per evitare rischi ulteriori. In ogni caso stiamo continuando a monitorare la situazione confidando nella possibilità che l’impegno profuso da tutti ci porta nel più breve periodo alla soluzione del problema”. Ulteriore incontro, ieri, presso gli uffici della Regione Basilicata per delineare il quadro delle risorse finanziarie necessarie per effettuare i primi interventi di messa in sicurezza. “Intanto – conclude Lamboglia – da subito va fatta un’analisi specifica della parete rocciosa sperando che non siano necessari interventi particolari”. Per la prossima settimana il Sindaco Lamboglia ha convocato il tavolo dei soggetti coinvolti nell’evento franoso per fare il primo punto della situazione da quando è avvenuto lo smottamento.

Oreste Roberto Lanza

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Durante il trascorso fine settimana, i Carabinieri della Compagnia di Matera, nel quadro di una più ampia strategia di contrasto agli illeciti predisposta dal Comando Provinciale, anche alla luce delle numerose iniziative promosse in città connesse con l’evento “Matera Capitale Europea della Cultura 2019” ormai alle porte, hanno dato attuazione ad un massiccio e capillare dispositivo di controllo del territorio, appositamente rinforzato con la partecipazione di militari e mezzi della Compagnia di Intervento Operativo proveniente da Vibo Valentia  (equipaggiati ed addestrati per fronteggiare le più disparate situazioni). Nello specifico, numerose pattuglie, sia a piedi che in auto, sono state predisposte su tutte le fasce orarie delle giornate ed intensificate soprattutto nel corso delle ore notturne. Su tutte le arterie stradali, sia cittadine che periferiche son stati predisposti posti di controllo alla circolazione stradale ed inoltre, per rendere ancora più efficace l’azione di prevenzione, specie nei confronti dei reati predatori, sono stati attuati anche dei posti di blocco sulle principali vie che portano al Capoluogo. Nel centro storico di Matera e nel rione sassi, sono state predisposte apposite pattuglie appiedate, sia in abiti civili che in uniforme, con lo specifico obiettivo di vigilare in maniera più attenta la zona, così da raggiungere anche i viottoli più stretti e periferici, tenuto conto della particolare e tipica conformazione urbanistica del posto. Tra gli accadimenti più particolari, vanno menzionati:

-       a Matera, un 42enne originario di Montescaglioso (MT) che, alla vista dei militari, a bordo della propria autovettura, ha assunto un atteggiamento particolarmente nervoso. Sottoposto a perquisizione, è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico della lunghezza complessiva di circa cm. 18, del quale non è stato in grado di fornire una valida giustificazione;

-       a Matera, in due episodi separati, un 50enne di Montescaglioso (MT) ed un 24enne del posto che, a bordo delle proprie autovetture,  hanno causato entrambi un sinistro stradale. Condotti presso il locale ospedale e sottoposti agli specifici accertamenti sono risultati entrambi con un tasso alcoolemico superiore ai limiti previsti dalla legge;

-       a Matera, controllati 3 soggetti del posto che, a seguito di perquisizione, sono stati trovati in possesso di alcune dosi di sostanze stupefacenti (hashish e marijuana), ben occultate tra i propri indumenti.

Nel complesso sono state controllate 180 autovetture; identificate circa 200 persone; elevate numerose contravvenzioni al codice della strada e ritirate 2 patenti.

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Si è conclusa un’intensa attività di controllo negli impianti di stoccaggio e trattamento dei rifiuti presenti in Basilicata, che ha visto impiegati i reparti forestali dell’Arma dei Carabinieri per circa due mesi. L’attività di controllo mira a prevenire e reprimere il fenomeno degli incendi di rifiuti, spesso dolosi, che a livello nazionale, sempre più spesso, investono tali impianti, e dunque a verificare che la normativa ambientale sia pienamente rispettata. Nella nostra Regione, tale fenomeno non ha fatto registrare situazioni di difficoltà, ma il suo rilievo nazionale ha fatto alzare il livello di allerta, determinando l’intervento dell’Arma forestale. I Carabinieri forestali hanno visitato gli impianti in regione con personale specializzato del NIPAAF (Nucleo Investigativo di polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale) e delle stazioni forestali. Sono stati oggetto di controllo 24 impianti, di cui 16 in provincia di Potenza, e sono stati riscontrati 13 casi di violazioni più o meno gravi al Codice dell’Ambiente, che nella sua parte quarta disciplina l’attività di trattamento dei rifiuti. Sono stati pertanto accertati 5 reati contro l’ambiente, per i quali sono stati deferite 7 persone alle competenti Autorità Giudiziarie. Sono state inoltre comminate 8 sanzioni amministrative per un importo complessivo di circa 25.000 €. L’Arma forestale continua nella sua attività capillare di ricognizione e controllo del territorio in funzione della tutela ambientale, agroalimentare e forestale della Regione.

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