“Leggere è un piacere, porto i libri dove non si legge più”. Commendatore della Repubblica

"Porto i libri nei paesi dove non si legge più". Antonio La Cava, 73 anni, maestro in pensione originario di Ferrandina, noto per aver inventato un nuovo modo di promuovere la lettura con il suo “bibliomotocarro”. È stato tra le 33 personalità premiate dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana con precise parole: "per l'impegno profuso, nel corso della sua vita, nella promozione del valore della cultura". Dopo 42 anni trascorsi ad insegnare, una volta arrivato alla pensione, il Commendatore La Cava, ha capito che poteva fare ancora qualcosa di importante per avvicinare i bambini alla lettura.
Un’idea nata nell’ottobre 1999 per richiamare l’attenzione sulla crescente disaffezione nei confronti del libro da parte, soprattutto, delle nuove generazioni. Così ha acquistato un'Ape usata e l'ha trasformata in una biblioteca itinerante, che può ospitare fino a 700 libri. Da oltre venti anni la sua vita è diventata una missione in nome della cultura. A bordo di uno speciale tre ruote-biblioteca ambulante, porta libri ai bambini delle scuole elementari dei paesi più piccoli e isolati della Lucania, dove spesso, non ci sono biblioteche o librerie. È riuscito a prestare in media 450 libri alla settimana. I suoi chilometri di cultura percorsi fino ad ora appaiono attestarsi intorno ai 200 mila.
“Nessuno nasce lettore, sta a noi genitori, - esordisce così il Commendatore Antonio La Cava – raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione - alla scuola, alla società fare di tutti i bambini indistintamente dei lettori, perché è con la lettura che si formano gli uomini di domani, ma soprattutto si trasmette ai bambini l'importanza della cittadinanza attiva." Persona, semplice, silenziosa che probabilmente non si aspettava il pubblico ed onorifico riconoscimento da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Francamente – precisa Antonio La Cava – il riconoscimento del presidente della Repubblica non l’aspettavo. La sensazione straordinaria, mi ha fatto molto riflettere. Essendo il bibliomotocarro entrato nel suo ventesimo anno di vita, mi sono ricordato, arrivando al Quirinale per ricevere questo riconoscimento così prestigioso, del passato. Mi sono ricordato del primo giorno, quando sono uscito con il bibliomotocarro, era ottobre 1999, mi trovavo in un rione di Ferrandina che si chiama “inped a terra” cioè ai piedi della terra. Sono arrivato al palazzo più alto di Roma partendo dai piedi della terra. Sono passati venti anni ho percorso tanti chilometri, tanta strada ho fatto, toccando ben 119 comuni su 131 di quelli presenti in Lucania. Questo mi dà la consapevolezza che ancora di strada ne rimane tanta da fare”.

bibliomotocarro


Tanti i chilometri di cultura fatti per la Lucania ma come si dice un chilometro in particolare ti resta nel ricordo o che ti da entusiasmo. “Tutti i chilometri fatti – continua Antonio La Cava – mi hanno dato entusiasmo perché avevano una sorte di denominatore comune. Sono stati chilometri di gioia e di sofferenza. Di gioia perché, dovunque vada, c’è sempre questo sentimento di entusiasmo nell’accoglienza dei bambini; sofferto perché è un’attività con problemi e difficoltà. Poi diciamola tutta il più bel chilometro sarà quello che farò venerdì a Montalbano Jonico nell’istituto comprensivo indicato dal Sindaco Marrese, presidente della Provincia. Il più bel chilometro è quello del giorno dopo”. Ma in questa passeggiata di cultura attraverso la lettura resta sicuramente una circostanza vissuta che non si dimenticherà mai.
“C’è stato un bambino lucano solo in questa piazza – sottolinea Antonio La Cava – ad Oliveto Lucano che non si staccava dal bibliomotocarro, restando molto affascinato da questi libri viaggianti che alla fine mi disse: maestro devi tornare un'altra volta. Questa espressione mi fece pensare ai tanti bambini soli nei nostri paesi lucani. Da lì nacque il progetto fino ai margini che incarna l’idea ispiratore del bibliomotocarro”. Una richiesta di speranza e di futuro, questo del bibliomotocarro, per la Lucania con cui Antonio La Cava conserva un sogno. “Il mio sogno è volere tanti bibliomotocarri. Oggi questo bibliomotocarro è sicuramente un simbolo lucano. Vorrei che diventasse un simbolo nazionale”. Una vera eccellenza lucana legata alla sua terra non solo da questo simbolo di cultura. Va ricordato come nel 1989 Antonio La Cava era Commissario tecnico della rappresentativa lucana, una sorte di nazionale lucana, con la quale vinse il titolo di campione d’Italia. Negli anni settanta, con la Virtus Ferrandina riuscì a portare a livello nazionale giocatore come Pavese, forte centrocampista del Matera in serie B e Leonardo La Vecchia finito addirittura alla Juventus. Solo per ricordarne alcuni. Venerdì prossimo riceverà un riconoscimento internazionale “Maestri d’Italia” presso l’Università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli. Qualche giorno fa era a RAI Geo.


Oreste Roberto Lanza


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