Si è tenuto, presso il Museo Archeologico Nazionale “Dinu Adamesteanu” di Potenza, Palazzo Loffredo, l’edizione 2018 del “Festival della Conoscenza: dal sapere alla sapienza. Alla Ricerca della felicità”. Organizzato dall'associazione Alba Lucana e dal Polo Museale della Basilicata, in collaborazione con l'Università di Basilicata e la S.I.P.S.I. Società Italiana Psicologi e Psichiatri, patrocinata dal Comune di Potenza e Tricarico, il convegno rientra nelle numerose iniziative culturali che l’Associazione regionale Alba Lucana, presente sul territorio di Potenza e di Matera. La terza tappa, nel Museo “Dinu Adamesteanu”, dal titolo “Rinascere alla proprie ceneri” ha previsto due momenti importanti: la visita guidata nel museo archeologico, a cura dell'archeologa Mara Romaniello e dello psicoterapeuta, Pietro Alessando Caforio; ed un momento di riflessione finale con psicologi e artisti lucani, dove si è affrontato la tematica complessa ed affascinante del dolore, della necessità di attraversarlo per ricontattare la parte più intima e più profonda della propria anima. La manifestazione, ha percorso alcune tappe importanti, attraverso i musei della Basilicata, custodi del sapere più antico ed occasione imperdibile per conoscere la nostra più intima essenza. Un appuntamento dove si è ripercorso l'iter di conoscenza e di scoperta emozionale della cultura museale per rendere semplice ed accattivante ciò che appartiene alla nostra Lucania, territorio terribilmente bello e sconosciuto.


Oreste Roberto Lanza
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Dopo il grande successo de “I Caduti di Pietra”, e della prima edizione del secondo volume “La Guerra Dimenticata”, Giuseppe Russo, ricercatore indipendente e scrittore casertano oramai noto per la sua particolare visione del nostro passato, torna a trattare la storia dei monumenti deturpati in Italia durante la Seconda guerra mondiale grazie alla pubblicazione della nuova ricca edizione del già menzionato testo. Il 4 novembre, in occasione della Festa delle Forze Armate e dell’Unità d’Italia, nella splendida cornice culturale del territorio di Lagonegro (Pz), grazie all’Associazione “A castagna racritica”, all’Amministrazione comunale, alla locale Associazione Nazionale Carabinieri, nonché al Forum Giovani cittadino, lo scrittore presenterà nel Potentino le svariate novità contenute in questo ampliamento della sua opera. La seconda edizione del testo, cresciuto fino a toccare le 500 pagine, contiene ulteriori preziosissime foto storiche (108 immagini), nuove mappe, un precisointervento del dott. Valeriani sullo stragismo nazista, nonché nuovi episodi riguardanti la battaglia che i nostri beni culturali furono costretti a subire durante i distruttivi anni del secondo conflitto mondiale. Nella Sala consiliare della Città di Lagonegro, dalle ore 17:30, l’autore spiegheràcon attenzione perché la Campania ed il resto del sud Italia diventarono fulcro della guerra e capro espiatorio da sacrificare sull’altare delle esigenze belliche e politiche, soprattutto durante i tremendi mesi estivi e autunnali del 1943. Oltre ai bombardamenti angloamericani, che in Campania colpirono tragicamente regge, teatri, scavi archeologici, chiese, stadi, palazzi nobiliari, attività commerciali, industrie e caffè storici, il testo sviscera le ritorsioni naziste e l’occupazione alleata seguita agli sbarchi di Sicilia e Salerno, mostrando chiaramente l’ampia devastazione economica, sociale e culturale che ha letteralmente modificato il corso della storia dell’interoMezzogiorno. Il merito di Giuseppe Russo, quindi, è aver rinnovato la memoria storica rendendola facilmente fruibile grazie alla narrazione di curiosi episodi sportivi, piccole liti familiari, miracolosi eventi e rocambolesche operazioni segrete che accompagnano il filo del discorso principale nel quale si dipana, tragicamente, la sequenza di attacchi aerei, stragi naziste e occupazioni alleate nel sud Italia. Questa storia, leggera ma scientificamente sviscerata, che va oramai diffondendosi in tutto il territorio nazionale, è statagià attenzionata dalla Rai oltre che dal Quartier Generale Italiano presso l’Allied Joint Force Naples dove l’autore, insieme ad un parterre di relatori d’eccezione, lo scorso 14 marzo, ha tenuto un seminario per mostrare all’attento personale militare italiano, come pure a numerosi amministratori arrivati da diverse province, il cammino che i nostri tesori hanno tragicamente percorso dal 1939 fino ai giorni nostri. Da segnalare che a Lagonegro, tra l’altro, l’autore porterà in anteprima alcune tavole della nuova serie a fumetti “I caduti di pietra – The comicbook series”, il cuiprimo volume, intitolato “Operazione 51”, sarà pubblicato proprio il prossimo dicembre e presentato ufficialmente al Museo Civico di Santa Maria Capua Vetere (Ce) nello stesso periodo.
Per chi volesse saperne di più sui progetti di questo attivissimo storico e ricercatore indipendente, è possibile consultare il sito internet www.icadutidipietra.it o la pagina Fb I caduti di pietra.
 

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Probabilmente pochissimi lucani ne conoscono la storia. Molto meno sanno dei contorni. Una strage che doveva avere una risonanza mondiale ma che, inspiegabilmente, è stata coperta da una coltre di colpevole e forse dolorosa indifferenza, non solo dalle istituzioni costituite del tempo, ma anche dai mezzi di informazione e guarda caso anche dagli studiosi. Alla fine “veritatem dies aperit”, come diceva Seneca. È sempre il tempo a svelare la verità. Su questo ha lavorato alacremente Gianluca Barneschi, romano, avvocato nel settore della radio diffusioni e telecomunicazioni, dando vita ad un libro di grande valore storico e non solo. “Balvano 1944, indagine su un disastro rimosso” LEG edizioni S.r.l. -2014. Nelle primissime ore del mattino di venerdì 3 marzo 1944, a Balvano, in provincia di Potenza, più di 500 persone morirono in un incidente ferroviario: il più grave della storia. Luogo del delitto la galleria “Delle Armi” nei pressi della stazione di Balvano – Ricigliano in provincia di Potenza. I dati sulle morti sono ancora oggetto di discussioni; si alternano in maniera confusa tra i 517, 529, 570 per poi arrivare a oltre 600. Le indagini furono fatte in maniera sbrigativa e ragion di Stato congiurarono per una quasi completa rimozione dell'accaduto. Ad alcune tra le famiglie delle vittime, dopo lunghe vicende giudiziali, fu riconosciuta una modesta indennità, ma il loro desiderio è sempre stato quello di un'adeguata conoscenza e di un doveroso ricordo del dramma vissuto. E invece quella di Balvano fu una strage con molti responsabili e nessun colpevole, con l'aggravante di essere ignota ai più. Alle 19:00, il treno 8015 partito da Napoli per poi diventare 8017, ripartì dalla stazione di Battipaglia, in direzione di Potenza, trainato dalle due locomotive a vapore FS 476.058  e 480.016 assegnate al deposito di Salerno. Era composto da 47 carri merce e aveva la ragguardevole massa di 520 tonnellate, molte di più di quelle previste in 350. Un libro che racconta con grande intensità momenti, circostanze e vicissitudini vissute negli attimi precedenti e successivi all’evento. Pagine fitte di elaborazioni dati, di messaggi inviati tra una e l’altra stazione, ordinati per singole ore e momenti. Testimonianze fatte dai sopravvissuti per caso. Un libro scritto con una semplicità unica tanto che l’autore stesso riesce a veicolare il lettore all’interno delle singole e precise circostanze macabre dell’evento. Un testo di ben 308 pagine, escluse quelle dove vengono annotate nomi e cognomi identificati. Quelli rimasti anonimi fino all’ultimo finirono in una fossa comune. Il punto di non ritorno della galleria delle Armi fu identificato con la numerazione 127. In quel punto molti trovarono una morte dolce, altri tentarono una inutile fuga, altri, probabilmente i più, ebbero fiducia e con un fazzoletto al naso sperarono nei soccorsi, che arrivarono a tempo enormemente scaduto. Gli accertamenti del momento successivo, le relazioni degli alleati hanno in ogni caso evidenziato una circostanza netta. L’evento non si generò per colpe umane, ma di molto peggio: di negligenza. A questo si addizionarono altri elementi pur importanti. L’utilizzo di un tipo di carbone molto inquinante fornito dagli alleati. Un peso distribuito su 476 metri di lunghezza del treno non a norma e con l’omissione del controllo alla stazione di Battipaglia. Il monossido di carbonio avvelenò oltre 427 uomini, tra i quali anche bambini, oltre 74 donne. Molti Campani ma anche molti lucani. Tra questi vale pena ricordare il professore Vincenzo Jura, nato a Baragiano, in provincia di Potenza, una grande carriera professionale e universitaria sviluppatasi tra Roma, Sassari e Vienna. Il saggio è pieno di inediti e particolari sulla tragedia da leggere assolutamente, perché trattasi di una vicenda di noi Lucani, che non possiamo lasciare nell’oblio. Ricordare per non dimenticare sarebbe un bel regalo di testimonianza soprattutto per quelle vittime rimaste fino ad oggi ancora senza un nome e un cognome.

Oreste Roberto Lanza
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Le Officine Popolari Lucane di Pietro Cirillo sono i vincitori assoluti della 24esima edizione del premio Mia Martini 2018 nella sezione Etnosong. Il premio “Mia Martini” si è svolto a Bagnara Calabra, in provincia di Reggio Calabria, città natale della grande cantante “Mimì”, patrocinato dalla Regione Calabria, dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria, dal Comune di Bagnara Calabra, cofinanziato dalla Regione Calabria. La Lucania fa sentire, anche in terra di Calabria, la sua presenza anche nel settore musicale. Moltissimi i gruppi provenienti da tutta l’Italia. La giuria del premio composta dai massimi critici e musicisti nazionali all’unanimità ha deciso di assegnare il primo premio assoluto al brano ‘Anima lucana’ apprezzando   gli arrangiamenti e la sensibilità compositiva del testo. Le Officine Popolari Lucane è un gruppo di Tricarico, ormai da anni sulla scena musicale nazionale. Un progetto che nasce dalla mente del suo leader Pietro Cirillo che si innamora della musica popolare grazie ad Antonio Infantino e i Tarantolati, che incontrerà nel 1997 e con loro girerà il mondo facendo conoscere al grande pubblico la musica della loro terra, partecipando ai più grandi festival nazionali ed internazionali di musica etnica. Da tempo le Officine Popolari Lucane sono diventati uno strumento di comunicazione, un segno artistico-musicale che rappresenta la cultura popolare Lucana. “È stata un’emozione straordinaria–sottolinea Pietro Cirillo, il leader del gruppo-raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione- far conoscere fuori dai confini locali la nostra musica e la nostra Terra”.

Oreste Roberto Lanza
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Laureato in Scienze politiche, giornalista pubblicista, ha iniziato come cronista in quotidiani e periodici. La sua attività si concentra soprattutto nel campo della comunicazione di impresa. È titolare della DOCOM Comunicazione e organizzazione di eventi. Impegnato in importanti progetti nel campo della editoria e come imprenditore librario. È stato infatti uno dei fautori della nascita e del consolidamento del Francising “Librerie Mondadori S.p.a.” aprendo ben 5 punti vendita: Caserta, Teverola, Napoli, stazione Mergellina, Napoli stazione Campi Flegrei, Battipaglia. Non tanto recentemente si è occupato anche di progetti di comunicazione nel mondo dello spettacolo. Da Casa Sanremo, all’organizzazione di eventi collaterali, alle riprese del film Benvenuti al Nord, a eventi estivi, incontri con attori e scrittori, per il Comune di Castellabate. Donato Ciociola, salernitano di Battipaglia, a febbraio prossimo nel club dei cinquantenni, è l’ideatore del Festival Cine cibo e dal 2011 ne è organizzatore e direttore artistico.
Un’idea innovativa in questo settore strategico. “Diciamo che l’idea mi è venuta tra il 2009 e il 2010 – precisa subito Donato Ciociola, raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione – in occasioni dei tanti eventi enogastronomiche che andavo organizzando. In particolare quello del Salone internazionale della mozzarella di bufala che ho organizzato per circa dieci anni a Paestum nei templi. Insieme si sono condensate tanti altri aspetti, l’esperienza nel settore delle comunicazioni per le imprese e in ultimo la conoscenza di un attore di Battipaglia, Nicola Cunzio, che in quel periodo lavorava con l’attore Michele Placido di cui poi divenne grande amico. Fu proprio Cunzio che mi chiese di darle una mano come addetto stampa in questo progetto. Poi conobbi direttamente Placido a Venezia nel 2010 e gli parlai di poter abbinare in un festival la parte cinematografica e quella gastronomica. Un festival del cinema abbinato alla valorizzazione della gastronomia del territorio. Nel 2011 partimmo con questo progetto con la prima edizione proprio a Paestum con Michele Placido Presidente”.
Dal 2011 a oggi sono state programmate ben cinque edizioni in Campania e due in Lucania. L’edizione 2017 si è tenuta a San Severino Lucano, ospite d’onore, Alessandro Siani. La sensazione è che la Lucania è diventata trainante per questi importanti eventi. “Ma in Lucania – sottolinea Ciociola –c’è una grossa attenzione verso la consapevolezza che il cinema ha fatto e può fare per la valorizzazione del territorio. Nel senso che , per dire, a partire dall’evento cinematografico materano di The Passioni  scritto e diretto da Mel Gibson del 2004,con un casting internazionale, Matera viene posta all’attenzione internazionale. Probabilmente anche questa azione cinematografica ha contribuito a che Matera diventasse la capitale mondiale della cultura nel 2019. Insomma i Lucani paiono essere diventati consapevoli delle proprie risorse e insieme di farle conoscere. Quando ti muovi con le produzioni cinematografiche si muove anche la gastronomia territoriale”.
Mettendo insieme il cinema e la gastronomia con un’accurata sinergia con il territorio lucano sono nate due edizioni lucane. “Quest’anno Latronico- aggiunge Ciociola – è una location diversa, conosciuta, più fruibile con la presenza di strutture migliori e possibilità di arrivare facilmente. Vi è stato poco tempo, rispetto a San Severino, nella programmazione ma siamo convinti di massimizzare il risultato”. L’anno scorso le presenze furono intorno alle 5 mila e più. Quest’anno si prevede un afflusso maggiore. La testa pare già rivolta all’edizione 2019 che si ripeterà in Lucania. “Certo – conclude Ciociola – mi piacerebbe che fossimo a Matera a festeggiare la capitale mondiale della cultura”. Un desiderio nulla di più.


Oreste Roberto Lanza
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L’Associazione Culturale Studentesca UnIdea, insieme all'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia organizza, venerdì 19 Ottobre, alle ore 15.00, un pomeriggio di riflessione sul tema riguardante il fascismo e l’antifascismo tra passato e presente.
L’incontro avrà luogo presso la Biblioteca Centrale d'Ateneo, sede del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università della Basilicata in via Nazario Sauro 85, Potenza.
L’obiettivo che l’evento vuole perseguire è quello di comprendere in primo luogo il passato in termini storico-scientifici, cercando, in seguito, di costruire un dibattito sulle recenti derive xenofobe e razziste che coinvolgono l’attuale società italiana.
A guidare la riflessione storica sul tema saranno il Professore di Storia Contemporanea dell’Università degli Studi della Basilicata Donato Verrastro e la dottoressa di ricerca in Storia Elena Vigilante.
Introdurranno, invece, i lavori Alessandro Fundone, Presidente ANPI della Sezione di Potenza, e seguirà l’intervento di Carla Nespolo, Presidente ANPI Nazionale.
 

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I Lunatik Folk di Scanzano Jonico pronti per il Premio Mia Martini. Il premio si svolgerà dal 18 al 20 ottobre a Bagnara Calabra, in provincia di Reggio Calabria, paese natio della famosa cantante Italiana. Grossa soddisfazione da parte del Presidente dell’associazione Organetto e fisarmonica del Metapontino, Luigi Di Santo da mesi impegnato perché il gruppo sia pronto a questo importante appuntamento.

“Ci stiamo preparando da mesi -sottolinea Luigi Di Santo, raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione – come gruppo proprio perché vogliamo fare bella figura e dimostrare la nostra grande professionalità”. Un’associazione, Organetto e Fisarmonica del Metapontino, da anni impegnata nella divulgazione della cultura di questi strumenti di tradizione storica. Come raccontano le pagine di storia dell’organetto o  fisarmonica diatonica nasce a Vienna e si diffonde in tutto l’impero austriaco e in Francia dopo il 1830. In Italia a metà ottocento la cittadina di Castelfidardo, nelle marche, diventa il centro propulsivo e produttivo italiano fino a quando ai primi del 900’ occuperà un ruolo di rilievo addirittura internazionale. Nell’attualità, da molti anni anche il Sud Italia, concede molte soddisfazioni. In particolare la Lucania.

Da Montescaglioso, in provincia di Matera, Ruoti, in provincia di Potenza a Scanzano Jonico, nel metapontino, manifestano interesse e impegno a mantenere viva questa tradizione di altri tempi. Il territorio che di più da anni probabilmente, riesce a conseguire risultati importanti appare proprio Scanzano Jonico con l’associazione diretta dell’effervescente Luigi Di Santo. L’ultimo concorso regionale dello scorso 23 agosto ha visto premiati giovani provenienti da diversi città e paesi del Sud. Un’associazione fiore all’occhiello di del Metapontino e in particolare di Scanzano Jonico. “Qualcuno-  precisa Luigi Di Santo - ancora non ha capito come su Scanzano Jonico la presenza di un'associazione come la nostra dovrebbe essere un fiore all'occhiello per tutti, perché riesce attraverso, uno strumento intriso di storia come l'organetto. Strumenti tipici della tradizione lucana, dove si ritrova quel "qualcosa" che sembrava perduto, quella cultura popolare tanto ricercata”.

Un percorso iniziato con molte difficoltà e tanto impegno che in ogni caso continua a fruttare risultati importanti. “Proprio per questo, noi della associazione O.F.M. ringraziano pienamente i nostri soci che hanno aderito a questo progetto, il Premio Mia Martini, soci provenienti da Picerno, Barile, Montalbano Jonico, Policoro e Scanzano Jonico. Questi sono i comuni che avranno visibilità al Premio Mia Martini attraverso il gruppo i Lunatik Folk e l’associazione O.F.M”.


Oreste Roberto Lanza
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Domenica 14 ottobre , “Famiglie al Museo”. La Pro Loco Castel Lagopesole, per il secondo anno, aderisce all’iniziativa con lo scopo di avvicinare e far conoscere alle nuove generazioni “Il Mondo di Federico II” e il Castello di Lagopesole con attività didattico-ludico a loro dedicate. Iniziativa rinveniente dal tema dell’edizione 2018 patrocinata da MiBAC con il quale si intende avvicinare i bambini alla scoperta del patrimonio museale italiano.
“Una giornata durante la quale - sottolinea Carlo Lucia, Presidente della Pro Loco Castel Lagopesole -  fantasia, mito e storia si uniranno per trasformare in principi e principesse i bambini che giungeranno al maniero federiciano. L’investitura sarà l’unico modo per scoprire, con il Castellano, i segreti dello Stupor Mundi e i suoi lasciti ideali e culturali, per realizzare insieme al Maestro Decoratore piccoli oggetti artistici partendo dall’analisi dei reperti ricostruiti e delle mensole a capitello del Salone dell’Imperatore, per essere trasportati in un mondo incantato dalle letture di una Dama di Corte seduta su di un seggio accanto alla finestra”.

“Famiglie al Museo” è una spettacolare attività ludico-didattica alla figura del sovrano più controverso della storia medievale: “Federico II. L’iniziativa vuole anche rispondere all’interrogativo: cosa accade se un bambino governa il mondo?”. Si potrà accedere al percorso ogni ora a partire dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 18.00.


Oreste Roberto Lanza
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Basilicata sul podio in occasione di TTG Travel Experience, la più grande fiera del turismo B2B in Italia. Si è tenuta a Rimini   la terza edizione del premio più ambito dalle Regioni Italiane: si tratta di Italia Destinazione Digitale, il premio organizzato da Travel Appeal, la startup specializzata in Data Science e Intelligenza Artificiale al servizio della Travel Industry, in collaborazione con Best Western Italia, Destination Italia, Human Company, Keesy e Unicredit. L’edizione 2018 è andata alla Basilicata che si è aggiudicato il titolo di regione con la migliore reputazione digitale. La regione più recensita è l’Emilia Romagna, la miglior regione per accessibilità il Trentino , quella più amata dai turisti stranieri è la  Sicilia. L’Abruzzo vince il riconoscimento per regione più accogliente, la Liguria quello miglior regione per servizi tecnologici. L’Umbria infine quello di regione percepita come “più autentica”. Oggi il giudizio degli ospiti rappresenta una leva di marketing fondamentale – sottolineano gli organizzatori dell’evento - per influenzare le scelte di turisti connessi e digitali, che ricorrono alla rete per scegliere la destinazione delle loro vacanze o l’hotel in cui soggiornare. Per questo la reputazione digitale è un elemento chiave nei processi di gestione e promozione di un territorio e un’opportunità di business fondamentale per la definizione di strategie di successo delle destinazioni turistiche. Un premio formulato sulla base della più grande analisi mai realizzata da Travel Appeal sulla reputazione dell’offerta turistica italiana. Sono state analizzate oltre 13 milioni di recensioni, il doppio rispetto alla scorsa edizione, apparse sui canali TripAdvisor, Booking.com, Google, Expedia, Hotels.com, Facebook, Airbnb, Homeaway, Wimdu.  I tedeschi si confermano i primi recensori e il primo mercato di provenienza estera.  Le coppie sono la prima tipologia di viaggiatori per l’Italia con il 45% delle recensioni e anche i più soddisfatti, 84,7 per cento.

Oreste Roberto Lanza
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