Giornate FAI d’Autunno a Lagonegro. In linea con   lo   spirito di perseguire la valorizzazione e tutela del patrimonio culturale dell’Italia, del singolo territorio, in particolare, quello Lucano, gli organizzatori del FAI, in collaborazione con l’Associazione lagonegrese “La Castagna Ra Critica”, hanno promosso un appuntamento culturale e storico per il prossimo fine settimana. Sabato 13 ottobre alle ore 18.00, nella Chiesa della Madonna delle Grazie, si inaugurerà la mostra dedicata alle opere pittoriche di Carlo Levi, appartenenti alla collezione privata Capaldo ed eccezionalmente esposte al pubblico per l’occasione. La mostra resterà aperta anche domenica 14 ottobre. L’apertura della mostra sarà anche l’occasione per la presentazione del libro “L’arse argille consolerai. Carlo Levi dal confino alla Liberazione di Firenze” del giornalista e scrittore Nicola Coccia, vincitore del "Premio nazionale Carlo Levi" 2016. Pagine in cui l’autore racconta sei anni di ricerche per scavare nella vita di Carlo Levi e in uno dei libri più importanti del nostro dopoguerra: Cristo si è fermato a Eboli. Un viaggio dal confino, dove il fascismo lo spedì, fino alla Liberazione di Firenze, ricostruito attraverso documenti, inediti. Un libro che parla soprattutto della vita di Carlo Levi, medico, pittore. Quella che sarà presentata è una seconda edizione ancora più ricca di materiali e documenti inediti. Una anteprima nazionale. A seguire il convegno “L’arte e l’attualità” di Carlo Levi, dove si avrà modo di approfondire le molte sfaccettature dell’autore torinese. Dopo i saluti istituzionali dell’Assessore alla Cultura Rosanna Colombo, del delegato FAI, Salvatore Falabella, di Milena Falabella, Presidente dell’associazione “La Castagna Ra Critica”, interverranno nel merito studiosi ed esperti: Mariadelaide Cuozzo, docente di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Unibas, il funzionario ONU Grancesco Galtieri, don Gianluca Bellusci, Prefetto agli studi dell’Istituto Teologico di Potenza, Nunziante Capaldo, scrittore e collezionista, e Luigi Beneduci, docente e saggista, che dialogherà con l’autore del volume leviano.


Oreste Roberto Lanza
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Il 16 ottobre ricorrono 77 anni dalla morte di un grande lucano e giornalista italiano. Giuseppe Chiummiento nato ad Acerenza, in provincia di Potenza, il  2 luglio 1888 da un semplice maestro elementare, Vincenzo, che mori giovanissimo seguito nella tomba dalla moglie Rosa Calitri, quando Giuseppe aveva ancora due anni. Allevato dai nonni,studiò Giurisprudenza a Napoli ma le pagine di storia raccontano di una grande passione soprattutto per il giornalismo.Fondò e diresse per sei anni, dal 1919 al 1925, il quotidiano “La Basilicata”, un giornale democratico, vicino alle posizioni dello statista lucano Francesco Saverio Nitti. Il suo ideale politico era quello di un forte civismo che lo porto a fondare il Partito Lucano d'Azione, sul modello del Partito Sardo d'Azione, con un programma tendente a valorizzare le autonomie locali. I suoi ideali non allineati con la situazione politica del momento lo costrinsero a l’esilio in Argentina dove si spense a causa di una trombosi, dopo quattordici anni di esilio, il 16 ottobre del 1941. Fu proprio a Buenos Aires che trovo terreno fertile per esprimere al meglio i suoi ideali democratici diretti alla piena tutela dell’autonomia locale. Collaborò con vari giornali argentini tra cui La Razón e La Prensa, al giornale LʼItalia del Popolo e all'antico quotidiano degli emigrati La Patria degli Italiani. Alla chiusura di quest'ultimo quotidiano fondò La Nuova Patria di cui fu direttore. Fu con la sua creatura “La Basilicata” realizzato in una tipografia di Napoli, che il Lucano Chiummiento a dir dei giornalisti del tempo, evidenziò una capacità giornalistica di primo ordine nella quale erano confluite esperienze culturali, politiche e umane. Il suo ideale: innanzitutto il giornalismo. Lontano da mediocrità e da ambizioni futili, il suo scrivere non si confondeva mai con civetterie salottiere o da retorica dell’Io”. Ci sono pagine interessanti di Pio Costantini, nominato segretario particolare dall’Onorevole Perrone, nella qualità di sottosegretario alle Finanze e alla Marina Mercantile, che nel 1919 conobbe Chiummiento insieme a Ugo Amedeo Angiolillo, due giornalisti più in vista dell’epoca. Non si potrebbe parlare- annota nei suoi scritti, Pio Costantini – di Chiummiento senza sfogliare le collezioni di quel giornale (“La Basilicata”). Esistono ancora, complete, oppure se ne conservano, fogli staccati che possono sol dare una pallida idea della personalità del giornalista focoso, dello scrittore incisivo, del basilicatese legato alla sua terra aspra ed assetata. Un giornalista che cercava nel suo impegno la resurrezione della Basilicata. Un opinionista che voleva creare uno spirito nuovo in queste terre depresse mai tanto considerate. La costituzione del Partito Lucano d’azione aveva l’intento di raccogliere e organizzare tutte le forze vere di questa terra per dar corso ad un rinascimento come momento di cambiamento vero. Come un nuovo modo di concepire la terra di Lucania. Restano vibranti ed emozionanti quelle ultime parole di esule “Torneremo, torneremo presto” pronunciate con la ferma speranza di tornare nella sua Acerenza per vivere con gli amici del suo tempo.  ma anche con gli uomini delle nuove generazioni. Desiderio avveratosi nel lontano 1947, conla volontà ferma e decisa della compagna della sua vita, la signora Giovanna. Una eccellenza lucana che va rimembrata e conservata per il suo impegno infinito per la sua Lucania. Belle quelle parole di Leonardo Sacco, giornalista dell’epoca de “La Basilicata” settimanale di Matera che scriveva: Nessuna lotta è inutile se combattuta seriamente, e che il ricordo di ciò che si fa nell’interesse generale torna gradito a quanti sanno intendere il valore di certi ideali e di certe lotte”. Per queste significative parole il giornalista, il Lucano, Chiummiento, dedico ogni suo respiro, soprattutto l’ultimo per la sua gente. 

Oreste Roberto Lanza

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“Metapontino, terra nostra – Mafie e malaffare tra passato e presente”. Giovedì 11 ottobre 2019, alle ore 18.00, nella sala consiliare del Comune di Policoro, si terra un incontro organizzato dall’associazione “Libera” – Presìdi del Metapontino e Matera in collaborazione con “Libera” Basilicata. E’ di qualche giorno fa la notizia degli arresti effettuati dalla Direzione Distrettuale Antimafia, presso la Procura della Repubblica di Potenza, che hanno portato in carcere 12 persone, 13 agli arresti domiciliari e comportato ben oltre 22 perquisizioni domiciliari nei confronti di ulteriori indagati alla ricerca di armi e droga. Una vera azione di polizia giudiziaria in piena notte che ha inciso notevolmente nell’attività delinquenziale di alcuni gruppi mafiosi che operano da anni nel territorio del metapontino. Un’attività criminosa che ha inciso notevolmente nella crescita economica di questo territorio. Un’attività investigativa svolta sia dai Carabinieri, dalla Polizia di Stato e della Guardia di Finanza attraverso intercettazioni telefoniche, pedinamenti, perquisizioni e sequestri sfociati in preliminari arresti in flagranza di reato. Un’attività svolta seguendo i profili indicati preliminarmente nell’articolo 416 bis del codice penale e quelli di associazione finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, incendio e danneggiamento a seguito d’incendio, minaccia aggravata dal metodo mafioso e quello di detenzioni illegali di armi. Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Policoro, Enrico Mascia, interverrà il dott. Francesco Curcio, Procuratore capo della Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza, e Marcello Cozzi, Vice Presidente Nazionale dell’associazione Libera.


Oreste Roberto Lanza
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Settimo premio per “La fabbrica del Talento”, il videoclip del brano dei “2eleMenti”, realizzato un anno e mezzo fa da Studio Antani. L’ultimo riconoscimento come miglior videoclip musicale è stato assegnato lo scorso 27 Settembre a Roma nel corso della serata finale di Roma Creative Contest, uno dei più prestigiosi concorsi italiani di cortometraggi, da una giuria capitanata da Giuseppe Tornatore, Sydney Sibilia, Sabina Guzzanti, Stefano Fresi e tanti altri big del cinema italiano moderno. Il lavoro del duo di musicisti lucani è stato scelto tra migliaia di opere inedite provenienti da più di 25 nazioni.
Fa seguito al premio come miglior videoclip al festival Cortisonanti di Napoli, il premio come best music video a Los Angeles Film Awards, la medaglia d’oro al Global Music Awards, il premio come best Idea al Festival ONIROS di Aosta e il premio come miglior videoclip musicale al Belluno Film Festival.
La fabbrica del talento, regia di Luca Acito, è stato realizzato attraverso una serie di casting nei piccoli centri della Basilicata. Le musiche di Vito Coviello coautore del testo, assieme a Vito Santamato, e l’orchestrazione di Luca Petracca richiamano fortemente le atmosfere tipiche dei classici di Walt Disney.
Vito e Vito da sempre condividono una comune passione per la musica e, vantando entrambi un ricco curriculum che li vede impegnati con numerose band in veste di musicisti, nell’estate del 2013 decidono di intraprendere un percorso inedito. 2eleMenti è un gioco di parole che vuole sottolineare l’idea originale che racconta vari aspetti della loro personalità e centra in pieno il significato dell’idea stessa: due amici,due musicisti, due interi, due opposti. Le loro idee sostenute da una forte simbiosi a livello musicale e personale si trasformano in composizioni basate su una costante ricerca a livello sonoro e da una forte attenzione per la componente musicale, caratteristica che li porta a collaborare con diversi nomi del panorama Italiano come Umberto Fiorentino e Cristiano Micalizzi nel loro primo EP, “Questioni”.
Col passare del tempo il progetto diventa sempre più una sperimentazione verso nuove forme di composizione e convivenza tra generi opposti. Una ricerca che affonda le radici nell’opera, nelle colonne sonore, nella musica contemporanea e nel sound design, sintetizzata e circoscritta in un contenitore di creatività che coinvolge oggi diverse figure di riferimento sempre mutevoli nella forma e non nel significato, quello di raccontare sensazioni, emozioni e proiezioni legate al contesto storico e sociale in una chiave nuova, quella del fantasy/pop. 
Entrambi i musicisti, inoltre, sono docenti di basso (Santamato) e chitarra (Coviello) presso l’associazione culturale e polo musicale BOOM di Potenza.

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“Matera è una città fantastica, un posto di una tale bellezza e genialità che mi fanno sentire orgogliosa di essere italiana”.  Così l’attrice e conduttrice  Sandra Milo  ha commentato il premio alla carriera ricevuto ieri sera  nella Città dei Sassi nel corso della cerimonia  di premiazione de “I Sassi d’Oro”.  La grande protagonista del cinema italiano degli anni ’60 è stata accolta sul palco di Casa Cava dai due conduttori Antonio Giuliani, alla sua prima partecipazione dopo le prime due edizioni firmate da Giancarlo Magalli e Monica Ward. A premiare la Milo,  l’onorevole Vito De Filippo. Nel corso della serata, che ha avuto come madrina l’attrice Francesca Valtorta sono stati  premiati diversi mestieri del cinema. Il riconoscimento al miglior regista esordiente è andato a   Cosimo Gomez per il film “Brutti e cattivi”, che ha ricevuto il premio   da Roberta Mattei.  Una clip dedicata alla fiction Heidi Bienvinida, una produzione di Mondo Tv Iberoamericana, ha introdotto il riconoscimento a Maria Bonaria Fois, premiata dall’attrice americana di Hollywood, Ciera Foster.

Il premio per la miglior interpretazione è andato a Euridice Axen nel film “Loro” di Paolo Sorrentino, mentre quello per la miglior regia a Matteo Garrone per il film “Dogman” che rappresenterà l’Italia agli Oscar. Un riconoscimento è andato anche al regista lucano Gianni Saponara per il corto “8 giugno ’76”. La sezione doppiaggio è stata aperta con il lancio della clip di Showdogs e con il premio a Cristiano Malgioglio per il doppiaggio di Show Dogs, il chihuahua protagonista della pellicola. Malgiogio attraverso un  video ha ringraziato il numeroso pubblico presente a Casa Cava. Premio alla memoria del produttore  “Carlo Vanzina”  il fratello Enrico Vanzina ha ringraziato con un video, non potendo raggiungere Matera perchè impegnato nella produzione di un nuovo film.  Premiata, Paola Curcio per l’edizione italiana la serie tv evento dell’anno “Will & Grace”. Riconoscimenti  sono stati assegnati anche a due giovani doppiatori che si sono già distinti per alcune importanti produzioni internazionali: Emanuela Ionica e Alex Polidori, quest’ultimo voce di Spider-Man. Nel corso della serata l’attore Francesco Apolloni ha presentato il libro “Perso a Los Angeles”.  A selezionare i vincitori dei premi una giura composta da  Irene Bignardi, giornalista e critica cinematografica, dalla regista Wilma Labate, dalle attrici Roberta Mattei e Silvia D’Amico e da Paride Leporace, giornalista e direttore della Lucania Film Commission.  “I Sassi d’Oro” sono stati organizzati con il sostegno di  D-Hub Studios e grazie alla collaborazione di Coldiretti, Campagna Amica e l’Istituto alberghiero di Matera. 

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Una giornalista lucana al Premio Giornalistico Nazionale “La Rosa D’Oro”. Il 29 settembre scorso, Veronica D’Andrea, classe 1982, di Ruoti, ha ricevuto a Roma, presso la Sala Conferenze della Basilica dei SS. XII Apostoli, il prestigioso premio. Promosso dall’associazione Internazionale Regina Elena Onlus, il premio riunisce iscritti e volontari in 56 stati del mondo per attività di carattere spirituale, caritatevole e culturale. Veronica D’Andrea, è arrivata seconda, in ex aequo, su 107 giornalisti provenienti da tutt’Italia che hanno partecipato con loro servizi alle tre tematiche: l'Italia e gli italiani all'estero, Giornalismo e New Media, Comunicazione istituzionale.
Il prestigioso riconoscimento, per la sezione stampa e la categoria “Comunicazione e New Media”, è stato conferito per l’articolo pubblicato a gennaio scorso sul Mattino di Puglia e Basilicata con il titolo “Educazione ai social secondo Suriano”. Pino Suriano è giornalista e docente di lettere presso il liceo Fermi di Policoro da anni impegnato in corsi di microscrittura e video conferenze. Giornalista dal 2013, Veronica D’Andrea è da tempo impegnata nel settore del sociale per dare voce a chi poca ne ha e a chi ormai è abituato a vivere nel silenzio della propria ombra. Le motivazioni del premio sono state quelle di un articolo di riflessione sociale, dove l’intervistato, il giornalista e docente di lettere Pino Suriano, spiega la necessità di attuare una educazione ai social, dove i modelli di condivisione si oppongono a quelli di competizione e di tipo allarmistico. Molte volte un premio oltre alla emozione per un giusto riconoscimento può dare ulteriori sensazioni.
“Soddisfazione di aver fatto bene – esordisce subito Veronica D’Andrea, raggiunta telefonicamente dalla nostra redazione - un proprio lavoro. Di essere riuscita a diventare un megafono perfetto delle persone che ho intervistato”. Un premio porta anche una dose di consapevolezza e di responsabilità di una maturità giornalistica? “No assolutamente – chiarisce la giornalista Lucana D’Andrea - ho tantissima strada da fare. Tante cose da imparare. È solo, chiamiamolo, incentivo a migliorare. Significa: stai andando bene. Lavora, impegnati di più”. Sono parole e pensieri che evidenziano una passione infinita per la scrittura come impegno intellettuale nel sociale con l’aspirazione di sapere dove andare e dove arrivare. “Voglio andare dovunque mi porti la mia passione- sottolinea di impatto Veronica D’Andrea - sto facendo giornalismo e voglio fare giornalismo, specialmente il giornalismo tra la gente, tra le persone, mi sento tagliata per questo”. Donna riservata, silenziosa, in alcuni attimi, ma la voce lascia intendere la caparbietà di andare fino in fondo. Una giornalista, potremo dire, controsenso.
Di questo sembra persuasa anche il sindaco di Ruoti Anna Scalise. “Un riconoscimento che sintetizza le sue straordinarie qualità – precisa Anna Scalise -  di vera professionista dotata di grande senso etico, che ha compreso l'importanza dell'informazione che non disinforma, che quotidianamente cerca di entrare nelle notizie con obiettività nel pieno rispetto della deontologia. Dai suoi articoli traspare la voglia di dare un’impronta diversa, più trasparente, più onesta e soprattutto più umana, in un settore, quello della comunicazione, dove invece quotidianamente dilagano le fake news. Ragazza preparata, semplice e volenterosa”.


Oreste Roberto Lanza
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Si è svolto il 26 settembre 2018, nel Dipartimento di Scienze Umane dell’Università degli Studi della Basilicata, il test d’ingresso al corso di laurea triennale in Studi Umanistici.
L’Associazione Studentesca UnIdea ha organizzato, per il secondo anno consecutivo, un banchetto informativo che ha avuto come obiettivo quello di offrire consigli utili ed informazioni basilari circa gli impegni burocratici e non solo che gli studenti incontreranno durante il percorso universitario. Per l’occasione è stata redatta un’apposita “Guida per lo Studenti in crisi”, con la quale vengono dettagliati tutti i servizi presenti al DiSU e non solo: informazioni utili circa le sedi e gli orari degli uffici ARDSU Basilicata, indicazioni per l’ufficio Segreteria Studenti e per l’ufficio Segreteria Didattica.
La guida, distribuita a tutti i neo-iscritti, contiene, inoltre, informazioni utili relativamente al Centro Universitario Sportivo, alla Biblioteca Centrale d’Ateneo, al Centro Linguistico d’Ateneo, all’Ufficio Mobilità Internazionale ed al CISIT. Tra le informazioni presenti, anche utili indicazioni sul Garante degli Studenti e lo Sportello d’ascolto.
Al termine del momento informativo è stato organizzato un rinfresco per i nuovi iscritti, utile occasione di confronto, nonché “benvenuto ufficiale” nel mondo universitario.
La guida è disponibile, in forma completa e gratuita, oltre che nella sede dell’Associazione (Unibas, Polo del Francioso), sulla pagina Facebook “Associazione Culturale Studentesca Unidea”.
L’Associazione UnIdea ha programmato, per l’anno accademico alle porte, un calendario di iniziative ed attività, in sede ed all’esterno, volte all’approfondimento ed al confronto su tematiche caratterizzanti non solo l’articolato percorso di studi umanistici, ma anche su questioni di più stringente attualità.
 

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Domani, giovedì 27 settembre, a Satriano di Lucania, al Teatro Anziani, presentazione del lavoro svolto da “Anomalia Teatro” durante la residenza artistica denominata Re.Te. Ospitale, promossa dalla Compagnia Petra in collaborazione con il Comune di Satriano di Lucania e lo sponsor tecnico di Associazione Piccoli Teatri. Proprio a Satriano di Lucania, la compagnia torinese ha lavorato alla sua nuova produzione, che debutterà a Roma a fine aprile 2019. Ispirata a fatti realmente accaduti, la storia è quella di un presidio contro un campo Rom, gli stereotipi razziali raccontati attraverso chi li vive e promuove. Il progetto oltre ad aver vinto la residenza a Satriano è vincitore del bando di co-produzione del Teatro Studio Uno di Roma.

La compagnia “Anomalia Teatro”, formata da Amedeo Anfuso, Debora Benincasa e Marco Gottardello, è stata presentata alla comunità il 20 settembre scorso durante un incontro-aperitivo pubblico. L'occasione è stata non solo quella di spiegare al pubblico il lavoro nato durante le prove nel Teatro Anziani ma anche i temi affrontati nel progetto, in particolare quello del nuovo razzismo che non usa più discriminazioni esplicitamente biologiche ma si annida nelle proposte identitarie e nazionaliste “Il nostro Mondo Gagio - ha detto Amedeo Anfuso, regista dello spettacolo - sta crescendo fra dubbi ed entusiasmi. Qui conosciamo persone e allarghiamo i nostri orizzonti. Questa residenza è un regalo importantissimo che ci permette di conoscere altre realtà e di confrontarci fin da subito col nostro pubblico”. Una iniziativa e un progetto di intenso respiro culturale e non solo .“Sicuramente all’interno dei nostri dialoghi - ha aggiunto Anfuso- rimarrà qualcosa di queste strade, dei caffè offerti al bar, della pizza chiena, delle storie di Fiorenzo e delle sculture di Silvio, rimarrà qualcosa di Satriano e della Compagnia Petra” Inizio ore 20.30.


Oreste Roberto Lanza
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Il 14 settembre a Matera, l’ultima tappa del Festival Experience, rassegna dedicata all’arte, la cultura e lo spettacolo nei siti Patrimonio UNESCO del Sud Italia. Dopo la presentazione ufficiale a Matera, lo scorso 18 luglio, e le tappe in Puglia, Campania, Sardegna e Sicilia, ritorna in Basilicata il progetto elaborato dall’Associazione Province UNESCO Sud Italia e promosso dall’Upi Unione delle Province d’Italia. Obiettivo del progetto quello  di promuovere l’insieme delle risorse paesaggistiche, culturali, enogastronomiche di tali territori in un’offerta turistica unica e integrata. 14 siti Unesco interessati del Meridione: i Sassi e il Parco delle Chiese Rupestri di Matera (MT), la Costiera Amalfitana (SA), il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, con i siti archeologici di Paestum, Velia e la Certosa di Padula (SA), il Complesso monumentale di Santa Sofia (BN), la  Reggia di Caserta del XVIII con il Parco, l'acquedotto Vanvitelli e il Complesso di San Leucio (CE), Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale (PA), Siracusa e le necropoli rupestri di Pantalica (SR), le Città tardo barocche del Val di Noto (SR), la villa romana del Casale di Piazza Armerina (EN), l’Area Archeologica su Nuraxi di Barumini  (SU), i trulli  di Alberobello  (BA), Castel del Monte (BT), il santuario Garganico di San Michele a Monte Sant'Angelo (FG), la Foresta Umbra (FG).Fondamentale nel progetto il Festival Experience, la cui direzione artistica è stata affidata a Gaetano Stella, con la direzione organizzativa di Elena Salzano Ad ogni spettacolo è stato abbinato un tema, in base anche al luogo in cui sono state ambientate le scene. Dieci i temi trattati all’interno degli spettacoli del Festival: la fede, la festa, il potere, il mito, l’amore, l’orgoglio, l’arte, la memoria, la libertà e l’origine. Tutti temi legati indissolubilmente alla storia della civiltà, con le sue battaglie, le sue rovinose cadute e le sue coraggiose risalite, con i suoi personaggi storici e mitologici che, in un modo o nell’altro, hanno creato l’uomo di oggi. Seminari inerenti lo sviluppo turistico e culturale delle aree coinvolte, spettacoli di teatro-musica, concerti, convegni, eventi collaterali, invasioni digitali, oltre ad un tour di blogger dell’Associazione Italiana Travel Blogger che raccontano le cinque regioni italiane attraverso la loro storia. All’interno del Progetto vere e proprie “invasioni” digitali,  visite guidate di gruppo ai siti UNESCO con invito ai partecipanti di scattare foto e video e diffonderle in maniera virale sui social. A conclusione dell’evento, venerdì 14 setetmbre, alle ore 17, le “invasioni digitali” saranno ambientate nei Sassi di Matera. Armati di smartphone, macchine fotografiche e videocamere, i visitatori potranno condividere la
propria passione per far conoscere, attraverso il web, il nostro immenso patrimonio. Alle ore 19, poi, nell’Aula Sassu dell’Università di Matera, si terrà il seminario dal tema “I Presidi UNESCO: quali fattori di sviluppo turistico e culturale”, durante il quale verrà presentata anche la rete "PatrimonidelSud", mirata a costruire il circuito di servizi nel territorio interessato dai Siti Unesco. Alle ore 21 il Palazzo Lanfranchi ospiterà lo spettacolo Teatromusica “L’origine – Storia d’acqua, di fuoco e di sangue." La nascita dell’uomo tra recitazione, danza trampoli e fuoco.
Soddisfazione evidente da parte delle istituzioni e associazioni promotrici per i risultati positivi ottenuti. “Il progetto Rete Siti Unesco – ha sottolineato  il Presidente della Provincia di Matera, Francesco De Giacomo - rappresenta una buona occasione per promuovere e organizzare a livello interregionale una rete di conoscenza, di opportunità e di servizi avanzati”. Sulla stessa frequenza anche Il Presidente dell’Associazione Province Unesco Sud.  "Il progetto – spiega il presidente dell’Associazione Province Unesco Sud, Giuseppe Canfora - è un esempio di come si possa valorizzare e promuovere il patrimonio dei siti Unesco quale volano per uno sviluppo turistico- culturale sostenibile dei territori interessati”. Un progetto costituito con finalità importanti che avrà risultati positivi nel lungo periodo. “La rete siti Unesco – illustra Elisabetta Gabrielli, project leader progetto Rete Siti Unesco - ha l’obiettivo di promuovere lo sviluppo turistico dei territori, creando condizioni per il miglioramento dell’economia dell’area, utilizzando la forte attrattività dei siti Unesco come leva per la promozione di tutto il patrimonio culturale, naturale, enogastronomico dell’area.”

Oreste Robero Lanza
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