Più che una conferenza stampa è stata una festa. Il poeta delle due Muse che temeva il Dimenticatoio, tanto da usare il termine per titolare la sua ul-tima raccolta di poesie per Mondadori, nel 1978, ritornerà tra gli scaffali delle librerie, tra le mani degli appassionati di letteratura del 900, sui banchi di scuola, di ogni ordine e grado. A pochi mesi dal 2019, con Matera Capitale della cultura europea, è fortemente simbolico, quasi augurale, l’annuncio dell’acquisto dei diritti e della ripubblicazione delle sue opere, che mancavano da 40 anni.
Nel corso della conferenza stampa nazionale che si è svolta questa mattina a Potenza insieme alla Bcc Basilicata, nella Sala dell’Arco del Comune, la Fondazione Leonardo Sinisgalli ha annunciato di aver chiuso lo scorso 18 maggio nello studio legale del professore Giorgio Assumma a Roma, un accordo formale con l’erede testamentaria di Sinisgalli, la dottoressa Ana Maria Lutescu,  a cui va un sentito ringraziamento, che ha ceduto alla Fondazione per un periodo di sette anni i diritti non esclusivi della pubblica-zione delle opere sinisgalliane in lingua italiana.
In particolare, le opere che verranno ripubblicate sono il testo di saggistica “Furor Mathematicus”; la raccolta delle opere poetiche di Cuore, Vidi le Muse, I nuovi Campi Elisi, La vigna vecchia, L’età della Luna, Il passero e il lebbroso, Mosche in bottiglia, Dimenticatoio, Imitazioni dell’Antologia Pa-latina; la raccolta di racconti pubblicati in Belliboschi (1979) e “Un disegno di Scipione e altri racconti (1975).
L’acquisto è stato possibile grazie al contributo economico straordinario concesso dalla Bcc Basilicata, Socio Benemerito della Fondazione, che già lo scorso anno aveva aiutato la Fondazione con una donazione di 15.000 euro per l’acquisto di opere nell’ambito dell’operazione “SOS Sinisgalli”.
I curatori dei volumi saranno Franco Vitelli (ordinario di Letteratura all’Università di Bari), Silvio Ramat (ordinario di letteratura all’Università di Padova, Gian Italo Bischi (ordinario di matematica all’Università di Pesaro-Urbino).
La prima pubblicazione delle opere avverrà entro Marzo 2020. La Fonda-zione si è scusata con l’erede per la svista (poi immediatamente sanata alla Siae) relativa alla pubblicazione di disegni di Sinisgalli non preventivamen-te autorizzati, di qualche anno fa.
Un traguardo memorabile, raggiunto grazie al sostegno di tanti donatori, che consentirà di far conoscere le opere di Sinisgalli ad un pubblico sempre più ampio, assicurandone le loro reperibilità sul mercato editoriale.
Alla conferenza stampa hanno partecipato i Presidenti della Fondazione Sinisgalli e della Bcc Basilicata, Mario Di Sanzo e Teresa Fiordelisi, i Diret-tori, Biagio Russo e Giorgio Costantino.
Erano presenti Dario De Luca (Sindaco di Potenza), Maria Rosaria Enea, Antonella Pellettieri (membri del Cda della Fondazione), Franco Vitelli (membro del Comitato Tecnico-Scientifico), nonché i rappresentanti istitu-zionali dei Soci Fondatori e Sostenitori: Senatro Di Leo (Sindaco Comune di Montemurro); Patrizia Minardi (Dirigente sistemi culturali e turistici – Regione Basilicata), Aurelia Sole (Rettrice dell’Università degli studi di Basi-licata), Vittorio Triunfo, (Presidente Parco Nazionale dell’Appennino Lu-cano), Paolo Verri (Direttore Matera-Basilicata 2019) in collegamento te-lefonico e Giovanni Oliva (Segretario generale Matera-Basilicata 2019).
«È un annuncio che aspettavamo, con trepidazione, di dare da tempo e che finalmente consentirà di riportare nelle librerie, dopo esattamente 40 anni (l’ultima   edizione   per Mondadori   è   del   1978),   uno   degli   auto-ri   più affascinanti e moderni del Novecento». È quanto dichiarato dal Pre-sidente della Fondazione Sinisgalli Mario Di Sanzo.
«Come istituto bancario del credito cooperativo abbiamo una missione importante, che è quella di contribuire allo sviluppo culturale di questa re-gione. Siamo onorati di farlo al fianco della Fondazione Sinisgalli. Come per la precedente azione di sostegno, ossia quella per il recupero di impor-tanti beni di Sinisgalli che rischiavano di finire in vendita nei mercatini delle pulci, anche questa volta Bcc Basilicata non poteva far mancare il suo sup-porto». È la dichiarazione della Presidente di Bcc Basilicata Teresa Fiordeli-si.
 

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Musica nei Musei. Da qualche anno il Ministero dei Beni culturali sostiene la Festa della Musica. Un importante appuntamento che viene celebrato in tutta Europa ogni 21 giugno. Messaggio di cultura, integrazione, armonia e universalità che solo la musica riesce a dare. In Lucania l’iniziativa ha visto coinvolto la musica che riguarda la tradizione dell’organetto e della musica folk. Gli appuntamenti sono state programmate presso gli otto musei lucani. Potenza, presso il Museo Archeologico Nazionale; Melfi, Museo Archeologico Nazionale (Castello Normanno-Svevo); Venosa, Museo Archeologico Nazionale (Castello Pirro del Balzo); Muro Lucano, Museo Archeologico Nazionale; Grumento, Museo Archeologico Nazionale dell’Alta Val d’Agri; Policoro, Museo Archeologico Nazionale della Sirtide; Tricarico, Palazzo Ducale. A Metaponto, presso il Museo Archeologico Nazionale, la serata dello scorso 21 giugno è stata allietata dal dal gruppo Lunatik folk   facente capo all’Associazione Fisarmonica Nel Metapontino del Presidente Luigi Di Santo. Il gruppo composto dal tastierista Cristian Morzillo, organetto Gerardo Marino, al Tamburello Maristella Sarubbi e alla zampogna Francesco De Lorenzo. Musica tradizionale lucana suonata con strumenti tradizionali immersi nella cultura greca. Soddisfazione da Parte della Direttrice del Museo di Metaponto dottoressa Nunzia Armento. Pubblico numeroso in sala che per circa due ore è stato allietato da musica tradizionale e popolare. È stata una serata- ha sottolineato Luigi Di Santo- Presidente dell’Associazione Fisarmonica del Metapontino – che ha reso orgogliosi tutti noi per una iniziativa innovativa che è riuscita ad abbinare musica tradizionale e storia locale”.
Oreste Roberto Lanza
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La Giornata Mondiale del Rifugiato 2018, che si è celebrata in tutto il mondo il 20 giugno, ha dato vita a un mese circa di iniziative di vario genere che hanno animato moltissimi comuni in tutta Italia, uniti sotto lo slogan della campagna #WithRefugees.
Anche nell’area del senisese la MEDIHOSPES Coop Soc Onlus ha organizzato una serie di eventi sul tema “Strumenti di integrazione” partiti dal comune di Lauria ma che toccheranno ancora Senise, Latronico, Fardella e San Severino Lucano, tutti curati dai rispettivi centri SPRAR.
Lunedì 25 giugno tocca a Senise dove si svolgerà un convegno sul tema “Accoglienza ed Associazionismo: dall'esperienza passata alla programmazione futura”. Anche questo evento, come gli altri, è incentrato sull'analisi e sulla riflessione di uno dei diversi “strumenti di integrazione” per mezzo dei quali gli ospiti dei centri di accoglienza diventano parte integrante della comunità locale e con essa interagiscono e collaborano quotidianamente. Nel caso di Senise il cammino di integrazione è avvenuto grazie alla collaborazione dello SPRAR con alcune associazioni locali e con l’istituto scolastico “L. Sinisgalli”. La collaborazione ha dato vita a momenti entusiasmanti e coinvolgenti di reciproca conoscenza fra volontari e immigrati, che hanno preso parte alle attività proprie delle associazioni integrandosi in maniera naturale e costruttiva nei percorsi proposti.
Nel convegno di lunedì interverranno i rappresentanti delle associazioni ospitanti, riferendo ciascuna la propria esperienza e i risultati raggiunti. A partire dalle ore 18.00 presso il Complesso Monumentale San Francesco - Sala Convegni “Falcone e Borsellino”, interverranno Marta Miele, referente SPRAR Senise, Francesco Arbia, presidente del Consiglio Comunale di Senise, Vincenzo Guragnone, Responsabile Progetto SPRAR Senise, Rosa Schettini, dirigente scolastico dell’Isis ‘Leonardo Sinisgalli’, Maddalena Marcone, presidente Azione Cattolica Parrocchiale, Lucia Polito, Presidente Avis Comunale, e Filippo Gazzaneo, membro Rotary Club Senise Sinnia.
 

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Un annuncio che aspettavamo, con trepidazione, di dare da tempo e che finalmente consentirà di riportare nelle librerie, dopo esattamente 40 anni (l’ultima edizione mondadoriana è del 1978), uno degli autori più affascinanti e moderni del Novecento: Leonardo Sinisgalli, il poeta delle due Muse.
Il 26 giugno alle ore 11.30, presso la Sala dell’Arco del Comune di Potenza, la Fondazione Leonardo Sinisgalli e la BCC Basilicata terranno una conferenza stampa nazionale sull’acquisto dei diritti editoriali di Leonardo Sinisgalli e la ripubblicazione delle sue opere, in particolare le poesie, i racconti e il Furor Mathematicus.
La Fondazione ha infatti chiuso lo scorso 18 maggio nello studio legale del prof. Giorgio Assumma a Roma, un accordo formale con l’erede testamentaria di Sinisgalli, la d.ssa Ana Maria Lutescu (a cui va un sentito ringraziamento), che cede alla Fondazione per un periodo di 7 anni i diritti non esclusivi della pubblicazione delle opere sinisgalliane in lingua italiana.
I curatori dei volumi saranno Franco Vitelli (ordinario di Letteratura all’Università di Bari), Silvio Ramat (ordinario di letteratura all’Università di Padova, Gian Italo Bischi (ordinario di matematica all’Università di Pesaro-Urbino).
Alla conferenza stampa parteciperanno i Presidenti della Fondazione Sinisgalli e della Bcc Basilicata, Mario Di Sanzo e Teresa Fiordelisi, i Direttori, Biagio Russo e Giorgio Costantino.
Saranno presenti Dario De Luca (Sindaco di Potenza), Maria Rosaria Enea, Antonella Pellettieri (membri del Cda della Fondazione), Franco Vitelli (membro del Comitato Tecnico-Scientifico), nonché i rappresentanti istituzionali dei Soci Fondatori e Sostenitori: Patrizia Minardi (Dirigente sistemi culturali e turistici – Regione Basilicata), Nicola Valluzzi (Presidente della Provincia di Potenza), Senatro Di Leo (Sindaco Comune di Montemurro); Aurelia Sole (Rettrice dell’Università degli studi di Basilicata), Vittorio Triunfo, (Presidente Parco Nazionale dell’Appennino Lucano). Avremo il piacere di avere con noi anche Paolo Verri (Direttore Matera-Basilicata 2019), Piero Lacorazza (Consigliere regionale e primo firmatario mozione Sos Sinisgalli).

 

SCHEDA SINTETICA DEL CONTRATTO RELATIVA AI DIRITTI ACQUISTATI
La Fondazione Leonardo Sinisgalli, nella persona del Presidente, Mario Di Sanzo, ha firmato lo scorso 18 maggio nello studio legale del prof. Giorgio Assumma a Roma, un accordo formale con l’erede testamentaria di Leonardo Sinisgalli, la d.ssa Ana Maria Lutescu che ha ceduto alla Fondazione per un periodo di 7 anni i diritti non esclusivi della pubblicazione delle opere sinisgalliane in lingua italiana.
In particolare, le opere che verranno ripubblicate sono il testo di saggistica “Furor Mathematicus”; la raccolta delle opere poetiche di Cuore, Vidi le Muse, I nuovi Campi Elisi, La vigna vecchia, L’età della Luna, Il passero e il lebbroso, Mosche in bottiglia, Dimenticatoio, Imitazioni dell’Antologia Palatina; la raccolta di racconti pubblicati in Belliboschi (1979) e “Un disegno di Scipione e altri racconti (1975).
Il contratto sottoscritto concede alla Fondazione i diritti non esclusivi:
a)  di pubblicazione a mezzo stampa con qualsiasi mezzo ad oggi conosciuto o che dovesse esser reso disponibile, in volume e per qualsiasi tipo di edizione, nonché di distribuzione diretta o indiretta, delle opere in lingua italiana;
b)  di pubblicazione delle opere in formato elettronico (e book) sia nel suo insieme che in singole parti e di riproduzione su qualunque tipo di supporto sia esso elettronico, magnetico e ottico (o su qualsiasi altro supporto che ne consenta la lettura, la riproduzione, la trasmissione, l’ascolto e la fruizione con ogni media), nonché i relativi diritti di distribuzione diretta o indiretta, anche mediante noleggio, di diffusione e messa in commercio o in circolazione o comunque a disposizione del pubblico con qualsiasi mezzo ad oggi conosciuto o che dovesse essere reso disponibile dalla tecnologia, ad eccezione delle poesie e delle prose che non possono essere utilizzate su CD o DVD (né come omaggio, né per la vendita). Tutti i suddetti diritti non esclusivi hanno ad oggetto le opere sia nel loro insieme che in ciascuna delle loro parti, comprendono la facoltà per la Fondazione di subcessione a terzi, anche a pagamento, e si estendono solo all’Italia.
Quale compenso per la concessione dei diritti di pubblicazione in volume, compresa l’eventuale pubblicazione in modalità POD, la Fondazione ha corrisposto alla Titolare Lutescu, all’atto della firma, l’importo di 16.000 euro, cui si aggiungerà il 10% del prezzo di copertina di ciascun volume venduto in numero superiore alle 2.000 copie e per le ulteriori ristampe.
Ogni ristampa delle opere consterà di un minimo di 1.000 esemplari. Il tipo dell'edizione, il numero degli esemplari da stampare oltre tale minimo, verrà fissato di volta in volta dalla Fondazione, la quale avrà diritto di distribuire le opere nel numero di ristampe che stimerà conveniente. Restano escluse le copie distribuite in modalità POD (Print on Demand).
I curatori dei volumi saranno Franco Vitelli (ordinario di Letteratura all’Università di Bari), Silvio Ramat (ordinario di letteratura all’Università di Padova, Gian Italo Bischi (ordinario di matematica all’Università di Pesaro-Urbino).
La prima pubblicazione delle opere avverrà entro Marzo 2020.
 

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Proseguono in Basilicata le riprese del film “Paradise Valley” di Carlo Fusco. Domani mattina la troupe si trasferirà a Pisticci per rimanerci fino a fine mese e girare le scene esterne nei Calanchi e nella Val Basento. Si chiude così la prima fase di questo ambizioso progetto. Il 22 maggio scorso Bella accolse dapprima il cast tecnico, impegnato, su direzione del noto scenografo Fabio Vitale, nell’allestimento del set all’interno del castello aragonese. A inizio giugno l’arrivo, quindi, dei primi componenti del cast artistico. Per ben 20 giorni attori e tecnici hanno lavorato alacremente, “rinchiusi” nel “bunker” allocato nel centro storico del borgo. Proprio nel piccolo centro del Marmo Platano sono state girate il 70 per cento circa delle scene.

Una bella vetrina promozionale per i due centri direttamente coinvolti dalla realizzazione del film – Bella e Pisticci –, considerata la portata del progetto. In questi giorni raggiungeranno la Basilicata altre due colonne portanti del film: Udo Kier e Luis J. Ramirez. “Paradise Valley” è un thriller d’azione girato in presa diretta in lingua inglese. La pellicola è prodotta da ArifaFilm, società lucana di produzioni cinematografiche in attività ormai da quasi 4 anni, premiata più volte come migliore produzione indipendente. La Basilicata torna così protagonista sul grande schermo. Il film dovrebbe uscire nel primo trimestre del prossimo anno in sale cinematografiche internazionali e nazionali. Reduce dall’esperienza di The Slider, che ha raccolto molti consensi negli Usa, Carlo Fusco torna così in Italia per firmare la regia di “Paradise Valley”.

La narrazione ruota attorno alla storia drammatica di un ingegnere nucleare inviato in Italia per restaurare una vecchia centrale ed entra nel vivo in seguito all’esplosione di un camion. Ed è fondamentalmente incentrata su una cospirazione governativa. Il protagonista principale, Ricky, è interpretato dall’attore di origini lucane (bellesi) Gianni Alvino, anche lui con varie importanti esperienze cinematografiche alle spalle e a teatro, negli States, protagonista per tre volte con importanti compagnie di Miami in California. L’esperienza americana rende agevole e professionale l’interpretazione dell’attore Alvino quale protagonista principale del film, alla pari dei più noti attori statunitensi impegnati nel progetto. Nel cast di Paradise Valley, anche il noto attore americano Ralph Guzzo (Tony nel film), che in passato ha lavorato gomito a gomito con Al Pacino in “Salomé”, e Udo Kier nelle vesti del colonnello Nills, diretto in passato da personalità del calibro di Dario Argento, Rainer Werner Fassbinder e Lars von Trier. Completano il cast Ieva Lykos (Jessica nel film), Lauren Raye Henry (Debora nel film), Yoon C. Joyce (nel ruolo di pilota auto rally), Luis J. Ramirez (Silvio nel fim) e il piccolo Federico. Preziosissimo, infine, il contributo dietro le quinte del truccatore Vittorio Sodano, che per ben due volte ha ottenuto la nomination agli Oscar. In molti lo ricordano per il make up su Toni Servillo - impegnato sul set del film “Il divo” (Paolo Sorrentino) a dare un volto a Giulio Andreotti -. Tre anni prima, nel 2007, invece la prima nomination conseguita in Apocaypto di Mel Gibson.

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Sarà presentato giovedì 21 giugno alle ore 17.00 presso la Sala del Trono del Castello Pirro del Balzo a Venosa, il libro “Costituenti a Lavoro. Donne e Costituzioni”. L'iniziativa è promossa dalla Presidenza Provinciale CIF e la Fondazione Nilde Iotti, con la collaborazione del Cif comunale e il patrocinio del Comune di Venosa. La Costituzione e i suoi valori. Una carta fondamentale impregnata di valori alla persona, della pari dignità, della libertà, della giustizia sociale, dell’eguaglianza per garantire a tutti un livello di benessere economico, sociale e culturale. Un appuntamento per ricordare i 70 anni di vita della carta fondamentale e chi tra le donne ne fu partecipe e protagonista. Ben 21 Madri Costituenti. Adele Bej, Nadia Gallico Spano, Nilde Jotti, Teresa Mattei, Angiola Minella, Rita Montagnana, Teresa Noce, Elettra Pollastrini, Maria Maddalena Rossi, Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Filomena Delli Castelli, Maria De Unterrichter Jervolino, Maria Federici, Angela Gotelli, Angela Guidi Cingolani, Maria Nicotra, Vittoria Titomanlio, Angelina Merlin, Bianca Bianchi e Ottavia Penna Buscemi. Un libro che è un album di famiglia di ben 355 pagine che spiegano il lavoro fatto dalle “Madri Costituenti” nel porre la prima pietra di leggi fondamentali per la vita quotidiana della nazione e per la sua modernità. Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Venosa, Tommaso Gammone, Raffaella Bisceglia, Presidente regionale del Cif Basilicata, Antonella Viceconti, Presidente Provinciale del Centro Italiano Femminile, Beatrice Curatela, Presidente comunale del Cif, gli approfondimenti al tema sono stati affidati a Francesca Russo, vice presidente Fondazione Nilde Iotti, Elena Vigilante storica, Franco Mollica, consigliere regionale, Coordinerà il tavolo dei lavori, il giornalista Salvatore Santoro.


Oreste Roberto Lanza
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Ha riscosso molto interesse la proiezione del documentario del prof. Nicola Scaldaferri, docente di Etnomusicologia presso l’Università di Milano,“Montagne Sacre. Pellegrinaggi abramitici e pratiche musicali nel Mediterraneo” in un incontro organizzato dall’Associazione “Bene Comune” presso il Centro Sociale “Alberti-Marone” a Viggiano. Il Presidente dell’Associazione, Vittorio Prinzi, ha sottolineato il successo ottenuto dal documentario anche all’estero e l’importanza di farlo conoscere in Basilicata e specialmente a Viggiano, il cui Santuario è stato scelto come luogo di devozione mariana e di pellegrinaggio cristiano, nel confronto con le altre due religioni abramitiche (Ebraismo e Islam) nell’ambito del Mediterraneo.Il Prof. Scaldaferri, nell’introdurre la visione del documentario, ha ribadito come il pellegrinaggio, pur nelle sue varie modalità ed espressioni, è tipica manifestazione di religiosità, che si conserva da secoli presso alcune comunità del Mediterraneo, sempre accompagnata dalle più diverse pratiche musicali e “sacrificali”, che rispecchiano la cultura e la tradizione di un popolo, di una etnia o di una comunità.La visione del documentario ha offerto immagini, anche dai toni talvolta crudi e toccanti, che hanno mostrato tre episodi, ognuno dedicato ad un diverso evento religioso, seguendo i soliti momenti di un pellegrinaggio: La salita: in occasione di un’antichissima festa (lo Shavuot), un gruppo ormai veramente esiguo (duecento in tutto) di Samaritani Israeliti va a pregare sul Monte Gerizim (in Cisgiordania) dove si trovano i loro luoghi sacri; la festa: ad agosto, i membri della confraternita dei Bektashi scalano il Monte Tomorr (in Albania), dove pregano vicino alle tombe di Dede (antenati) e praticano il kurban (una vera e propria mattanza di pecore, le cui carni vengono poi consumate dalle famiglie); la discesa: ai primi di settembre, la Statua miracolosa della Madonna Nera di Viggiano, Regina della Lucania, “scende” nel paese, accolta da canti, suoni e balli tradizionali.Sebbene l’obiettivo principale del documentario fosse quello di esplorare il ruolo delle pratiche musicali come modo di preghiera e di partecipazione  e l’importanza del suono nel dare forma e significato ai tre luoghi prescelti, la riflessione dei relatori e il dibattito hanno riguardato soprattutto il senso religioso del pellegrinaggio. Infatti, Don Paolo D’Ambrosio, Rettore del Santuario S. Maria del Monte di Viggiano, ha affermato che il pellegrinaggio è uno degli aspetti più significativi e profondi della pietà popolare, segno della condizione di ogni essere umano in quanto homo viator.  Non a caso, l’idea della vita come di un cammino non appartiene solo alla Bibbia, ma si ritrova in ogni cultura e religione, dai filosofi ai poeti, e costituisce uno dei miti letterari più presenti e ricorrenti, dall’Ulisse omerico o da quello di Joyce all’inquieto cuore di Agostino. In questo senso si può dire che il viaggio, il cammino, il pellegrinaggio è davvero la grande metafora della vita umana. Il pellegrinaggio cristiano – ha aggiunto – in particolare è un evento complesso, comprendente diversi momenti successivi: la partenza, il cammino, la visita al santuario, il ritorno.  Si è poi soffermato sugli aspetti della partenza e del cammino, ribadendo che il segno peculiare del pellegrinaggio cristiano non è tanto l’andare in qualche luogo quanto la conversione, in un atteggiamento di auto contestazione, di rinnegamento di sé (Mt 16, 24); quanto al cammino, poi, esso è condizione di Dio e dell’uomo e la Sacra Scrittura èil libro del cammino, dei grandi camminatori, da Adamo ad Abramo, al popolo ebraico, a Mosè… Camminare, nel linguaggio biblico, è esistere, vivere, ricominciare sempre.Dopo alcuni chiarimenti sul documentario offerti dal prof. Scaldaferri(studio lungo e complesso, anche solo perentrare nelle comunità esaminate e per penetrarne e comprenderne, talvolta solo per “simboli” e segni, la storia, la cultura….) si è aperto il dibattito, nel quale sono stati rilevati tratti differenti nelle “espressioni” e comuni nella sostanza e nello “spirito” nelle tre forme di pellegrinaggio oggetto dello studio antropologico, come il “sacrificio”, che, a differenza dell’ebraismo e del cristianesimo, presso le comunità islamiche conserva ancora aspetti vetero-testamentari, e come la “festa”, momento comune conclusivo del pellegrinaggio, vissuto, tranne che nella piccola comunità dei Samaritani, in modo sempre più simile con manifestazioni musicali dettate dalla contemporaneità.

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Una Lucania minata da emigrazione e denatalità, con uno sviluppo non ancora autopropulsivo, nel pieno dei problemi del lavoro e dell’occupazione. Una Regione, la Lucania, con alto tasso di povertà educativa che colpisce bambini e ragazzi. Sono solo alcuni aspetti del complesso quadro socio-economico della nostra regione emerso nel corso della tavola rotonda sul tema “La povertà in Basilicata”, organizzato a Matera dal Movimento civico “Azione Lucania” lo scorso 9 giugno nella Sala Conferenze della Parrocchia Maria SS. Addolorata. Un incontro con il fine di analizzare il fenomeno nelle sue varie sfaccettature: antropologica, giuridica, sociologica ed educativa. Un’occasione di dibattito e di confronto con il mondo associativo e le organizzazioni di volontariato presenti sul territorio, per dialogare e ”fare rete”. Istituzioni regionali che sembrano considerare più come dato statistico che come urgenza l’ormai logoro, e insieme costoso, sistema di welfare.  “Siamo giunti a 57 abitanti a Km quadrato - ha dichiarato al riguardo il professore Aldo Berlinguer - coordinatore task force ZES Puglia e Basilicata- nel suo intervento - una grande regione, una regione cerniera che, però, vede lo spopolamento dilagare e legarsi a tutta una serie di altri fenomeni quali la mancanza di cura di un territorio, l’abbandono delle città, la possibilità di chiedere sempre meno risorse, la carenza delle infrastrutture”. Non sono pochi i Comuni lucani che, per franare il processo di abbandono dei centri, stanno quindi investendo in cultura, ed anche la Chiesa sta operando affinché tale condizione possa sopirsi: “Non basta curare, bisogna prendersi cura delle persone - è stato l’appello rivolto da don Franco Laviola, per 27 anni parroco a Craco, emblema dei borghi lucani più colpiti dallo spopolamento, intervenendo al dibattito - il peso di quelle rovine me lo sento addosso”. Parole che hanno trovato eco nell’intervento di don Michele La Rocca, docente di antropologia presso l’I.S.S.R. “A. Pecci” di Matera, il quale ha affermato: “Questi sono dati allarmanti e lo spopolamento è un fenomeno che non deve assolutamente lasciare indifferente nessuno. In modo particolare la Chiesa, che ha come con soggetto l’attenzione alla persona. Questo evento credo che sia anche un segnale, oltre che un segno, di attenzione al territorio e soprattutto anche di una coscienza che si deve sempre di più strutturare e basare sui valori fondativi della persona”. Sulla stessa linea gli altri interventi del sociologo Remo Cavicchini e del dirigente scolastico Giovani Robortella. Un convegno come grido di dolore verso una Regione, La Lucania, che appare lasciata in piena solitudine, dove la mancanza delle istituzioni è stata supportate dalle associazioni intervenute al dibattito impegnate sempre più a misurarsi ed a fronteggiare due fenomeni strettamente correlati alla povertà stessa: lo spopolamento demografico e l’invecchiamento della popolazione, sapientemente illustrati nei due video di particolare impatto emotivo realizzati e proiettati nel corso dell’incontro dall’autore potentino Dino De Angelis. Ha moderato l’incontro l’attore e produttore Walter Nicoletti

Oreste Roberto Lanza
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Apertura straordinaria del Museo di Scienze Naturali e Fisica "Francesco Giordano "all’IIS G. Gasparrini” di Melfi, scuola più antica della Lucana. Fondata dai Borboni nel 1853. Le porte si apriranno eccezionalmente domani, 9 giugno dalle 18 alle 22, nell'ambito dell'iniziativa "Una notte al Museo". Dopo il successo della passata edizione, l’antico Regio Istituto di Agrimensura apre anche per il 2018, le porte a tutti coloro che vogliono conoscere le pagine di storia e cultura dell’intera città federiciana. In un contesto reso suggestivo dall’allestimento notturno realizzato dai ragazzi dell’indirizzo turismo, i visitatori saranno accompagnati alla scoperta di un patrimonio inestimabile che comprende, tra i tanti, una collezione tassidermica dell’avifauna del Vulture. Un assortimento di uccelli imbalsamati. Una rara e antica strumentazione topografica

ed elettrica. Al tempo, utile per ottenere una rappresentazione grafica della superficie terrestre. L’appuntamento permetterà di visitare anche la storica biblioteca del Gasparrini che contiene oltre 7000 volumi e annovera tra i suoi scaffali testi unici del 1700. “L’obiettivo – sottolinea il professore Mauro Di Chicco, direttore dei Musei – è quello di condividere con l’esterno il patrimonio del Regio Istituto di Agrimensura di ottocentesca memoria. Un appuntamento imperdibile per il suo carattere innovativo e per il coraggio che continuano ad avere questi nostri ragazzi nel voler dare slancio a e una ventata di freschezza alla cultura della nostra terra”. Seconda edizione diversa di molta da quella del 2017. “Rispetto al passato anno – precisa Mauro Di Chicco – ci saranno due novità la prima. L’apertura della biblioteca. gestita sotto la mia personale responsabilità, dove mostreremo alcuni libri del 1700 di valenza anche scientifica. Un museo aperto anche dopo l’appuntamento di domani. Basta fare le dovute richieste al mio ufficio. La seconda un percorso illuminato con lumi a cera nei corridoi per dare un certo fascino fino ad arrivare ai musei di scienze naturali collegato con quello di mineralogia, dov’è presente il plastico del Vulcano”. Un’edizione di valenza culturale di alto profilo di una scuola che vuole anche ricordare il suo storico 164esimo anno scolastico.

Oreste Roberto Lanza

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