Il libraio che sta per fallire nella capitale della Cultura 2019. La storia è quella di Giuseppe Antonio Badalà, siciliano di 50 anni. Prima di arrivare a Matera lunga sosta a Roma, andando, anche lì, a caccia di libri più o meno antichi, diciamo fuori catalogo. Vive nella città dei sassi da circa una decina di anni. Definito in diversi modi dall’archeologo dell’editoria al libraio dell’usato. Più bibliotecario che venditore di volumi.Una compagna materana, che vive temporaneamente a Potenza e due figli di 13 e 6 anni a cui dedica tutte le cure e le attenzioni possibili. Il suo negozio “libromania” è in via Lucania,nascosto in un angolino, una di quelle grotte che i turisti vanno cercando. In un’epoca in cui le librerie appaiono fuori moda e fuori mercato, dove le nuove generazioni, non amano né leggere e neanche scrivere, ma solo parlare (al telefono!!) a soffrire c’è questa libreriama anche quelle storiche. N’è un esempio la libreria “guida” aperta da ben 95 anni che a Napoli sta per chiudere. Problemi finanziari e famigliari ostacolano quotidianamente anche la passione di questo siciliano di cultura. “Ci sono stati dei problemi famigliari – esordisce Giuseppe Antonio Badalà, raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione – che mi hanno lasciato solo nella gestione. Ma di questo voglio conservare la dovuta riservatezza”. Una libreria dove si trovano libri, volumi autentici,diversi dal solito ma che comporta sacrifici nella gestione quotidiana. “Non basta– sottolinea Giuseppe Antonio Badalà - essere forti e avere tanta buona volontà a 50 anni, per affitti casa negozio bambini e via via cosi, una serie di spese che fino ad oggi sono riuscito ad affrontare, trascurandone delle altre, ora però sono in ginocchio”Ma da buon siciliano non vuole smettere. Vuole continuare fino all’ultimo respiro. “Voglio precisare che non ho nessuna intenzione di chiudere – chiarisce Badalà – ma resistere e lottare e guadagnare tempo inventando e creando alternative valide”. Un ritrovo culturale, la libreria, che sicuramente può dare molto di più. “Certo – continua Giuseppe Antonio Badalà – ma riuscire a gestire tutto, è impossibile. Dalla vendita al dettaglio, presentazioni, laboratori, vendita online, ci vorrebbe qualcuno che mi affianchi con la stessa mia determinazione, passione e buona volontà. Soprattutto che non abbia immediate pretese”. Storia su cu riflettere attentamente perché nate all’interno della citta che il prossimo gennaio sarà chiamata a dare il meglio di sé stessa per essere definita sul campo “Capitale della Cultura 2019”. Mentre “libromania” del siculo Badalà cammina con una visione diversa, oltre la stessa città materana. Addirittura nel suo piccolo ritrovo culturale ci sono giorni programmati per la consultazione dei libri e diversi incontri culturali. “Mi sarei aspettato a Matera “Capitale della Cultura”, molti più eventi culturali – conclude Badalà-  concerti, musica, rappresentazioni teatrali, mostre, cinema piuttosto che rotonde, marciapiedi, piazze e stazioni. Avrei riempito la città di appuntamenti, un vero susseguirsi di eventi. Purtroppo questo non è accaduto o, se è accaduto finora, è accaduto in maniera blanda. Con i capitali che hanno a disposizione avrei fatto l’impossibile dal punto di vista culturale, invece non è accaduto."

Oreste Roberto Lanza


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