Mariolina Venezia scrittrice e  sceneggiatrice, nata a Matera. Lucana verace, autorevole, pragmatica al punto giusto. Ama la sintesi e la giusta analisi, coglie subito la prospettiva delle cose e la racconta con scritto semplice ma efficace. Riesce ad entrare nel cuore della propria gente con il dovuto silenzio lasciando le giuste passioni ed emozioni che facciano l’effetto dovuto. Vive a Roma da tempo, dopo aver vissuto a lungo in Francia. Autrice del romanzo che nel 2007 ha vinto il premio Campiello: Mille anni che sto qui, edito da Einaudi, saga familiare ambientata a Grottole, piccolo comune della Lucania. Un libro composto da vicende umane di cinque generazioni dall'Unità d'Italia fino alla caduta del muro di Berlino.

Nel 2009 si è cimentata con il genere del giallo, pubblicando per Einaudi “Come piante tra i sassi”, ambientato a Matera. Poi il romanzo "Da Dove Viene il vento", pubblicato sempre per Einaudi; "Maltempo", che ha come protagonista Imma Tataranni, lo stesso Pubblico ministero conosciuto in "Come piante tra i sassi". Ha pubblicato diverse raccolte di poesie e ha lavorato come sceneggiatrice di fiction televisive, per "La squadra", Don Matteo e numerose altre serie. Da ottobre scorso, a Matera, si stanno girando “Le avventure di Imma” una serie televisiva ispirata dai primi due romanzi della scrittrice materana: “Maltempo, Imma Tataranni e gli inciampi del presente” e “Come piante tra i Sassi, Imma Tataranni e la storia sepolta”. Fiction che apprezzeremo in televisione nella prossima primavera inoltrata. Un lungo percorso da scrittrice probabilmente innata e poi coltivata nell’ambiente natio.

“È sempre stata una mia passione- esordisce Mariolina Venezia, raggiunta telefonicamente dalla nostra redazione –perché ho iniziato con delle storie antiche e popolari che raccontava mia nonna e che mi piacevano moltissimo. Poi quando ho imparato a leggere, mi è sembrato bellissimo poter leggere da sola delle storie. Quindi fin da bambina una grande lettrice, insieme con l’amore della lettura e delle storie, mi è venuta quella della scrittura perché mi sembrava bello scrivere anche io. Una passione che ho coltivato da allora” Una serie importante di scritti con uno sguardo rivolto alla sua terra di Lucania. Tra questi racconti probabilmente alcuni sono stati quelli più emozionanti. “Non si può pensare una cosa del genere – sottolinea la scrittrice Lucana Venezia – perché uno scrittore, scrive e dedica impegno ad ogni proprio libro. È come chiedere ad un genitore qual è il figlio preferito. L’impegno è uguale per ogni libro e quindi in ognuno di loro c’è qualcosa di diverso, qualcosa che mi interessa e mi interessa raccontare”.

Tempo addietro lo storico e giornalista Pino Aprile, disse che i paesi lucani potranno essere salvati soltanto dai poeti e scrittori. “Essendo una scrittrice – continua Mariolina Venezia – il lavoro che ho fatto è stato sempre diretto a creare identità. Questo perché la Lucania è una regione che non è stata molto raccontata dall’interno. Tanto è vero che la Lucania è sempre stata associata, anche andando all’estero, a “Cristo si è fermato ad Eboli” di Carlo Levi. La più grande narrazione, la più conosciuta, della Lucania. Un racconto venuto dall’esterno. Ora non dico che non sia valido, perché ognuno ha un punto di vista, però, credo, che sia stato molto importante per la Lucania conquistare una propria identità valorizzando le proprie risorse e non adeguandosi a modelli che vengono dall’esterno. Quindi, ad esempio, anche con il mio libro “Mille anni che sto qui” ho contribuito a creare questa identità regionale, raccontandone la storia, la forza dei suoi abitanti, in particolare delle donne, i valori che sono quelli del lavoro, quelli dell’impegno. Gli stessi valori, ad esempio li racconto nella trilogia per il momento, di Imma Tataranni. Donna Lucana che viene da una classe sociale umile. Non è una bella donna, non è neanche una donna da una intelligenza geniale, una persona normale che grazie al suo impegno, alla sua applicazione, riesce a conquistare dei traguardi importanti. Difatti diventa Pubblico Ministero facendo grandi indagini coinvolgendo situazioni di grande portata politica e sociale. Tutto questo lo conquista grazie al suo impegno senza nessun dono. Insomma ho cercato di raccontare l’anima vera della Lucania con tutti i propri contrasti.

Come quello della globalizzazione arrivata su un territorio ancora molto arcaico”. Raccontarci e non farci raccontare, la sua missione primaria di Mariolina Venezia. Per questo le donne appaiono nei suo racconti risorse primarie per fa sì che la Lucania possa veramente svoltare “Certo in tutti i miei impegni letterari -  conclude Mariolina Venezia –ho raccontato donne lucane in cui vedo la capacità di progettualità. Perché la donna, in generale, è sempre in una situazione meno comoda dell’uomo e quindi ha più capacità di immaginare il futuro, di immaginare il cambiamento. Quindi credo nelle donne come forza di cambiamento” Un respiro forte, autorevole, di poche parole, una scrittrice che sente la necessita di non perdere tempo nel dire e fare le cose. Ne sentiremo ancora parlare. Il prossimo libro a breve in edicola. Per adesso va letto quello ultimo “Rione Serra venerdì”. La dottoressa Tataranni è alle prese con un omicidio che affonda le radici nel passato.

Oreste Roberto Lanza
 


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