“Per esperienza personale maturata in trent’anni di onorata carriera, Andrea sapeva che quando passava così tanto tempo da un avvenimento delittuoso senza che si trovasse almeno la spiegazione, era veramente un brutto segno”. È il pensiero di Andrea Martino, Commissario in pensione da tempo sulle tracce, con l’attuale Michele Loffredo che ha preso il suo posto, del colpevole della morte della tabaccaia di Materdei, Viola Carraturo. Dentro un Sali e Tabacchi, una donna anziana dopo un paio di giorni, viene trovata morta con testa fracassata. Una violenza spropositata, senza prove, né testimoni e neppure una motivazione plausibile.

Questo è la sintesi di un interessante, quanto sorprendente romanzo giallo scritto dalla salernitana Letizia Vicidomini “Notte In Bianco” edito da Homo Scrivens S.r.l. Notti in bianco passate dall’ex commissario Andrea Martino, uomo di esperienza di grandi capacità intuitive e intellettive che continua a pensare a quell’accadimento in quel luogo che per certi versi appare anche strano. Pagine in giallo potremmo dire. In ognuno di essi vi sono momenti, atti e situazioni che incuriosiscono il lettore tanto da farlo viaggiare con leggerezza alla scoperta della verità, soprattutto del colpevole. Qual è il movente vero, perché una donna anziana e in quel luogo. Tanti i personaggi che ruotano intorno a questa macabra faccenda di sangue.

Uomini e donne che al momento si scambiano il ruolo. Da protagonisti diventano comparse e le comparse in un attimo protagonisti soprattutto per le informazioni e i loro atteggiamenti che Martino riesce a raggruppare nel suo archivio mentale. Un giallo in cui si muovono sentimenti fortissimi rappresentati da persone che formano un coro dalla voce chiara e netta. Ci sono pagine in cui nello svolgimento dinamico delle indagini vengono rivelati segreti nascosti e sepolti da anni che soltanto l’occhio attento e puntiglioso di Andrea Martino riesce a portare in superficie.

Sono ben 310 pagine che si lasciano andare nella lettura perché ben scritte e armonizzate nel racconto di fatti e atti che in alcuni momenti appaiono complicati da districare ma che alla fine riescono a dirigere il lettore sul luogo della verità, Già dopo la duecentesima pagine il lettore ha come la sensazione di stare per arrivare alla raccapricciante verità. Ma il giallo non può essere svelato, non può essere raccontato. Si può lasciare una traccia facendo cadere un indizio, trasportando il lettore verso confini di curiosità. Ma nulla di più. Poi si può consigliare di andare in una libreria e cercare Letizia Vicedomini, di Nocera Inferiore e trovare questo libro, questo giallo che ha un gusto meraviglioso perché scritto con stile e passione.


Oreste Roberto Lanza
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Sabato 7 aprile 2018, presso Palazzo Corrado in Lagonegro, in provincia di Potenza, l’associazione culturale lagonegrese “A Castagna Ra Critica” presenterà il romanzo “Viale dei Giardini” di Giuseppe Ruggiero. Originario di Castelluccio Inferiore (PZ), laureatosi presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino, svolge da quasi trent’anni la libera professione, alla quale ha affiancato nell’ultimo decennio quella di autore. Ha pubblicato per i tipi della Hoepli due manuali professionali sulla progettazione architettonica e sulla riqualificazione energetica.

Pera la piattaforma DidaSfera della BBN-Giunti ha pubblicato numerosi testi scolastici nelle materie di Disegno e Costruzioni per le scuole superiori. “In un paese del Sud d’Italia, nell’area che fu culla di una delle più antiche civiltà italiche, un fatto di sangue turba la tranquilla vita quotidiana”. Inizia così l’ultimo impegno letterario di Giuseppe Ruggiero. Il libro, in edicola da giugno 2017 e stampato presso Grafica Pollino S.r.l. di Castrovillari, ha un titolo secco che spinge la curiosità a comprarlo e leggerlo immediatamente: “Viale dei Giardini”.

È un romanzo giallo con diverse sovrapposizioni, con tante profondità da scoprire, suggerimenti, esperienze acquisite dallo scrittore nel periodo di vita vissuta al Nord. Ma le pagine sono anche impregnate di quella religiosità che è tipica del paese di nascita, Castelluccio Inferiore, ricco di storia e cultura religiosa.

All’incontro interverranno Milena Falabella, Presidente dell’associazione “A Castagna Ra Critica”, Nunziante Capaldo, Dirigente scolastico, Giuseppe Ruggiero, Autore, Giuseppe Papaleo, Agente letterario, Biagio Pansardi, Avvocato, conduttore dell’incontro. Il giallo si dipanerà con la pazienza del maresciallo Pantano, della locale Stazione dei Carabinieri, seguirà diverse piste, giungendo per piccoli passi a ricostruire l’accaduto. Sino alla sconcertante scoperta finale, che apre uno squarcio inquietante sulle miserie dell’esistenza umana. Inizio alle ore 18.00.


Oreste Roberto Lanza
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Ha incontrato prima gli studenti dell’I.I.S. “G. Peano” di Marsico Nuovo per la Lectio magistralis “I giovani e il nichilismo nell’epoca delle nuove tecnologie” e successivamente gli studenti il Liceo Classico “Q. Orazio Flacco” di Potenza sul tema “Educare l'anima ai tempi della tecnica”. Umberto Galimberti, filosofo, sociologo, psicanalista, accademico e giornalista de “la Repubblica” è stato il terzo ospite, dopo Riccardo Mazzeo e Brunella Schisa, dello speciale ciclo delle “Lezioni del Novecento” organizzate dalla Fondazione Leonardo Sinisgalli. Il nichilismo e i giovani.

La negazione del valore nell’età della tecnica di cui sono vittima principale i giovani, i quali si trovano sempre più ad assistere allo scorrere della vita in terza persona, senza nessuna certezza né motivazione. Tema approfondito da Galimberti a Marsico Nuovo, con riferimento al suo libro “La parola ai giovani. Dialogo con la generazione del nichilismo attivo”. I giovani di oggi siano passati dalla rassegnazione del nichilismo passivo di alcuni anni fa al bisogno di non arrendersi e inventare il proprio futuro, una condizione che Galimberti chiama appunto “nichilismo attivo”.

Ad aprire la lezione è stata la dirigente scolastica Serafina Rotondaro.  Galimberti è stato anche ospite della Casa delle Muse di Sinisgalli a Montemurro per firmare le copie dei suoi libri. A Potenza il filosofo e sociologo ha parlato di come l’uomo possa evitare di essere dominato dalla tecnica, recuperando il valore umanistico della scienza. Un pensiero che Galimberti aveva già sviluppato sin dalla fine degli anni ’90 sulla scia della lezione di Emanuele Severino e di Heidegger, a partire dall’opera “Psiche e techne. L’uomo nell’età della tecnica”. L’incontro è stato introdotto dalla dirigente Silvana Gracco.

Oreste Roberto Lanza
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Estate 1914 autunno 1918. Cent'anni fa, l'inizio della Prima guerra mondiale, il più grande conflitto mai visto. Una carneficina che coinvolse quasi tutti i continenti, gran parte delle Nazioni e dei loro abitanti, cambiandone per sempre il destino. Organizzato dalla civica Amministrazione comunale, fortemente voluta dal Sindaco Anna Scalise, con la collaborazione con il Comando Militare Esercito di Basilicata e la Deputazione di Storia Patria, lo storico avvenimento sarà ricordato a Ruoti lunedì 19 marzo alle 17.30, nella Sala Consiliare di via Appia. Attraverso il percorso narrativo tracciato nel libro del direttore dell’Ansa Mario Restaino, “Un contadino lucano sul Monte Tomba, 20 novembre 1917”, si rivivranno volti e i luoghi della grande e tragica vicenda dell’Italia in armi. Restaino Mario, classe 1962, scrive la storia di Restaino Vincenzo, classe 1898, ferito in combattimento sul Monte Tomba durante la Prima Guerra mondiale. Mentre il secondo combatte il primo scrive. I tanti che hanno letto il libro raccontano di pagine dove si avverte la paura e il coraggio della guerra veramente combattuta, della guerra raccontata sul serio. Dopo i saluti del Sindaco Anna Scalise, il professore Antonio Lerra dell'Università degli Studi della Basilicata e Presidente Deputazione Lucana di Storia Patria, commenterà il libro di Restaino. All’incontro saranno presenti Lucio Di Biasio, Comandante Militare Esercito “Basilicata, RoccoGalasso, Presidente “Nastro Azzurro e Combattenti e Reduci”, Lorenzo Rispoli, Dirigente Scolastico Istituto Comprensivo “M. Carlucci”, Debora Infante, Dirigente Scolastico Provinciale e Giovanna Stefania Cagliostro, Prefetto di Potenza. L’appuntamento storico-culturale sarà aperto dall’Inno Nazionale eseguito dagli alunni dell’Istituto comprensivo “Michele Carlucci” di Ruoti a cui seguiranno canti della Grande Guerra e la lettura di alcune lettere dal fronte.“Sara l'occasione – ha sottolineato Anna Scalise, Sindaco di Ruoti - per ricordare gli uomini ruotesi che contribuirono, anche a costo della propria vita, al coronamento di un sogno unitario. Ad alcuni discendenti di questi combattenti verrà consegnata una copia dei fogli matricolari unitamente ad una medaglia commemorativa della Grande Guerra”. L‘incontro sarà moderato dal giornalista Claudio Sole della Testata giornalistica BasilicataNotizie.net.

Oreste Roberto Lanza

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“A mio avviso, per rimettere l’Italia sul binario della crescita c’è bisogno di una serie di azioni e interventi mirati che facciano parte di una strategia economica coerente e coordinata. Ed è proprio questo, che i demagoghi fanno finta di ignorare, quando propongono delle misure scollegate tra loro, suscettibili di attirare il favore dell’elettorato: una flat tax qui, una riduzione dell’IRPEF là, un assegno minimo di 1000 euro al mese per ogni pensionato. Queste misure non rappresentano altro che un volgare insulto all’intelligenza degli italiani, riducendo la proposta economica a una manciata di promesse populiste”.

Così dice, nelle pagine finali, del suo ultimo impegno letterario, "Dieci cose da sapere sull’Economia Italiana", Alan Friedman, giornalista, esperto di economia e politica, corrispondente del “Financial Times”, già inviato dell’International Herald Tribune, editorialista del Wall Street Journal. Capire come funziona l’economia è fondamentale se, alla fine, si vuole comprendere i meccanismi che regolano i rapporti tra i singoli cittadini e lo Stato, arrivando a giuste soluzioni per la singola famiglia e per il futuro di ognuno di noi. Con un linguaggio semplice e comprensibile, lontano da quello degli addetti ai lavori, l’autore, non nuovo a questi discorsi, senza nessuna forma di strumentalizzazione, utilizzando numeri, cifre e statistiche reali, detta al lettore la verità dei fatti cercando di renderlo immune verso coloro che promettono facili soluzioni, per controbattere i politici che lanciano proclami e in molti casi mentono su questioni rilevanti.

Interrogativi importanti: perché l’Italia non cresce più? Perché non crea più posti di lavoro? Perché gli italiani sono i più tartassati d’Europa? Di quale politico ci si può fidare di più? Domande rituali, da tempo senza una risposta precisa. L’incubo vero per l’Italia? Il Debito pubblico racconta Friedman. Una vera bomba ad orologeria che, se non disinnescata per tempo, porterà al fallimento l’intera nazione. “Non basta dare in pasto un po’ di soldi alle famiglie più povere come è stato fatto con il reddito di inclusione - sottolinea l’autore – non è così che si risolve il problema. Serve innanzitutto un governo stabile, con una forte leadership, il completamento della riforma della pubblica amministrazione, un tasso di crescita economica che superi l’1,5 o 1,6 per cento e arrivi al 2 per cento per un periodo prolungato di tre o quattro anni”. Pagare meno tasse. Dice Friedman: “sarebbe necessario che il governo agisse in modo più aggressivo sul fronte della razionalizzazione della spesa pubblica, tagliando sprechi e inefficienze nel funzionamento della macchina statale”.

Le tasse pagano inoltre stipendi di più di 3 milioni di membri della pubblica amministrazione. Abbiamo davvero bisogno di tutte queste persone? Ma poi alla fine sono veramente produttive? Problema della disoccupazione. Problema complesso. Dice Friedman: “In parte legato a fattori culturali, a quel fenomeno sociale chiamato 'mammismo' presente nella società italiana, in particolare per quanto riguarda i giovani maschi. Quanto è comodo stare a casa, dove le camicie vengono stirate dalla mamma”. Poi c’è il problema delle infrastrutture tecnologiche, che nel nostro paese sono assenti. Potrebbero creare nuovi posti di lavoro in remoto, cioè da casa.

Chiarisce Friedman: “È vero che il piano del ministro Carlo Calenda, Industria 4.0, ha cercato di incoraggiare le imprese a fare investimenti nelle nuove tecnologie, in parte ha funzionato, ma in Italia manca ancora una copertura nazionale della banda larga che probabilmente non arriverà nemmeno nel 2020, disattendendo così gli impegni presi con altri Stati membri dell’Unione”. Infine la domanda del secolo. Ma gli italiani avranno una pensione in futuro? Tema rilevante da sempre sottoposto a strumentalizzazioni. Dal 1992 l’Italia ha cominciato a mettere mano alla propria spesa pensionistica con una serie di riforme, ben sette. La più importante la riforma Dini del 1995 che sanciva il passaggio dalla riforma retributiva a quella contributiva.

Infine la contestatissima riforma Fornero. Qui Friedman sottolinea: “La riforma Fornero appare ingiusta, brutta e terribile agli occhi di tanti italiani. E per molti di loro crea davvero disagi. Ma se non fosse stata realizzata sarebbe stata una catastrofe. La bomba demografica sarebbe esplosa. Sappiamo più o meno anche quando: verso il 2030 quando arriverà il momento in cui milioni di italiani, i cosiddetti baby boomer, cioè i nati negli anni sessanta, busseranno tutti insieme alla porta dell’Inps. Senza la riforma il sistema sarebbe andato in default. Non ci sarebbero stati i soldi”. Ma il sistema continua a sfornare molte iniquità. Tra queste, le pensioni d’oro. Pensioni non coperte da contributi. Versati dai beneficiari solo per una metà e dall’altra regalata dallo Stato. Sono pagine, ben 245, che lasciano tutti con i piedi per terra, preoccupati ma sicuramente con la speranza di aver sentito odore di verità. Un fatto è del tutto evidente. L’Italia sta attraversando una fase di riassestamento del sistema politico e servirà ancora del tempo per stabilizzarlo. C’è da dire che i cittadini meriterebbero di più solo per il semplice fatto che sono migliori della classe politica espressa. Tante eccellenze con un potenziale sprecato. Qualcuno ci vuole frustrati, rammaricati, depressi annoiati, rassegnati. Ma Friedman alla fine dice: “gli italiani meritano molto di più, forse è momento di gridarlo a viva voce”.


Oreste Roberto Lanza
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Dopo aver portato in Basilicata due filosofi del calibro di Agnes Heller e Miguel Benesayag, la Fondazione Leonardo Sinisgalli organizza un nuovo ciclo speciale delle “Lezioni del Novecento, ovvero il Furor Sinisgalli per la scuola”, in collaborazione con sei Istituti scolastici e due associazioni culturali (Soroptimist International Club di Potenza e Lauriaattiva).
Tre grandi ospiti: il filosofo, psicologo, psicanalista, Umberto Galimberti, il saggista ed editor Riccardo Mazzeo, la scrittrice e giornalista Brunella Schisa. L’ottava edizione delle Lezioni, in programma fra il 12 e il 15 marzo, si svilupperà in 9 appuntamenti, con sei incontri scolastici rivolti in particolare a studenti e docenti, a Marsico Nuovo (IIS “G. Peano”), Potenza (Liceo Scientifico “P. P. Pasolini”, I.C. “L. Sinisgalli” di Potenza, Liceo Scientifico “G. Galilei”, Liceo Classico “Q. Orazio Flacco”), Sant’Arcangelo (I.I.S. “Carlo Levi”), e tre presentazioni di volumi a Montemurro, Lauria e Potenza.

Il primo ospite a salire in cattedra sarà Riccardo Mazzeo. La sua collaborazione con il filosofo Zygmunt Bauman, suo maestro e mentore, e i loro studi congiunti sul “secolo inquieto” saranno al centro della lectio magistralis “Io, Zygmunt Bauman e l’inquietudine del Novecento” lunedì 12 marzo alle ore 10:00 presso il Liceo Scientifico “P. P. Pasolini” di Potenza. Introdurrà la lezione il dirigente scolastico Giovanni Latrofa.
Alle 17:00 Mazzeo sarà invece all’I.C. “L. Sinisgalli” di Potenza per il Corso di aggiornamento per docenti su “Educazione e complessità”, nel quale punto di partenza sarà il dibattito affrontato nel volume che Mazzeo ha scritto a quattro mani con Bauman “Conversazioni sull’educazione” sul ruolo degli educatori rispetto alle problematiche delle giovani generazioni. A introdurre l’incontro sarà la dirigente dell’istituto, Giovanna Gallo. 
Martedì 13 marzo presso l’I.I.S. “Carlo Levi” di Sant’Arcangelo (ore 10.00) Riccardo Mazzeo terrà invece la sua seconda Lectio magistralis dal titolo “La liquidità dell’Integrazione”, nella quale affronterà con gli studenti il delicato tema dalla sempre più spesso difficile convivenza tra culture, prima fra tutte quella fra la civiltà islamica e quella occidentale. La lezione sarà aperta dalla dirigente Lucia Lombardi.

Seconda ospite delle Lezioni del Novecento sarà Brunella Schisa, scrittrice e giornalista de “la Repubblica” nonché collaboratrice del supplemento settimanale “Il Venerdì”, di cui ha curato per anni la rubrica dedicata ai libri.  Martedì 13 marzo alle ore 18.00 la Schisa presenterà presso la Terrazza del Grande Albergo a Potenza (Corso XVIII Agosto 1860, 46) il suo romanzo “La nemica” (Neri Pozza editore, 2017) incentrato sul personaggio di Jeanne Valois, contessa de la Motte, che nelle sue memorie si firmava “la nemica mortale” della regina Maria Antonietta.
Alla presentazione del volume, organizzata in collaborazione con il Club di Potenza dell’Associazione Soroptmist, interverranno, insieme all’Autrice, lo scrittore Gaetano Cappelli, la blogger Giuditta Casale e la giornalista Cinzia Grenci. Mercoledì 14 marzo alle 10:00, Brunella Schisa sarà al Liceo Scientifico “G. Galilei” di Potenza per la sua lectio magistralis dal titolo “Narrare la Storia attraverso i romanzi”, partendo proprio dal romanzo “La nemica”, in cui le vicende della protagonista, uno dei personaggi femminili più affascinanti del XVIII secolo, si intrecciano con la Rivoluzione Francese e la fine dell’Ancien Régime. Introdurrà l’incontro la dirigente dell’Istituto Camilla Schiavo.

Il filosofo, sociologo, psicanalista, accademico e giornalista de “la Repubblica” Umberto Galimberti sarà il terzo ospite delle Lezioni del Novecento. Mercoledì 14 marzo incontrerà gli studenti dell’I.I.S. “G. Peano” di Marsico Nuovo alle ore 10.00, per la Lectio magistralis “I giovani e il nichilismo nell’epoca delle nuove tecnologie” in cui saranno approfonditi i temi affrontati nel volume di Galimberti “L’ospite inquietante. Il nichilismo e giovani”, ossia la negazione del valore nell’età della tecnica di cui sono vittima principale i giovani, che si trovano sempre più ad assistere allo scorrere della vita in terza persona, senza nessuna certezza né motivazione. Ad aprire la lezione sarà la dirigente scolastica Serafina Rotondaro.
Alle 17:30, Galimberti sarà ospite della Casa delle Muse di Sinisgalli a Montemurro per firmare le copie dei suoi libri.
Giovedì 15 marzo alle 10:00, la sua lezione presso il Liceo Classico “Q. Orazio Flacco” di Potenza, mirerà a spiegare come “Educare l'anima ai tempi della tecnica”, ossia come far sì che l’uomo possa evitare di essere dominato dalla tecnica, recuperando il valore umanistico della scienza, una riflessione iniziata dall’intellettuale sin dalla fine degli anni ’90 sulla scia della lezione di Emanuele Severino (di cui è stato allievo) e di Heidegger, a partire dall’opera “Psiche e techne. L’uomo nell’età della tecnica”. Introdurrà l’incontro la dirigente Silvana Gracco.

L’ultimo appuntamento delle Lezioni del Novecento si terrà a Lauria Inferiore giovedì 15 marzo alle ore 18.00, con la presentazione del saggio di Zygmunt Baumann e Riccardo Mazzeo “L’elogio della letteratura” (Einaudi 2017), realizzata in collaborazione con l’associazione LauriAttiva. Nel volume i due intellettuali analizzano la controversa relazione fra letteratura e sociologia, intrecciando la psicoanalisi con la pop culture, Franzen, Musil, Littell e Proust con la cultura karaoke. La presentazione, introdotta dal presidente di Lauriattiva Pierluigi Scaldaferri, vedrà relazionare la docente Giusy Scaldaferri, con le conclusioni affidate a Riccardo Mazzeo.

Il ciclo speciale delle Lezioni del Novecento, aperto in tutti i suoi appuntamenti al grande pubblico, rientra nel palinsesto della rete Acamm (Aliano, Castronuovo, Moliterno e Montemurro) ed è patrocinato dall’Ufficio Scolastico Regionale della Basilicata. Gli Istituti scolastici coinvolti registreranno le Lezioni sulla piattaforma Sofia (Il Sistema Operativo per la Formazione e le Iniziative di Aggiornamento dei docenti) come da direttiva Miur n. 170/2017, per il rilascio dell’attestato e per usufruire del diritto all’esonero dei docenti (art. 64, comma 5 del Ccnl).

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Si terrà sabato 3 marzo  alle ore 19 nella sala conferenze del centro giovanile “Padre Minozzi” di Policoro la presentazione del libro “Il cielo negli occhi. La Madonna di Medjugorje e i bambini”, testimonianza di fede di Pina Bello. Nel libro l'autrice, residente a Tito, racconta la guarigione miracolosa dei suoi figli, Letizia e Raffaele, dopo un pellegrinaggio a Medjugorje, la cittadina bosniaca dove, da oltre trent'anni, la Madonna apparirebbe ad alcuni veggenti. La piccola Letizia soffriva di una forma complicata e soffocante di laringite ipoglottica, patologia che l'ha colpita dall'età di tre anni. A seguito di un laringospasmo molto forte la bambina ha chiesto di essere portata a Medjugorje, all'improvviso e senza che avesse mai sentito parlare della località. Dopo il pellegrinaggio in Bosnia la piccola è tornata a casa completamente guarita. Lo stesso è accaduto a Raffaele, il fratellino di Letizia, che a tre anni ha scoperto di essere affetto da un serio problema intestinale. Anche in questo caso c'è stato un pellegrinaggio a Medjugorje, il secondo della famiglia, e una guarigione improvvisa e inspiegabile. Due storie emozionanti che s’intrecciano tra di loro, raccontate nel libro “Il cielo negli occhi”, testimonianza forte di un percorso di fede, di speranza e di guarigione. L'evento di Policoro è stato organizzato da don Michele Celiberti, responsabile del centro giovanile Padre Minozzi; al tavolo dei relatori anche l'autrice che racconterà la sua intensa esperienza di fede e preghiera. 

 

 

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Presentato a Firenze, nella sala Comparetti della Biblioteca Umanistica dell’Ateneo fiorentino, il libro di Mario Aldo Toscano “Lettere dal Sud. Ricordare per esserci”, Asterior Editore. L’appuntamento letterario organizzato dalla Fondazione “il Fiore di Firenze” in collaborazione con la Biblioteca Umanistica è stato introdotto dal saluto di Floriana Tagliabue e coordinato da Maria Giuseppina Caramella.

Toscano, di origini lucane, è stato ordinario di storia e teoria sociologica all’Università di Pisa. Nel 2012 ha vinto il Premio Letterario Basilicata con il volume “In quell’Epoca meridione”, Le Lettere Editore. Attualmente è Presidente del comitato scientifico della rivista di varia cultura “Leukanikà” edita dal Circolo Silvio Spaventa Filippi. Collaboratore della rivista, grazie ai suoi preziosi interventi ha contribuito in questi anni a mantenerla ai livelli delle più accreditate riviste scientifiche.

Leukanikà, infatti, è inserita nell’area dieci dell’elenco delle riviste scientifiche stilato dall’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca. Il libro “Lettere dal Sud. Ricordare per esserci” è stato vincitore della ventesima edizione del Premio Letterario Carlo Levi per la sezione di saggistica nazionale.

Dice l’autore nelle sue pagine: “Usiamo spesso categorie spaziali per collocare pensieri, opinioni, e anche giudizi e pregiudizi. Così il Sud diventa un contenitore indifferenziato nel quale, come accade nel nostro Paese, mettere molte cose e molte cianfrusaglie. Il Sud sfuma nelle ambiguità dei significati, non solo perché il sud è di per sé indefinito, ma perché raccoglie anche umori e malumori del Nord, anch'esso egualmente indefinito”. C’è spazio, nel volume composto di ben 232 pagine, per la Lucania dove, Toscano, si ferma a riflettere dicendo di essa: “Una regione studiata dagli antropologi, celebrata per alcuni luoghi speciali come i Sassi di Matera, visitata per i suoi due mari di Maratea e di Metaponto, dotata di paesaggi ancora non contaminati, costellata di villaggi montani in declino, chiusa tra regioni forti come la Campania, la Puglia e la Calabria. Patria di Orazio. È una regione dopotutto ancora remota in un Meridione che conserva un suo mistero e sintomi di alterità storica”.

La Lucania di Toscano assume un significato allegorico di una regione e di un’epoca che appartengono a modalità costanti e generali dell’essere, dell’agire e del pensare.


Oreste Roberto Lanza
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Sarà presentato giovedì 15 febbraio prossimo, nella sala conferenze dell’Archivio di Stato di Potenza, il libro “Alle fonti della Basilicata medievale: edizioni, progetti e cantieri” del professore Francesco Panarelli, ordinario di Storia medievale nel dipartimento di Scienze Umane dell’Università degli Studi della Basilicata. Tornare a discutere della Basilicata medievale attraverso delle precise fonti narrative come quelle sempre più ricche e promettenti in ambito artistico ed archeologico  in modo da fornire e aggiornare un quadro stimolante evidenziando limiti e potenzialità di un contesto di storia regionale che non può che avvantaggiarsi da una collocazione in una prospettiva di storia generale in grado di affrancarlo da un atteggiamento spesso acquiescente e passivo nei confronti della tradizione e del cliché di una regione immobile nel tempo.

Questo l’obiettivo dell’incontro storico-culturale promosso dal Dipartimento di Scienze Umane dell’Unibas, dall’Archivio di Stato e dalla Pro Loco Castel Lagopesole.  Il libro raccoglie le relazioni presentate durante un seminario di studi tenuto a Lagopesole nel marzo 2016 dove è stato fatto il punto sulla situazione delle fonti per lo studio della Basilicata medievale: non solo delle fonti di natura archivistica, ma anche di quelle narrative, artistiche e archeologiche.

La presentazione del testo del professore Panarelli è l’occasione per sollecitare ancora di più una ponderata riflessione sullo stato dell'arte qui proposta, pensata e programmata come solida base per un lavoro di edizione e scavo che presenta ancora notevoli margini di incremento. Dopo i saluti di Valeria Verrastro, direttrice Archivio di Stato di Potenza, Dario De Luca, Sindaco di Potenza, Aurelia Sole, rettrice Università degli Studi della Basilicata e Antonio Lerra, Presidente Deputazione di storia patria per la Lucania, seguiranno gli interventi di Cosimo Damiano Fonseca, accademico dei Lincei e di Pasquale Cordasco, direttore del Centro studi normanno-svevi di Bari. Moderatore dell’incontro il giornalista Rocco Brancati.


Oreste Roberto Lanza
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