Aprendo la prima pagina del testo c’è scritto: “una testimonianza di fede e di amore alla propria terra”. Stiamo parlando di un volume di trecento quarantadue pagine fattomi recapitare da un’amica speciale di Lagonegro. In una busta tra altri libri, quello della mia vita, quella adolescenziale, quella, dove studiare era l’attività importante, vitale e necessaria per arrivare alle porte del futuro con armi e bagagli di qualità. Il libro porta il titolo “Tra Storia e Cultura – 1933 -1993”, edito da grafiche Zaccara 2002. Sono pagine di grande valore per chi ha vissuto, all’interno del collegio Vittorino d’Alessandro di Lagonegro, e ne ha tratto esempi importanti che hanno permesso di affrontare le difficoltà della vita con coraggio e umiltà di intenti. E’ un libro che non ha bisogno della prefazione, perché parlano le voci dei tantissimi nomi di giovani arrivati e andati via, dopo aver appreso i valori essenziali del giusto vivere. Tutta la Lucania, soprattutto la parte Sud, è passata di lì, in quel monumento alla cultura, oggi, purtroppo diventato un semplice e anonimo condominio. Nel settembre del 1933 nasceva l’Istituto Convitto privato “Dante Alighieri”, ubicato nel Palazzo Gabola, completamente ristrutturato, in via Tribunale n. 4, ad opera di Vittorino d’Alessandro avvocato e notaio. Una volontà condivisa ed incoraggiata dal Podestà dell’epoca, l’ingegnere Franco Gabola e dal Preside dell’Istituto magistrale  il professore Gallinari. L’idea di Vittorino d’Alessandro fu mossa dalla forte idea che l’istruzione è un diritto ed un bene per tutti. Non può essere il privilegio di classi sociali o di caste. “Aiutare le classi meno agiate e mettere l’istruzione alla portata di tutti giacché l’intelligenza è un dono che Iddio ha elargito a tutti senza distinzione di sangue e caste” scriveva, il fondatore Vittorino d’Alessandro, nel suo testamento spirituale. Alla morte improvvisa e prematura, 21 febbraio 1935, a causa di un edema polmonare, le redini di questo importante progetto passò nelle mani del figlio Celestino, mentre Mario, l’altro figlio, continuò l’attività legale dello studio paterno. Nel luglio del 1936, Celestino mutò la denominazione in Istituto-Collegio “Vittorino d’Alessandro”. Un fiume di foto, lettere, telegrammi, comunicazioni tra vari enti civici, articoli di giornali dove si legge di plausi e di consensi per questa famiglia, natia di San Chirico Raparo, che ha dedicato la propria vita allo sventolio della cultura come ricerca di umanità e civiltà. Poi come un fiume in piena i nomi. Tanti nomi di ragazzi che nel loro percorso sono stati fautori e sobillatori di un mondo nuovo ricco di valori veri come la libertà, la giustizia, la vera democrazia come potere del popolo e non dell’insignificante plebe. Un lunghissimo elenco di destini che si sono affacciati fuori del limitare famigliare in quel collegio, dove ricordo ancora amici rimasti a me cari, come quando insieme affrontavamo esperienze di vita essenziali per il cammino in seguito da ciascuno percorso. Mentre scorrono quei nomi, tra i quali quello personale, tornano vivi quei momenti di vita vissuti nelle camerate comuni, nella sala dello studio, nelle passeggiate, nella mensa dove si respirava forte l’idea della disciplina, della rettitudine, la capacità di organizzarsi, la cordialità, quella di affrontare la vita sempre con rinnovata energia. Un libro con emozioni forti, ricordi di un tempo passato ma ancora presente perché quel luogo è stato foriero di insegnamento vero. Un luogo che ha lasciato atutti noi un grande messaggio: per ogni uomo, degno di questo nome, c’è un triplice ideale di poesia, di scienza, di pace. La scienza è la verità; la poesia è la bellezza; la pace è la giustizia. Un libro come testimonianza per ricordare e non dimenticare i tempi dove studiare, approfondire l’essenzialità della vita era il valore aggiunto ad uno stile di vita ormai caduto nell’oblio nel tempo quotidiano, che potremo definire della scapigliatura.

Oreste Roberto Lanza

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Si chiama Arcangelo Badolati, calabrese di Palmi, giornalista, caposervizio del quotidiano “Gazzetta del Sud”, autore di numerose pubblicazioni sulle devianze criminali e i misteri calabresi frutto di oltre vent’anni di importanti processi celebrati in Calabria. L’ultima sua fatica porta il titolo “Santisti & ‘Ndrine- Narcos, massoni deviati e Killer a contratto”, edito da Luigi Pellegrini editore, giugno 2018. Un libro che risponde pienamente a quello che Giovanni Falcone nella sua attività di Giudice istruttore antimafia andava dicendo: “il mafioso è un uomo che capisce cos’è il potere che ne conosce il funzionamento, tutti i meccanismi”. Un libro composto di fatti precisi, date, circostanze oscure al cittadino che ne apprende dalla lettura, con sorpresa momenti fin ad ora rimasti senza alcun significato.
Sono raccontate circostanze del cosiddetto passaggio epocale della mafia calabrese che flirta da sempre con il potere, la politica e le logge. Avete capito bene. Ci sono pagine in cui viene rappresentata la massoneria, una loggia con affaccio pienamente mafioso. C’è del sangue che scorre in queste pagine da cui l’autore stesso con attenzione ai particolari, fa emergere responsabilità precise e provate. È il caso della strana morte del comandante generale dell’Arma, Enrico Mino che aveva ricevuto anche incarico dal Vaticano di scovare eventuali appartenenze di prelati alla massoneria. Le circostanze relative al nascondiglio in Calabria del super latitante mafioso Matteo Messina Danaro. La ‘ndrangheta ai veleni. Mafia e ambiente evidenziato dal rapporto dell’Istituto superiore di Sanità redatto nei primi mesi del 2018. Cento quaranta pagine in cui viene messo in luce il possibile nesso di causalità esistente tra la presenza di materiali tossici e l’insorgenza di patologie gravi, anche di tipo tumorale.
La ‘ndrangheta legata ai politici da sempre. Padrini indifferentemente comunisti e fascisti, democristiani e socialisti, ponendosi sempre dove conveniva stare per fare soldi. Gli 'ndranghetisti, pur giocando in borsa e riciclando denaro in tutto il mondo, continuano a rimanere fedeli ai riti e ai simbolismi antichi ispirati ad una setta criminale spagnola - la Garduna - mai esistita frutto della creatività letteraria di una scrittrice tedesca, Irene de Suberwick. Nell’attualità racconta Badolati i Boss sono impegnati nell’utilizzo illegittimo di fondi europei, nella colonizzazione di intere aree del vecchio continente. Addirittura nella gestione del mercato di reperti archeologici (pagina 279) senza perdere di vita il classico traffico mondiale degli stupefacenti in accordo con i cartelli colombiani e messicani. C’è tutto un mondo che viene raccontato da un giornalista che ha la capacità di andare oltre su una realtà malavitosa poco conosciuta fino a qualche decennio fa. C’è, infine, il capitolo dedicato al coraggio di madri, compagne e sorelle stanche di lutti e tragedie, di piombo, di carcere, di soprusi e vendette. Un libro da leggere perché di qualità. Pagine con un significato estremo: la vita “Maledetta”, non paga.


Oreste Roberto Lanza
 

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Vi sono anche dei lucani tra i vincitori della sesta edizione del premio letterario nazionale “Salva la tua lingua locale”. Si tratta di Salvatore Pagliuca, al terzo posto per la sezione Poesia edita con ‘Nummunàt’, “Nomea”, Arcipelago Itaca, Osimo (AN) 2018, (dialetto di Muro Lucano, PZ), Giuseppe Rovitto, al secondo posto per la sezione Prosa edita – settore etnolinguistico con “Le parole scomparse – Dizionari innamorati senisari e lucani” Risguardi Edizioni, (dialetto di Senise, PZ), Filippo Di Giacomo al primo posto della sezione Prosa inedita (dialetto di Francavilla in Sinni, PZ), Francesco Triunfo al terzo posto per la sezione Musica (dialetto di Miglionico, MT). Menzioni speciali alle Pro Loco di Barile, Genzano di Lucania, Vietri di Potenza, Miglionico, Senise, Francavilla in Sinni per l’impegno nella diffusione sensibilizzazione alla partecipazione.

L’appuntamento con la cerimonia di premiazione è il 14 dicembre alle ore 10 nella sala Promoteca del Campidoglio a Roma. Condurrà l’evento il giornalista Massimo Giletti, co-conduttrice Veronica Gatto.

“Un risultato eccezionale per la Basilicata – commenta il presidente Pro Loco Unpli Basilicata Rocco Franciosa – sia dal punto di vista numerico, avendo ottenuto una piccola regione come la nostra ben quattro premi su cinque sezioni e sei menzioni speciali, sia da un punto di vista della qualità dei riconoscimenti. Segno di un interesse diffuso nelle nostre comunità a mantenere vivo il forte legame con la tradizione che è stato anche lo spunto per attivare sui territori, grazie all’incessante lavoro delle Pro Loco lucane, corsi sul dialetto locale con la partecipazione della professoressa Patrizia Del Puente, docente di glottologia e linguistica all’Università di Basilicata e direttrice del Centro interuniversitario di ricerca in dialettologia, che sta portando avanti uno straordinario studio sul dialetto. In questo contesto, i premi assegnati sono l’ulteriore riconoscimento del ruolo di divulgazione e salvaguardia del patrimonio immateriale che le Pro Loco di Basilicata ricoprono”.

Cinque le sezioni previste, tutte a tema libero, in uno dei dialetti o delle lingue locali d’Italia: poesia edita a partire dal 1° gennaio 2016; prosa edita (storie, favole, racconti, dizionari, rappresentazioni teatrali); poesia inedita; prosa inedita; musica (brano in dialetto Brani originali in dialetto e/o lingue locale e canti popolari della tradizione).

Il premio è stato istituito dall’Unione Nazionale delle Pro Loco e da Legautonomie Lazio ed è organizzato in collaborazione con il Centro Internazionale Eugenio Montale e l’Ong “Eip-Scuola Strumento di Pace”.

Elaborati e composizioni delle categorie “prosa” e “poesia” sono stati valutati dalla giuria composta da docenti e linguisti, diretta dal presidente onorario Giovanni Solimine, docente universitario, direttore del dipartimento di “Scienze documentarie, linguistico-filologiche e librarie e geografiche” de La Sapienza di Roma e presidente della Fondazione “Maria e Goffredo Bellonci” che si occupa di promozione della lettura e organizza il Premio Strega. La giuria è presieduta da Salvatore Trovato ed è composta da: Franco Brevini, Luigi Manzi, Plinio Perilli, Davide Rampello, Giancarlo Schirru e Angelo Zito.

La selezione della sezione musica è stata curata dalla giuria presieduta da Toni Cosenza e composta da: Andrea Carpi, Marco Rho, Rosario Di Bella, Pasquale Menchise, Sonia Meurer, Matteo Persica, Paolo Portone, Elisa Tonelli, Tonino Tosto.

“Salva la tua lingua locale” nel corso delle edizioni ha ricevuto il patrocinio del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati e un premio di rappresentanza della Presidenza della Repubblica.

Dando continuità alla scelta compiuta nella scorsa edizione al fine valorizzare al meglio il lavoro svolto dagli studenti la premiazione della sezione Scuola avverrà il 21 febbraio 2019: a curarne la supervisione la presidente della Ong “Eip – Scuola Strumento di Pace”, Anna Paola Tantucci. 

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Un lungo viaggio dalla tragedia alla speranza; dal dolore più grande, la perdita di un figlio, alla pace. Sono passati 30 anni da quella sera del marzo 1988 in cui furono trovati senza vita, a Policoro, Luca Orioli e Marirosa Andrerotta. Da quel momento la madre di Luca, Olimpia, non ha mai smesso di cercare verità e giustizia. Il suo è stato un percorso difficile che ora ha deciso di raccontare nel libro “Dal naufragio al volo”. Olimpia Fuina Orioli sarà a Senise giovedi 22 novembre alle 18.30 nella sala del complesso di San Francesco -Palazzo della cultura e legalità 'Falcone e Borsellino', in un evento promosso da Unitre Senise in collaborazione con la testata giornalistica lasiritide.it. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Presentato a Marsico Nuovo, in provincia di Potenza, il libro del Lucano Vincenzo Petrocelli “I Lupi del Volturino” editrice Mcemultimedia. L’iniziativa promossa dall’associazione culturale “Ruggero secondo Sanseverino”, si è svolta presso la Sala conferenza dell’ex-Cinema. Vincenzo Petrocelli, nato e residente a Tramutola, ha pubblicato vari libri sulla storia e i beni culturali e architettonici del suo paese, in particolare quello dedicato alla Centrale Idroelettrica di Caolo, edizioni Il Giardino di Azimonti,2013. Diverse esperienze di collaborazione giornalistiche Dal bimestrale “Dentro ed oltre le Mure” -Viggiano, il quindicinale “L’Eco” di Basilicata Calabria Campania-Lauria, il mensile “La Fontana della Valle” - Val d’Agri, “La Gazzetta del Mezzogiorno”, “La Nuova di Basilicata” al “Il Quotidiano”. Prima sua pubblicazione, nel mese di novembre 2003, “Tramutola Il Monastero di Santa Maria del Carmine”, RCE edizioni S.r.l. Napoli. Tra il 2012 e 2013 pubblica, con la RCE multimedia di Napoli, “I Corletani (Brigantaggio di Basilicata)” lavoro con il quale stabilisce una chiara e netta distinzione fra mito e realtà intorno alla questione del “brigantaggio” di Basilicata. Nell’ottobre 2013, concretizza un impegno morale assunto in passato. Quello di divulgare le poesie di Giuseppe Pecci, in un progetto comune, insieme ai suoi componimenti. Con il “Viaggio nel Passato”. Viene proposto l’esperimento di associare poesia e immagini. Uno storico fuori da ambienti culturali snob che racconta con semplicità e verità la storia dei piccoli territori, delle terre interne che a volte i libri di scuola non raccontano volutamente. “I Lupi del Volturino” ricostruisce in maniera meticolosa e scrupoloso attraverso lo studio di documenti d’archivio il ribellismo che si sviluppò subito dopo l’Unità nei territori della Val D’Agri.  All’incontro, oltre all’autore, erano presenti, Maria Lucia Cariglia, Presidente dell’Associazione Culturale Ruggero Secondo Sanseverino, Gelsomina Sassano, sindaco del centro valligiano, l’editore Rocco Curto e lo storico Giuseppe Pasquariello.


Oreste Roberto Lanza
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Sarà presentato, domani 16 novembre, a Roma, alla piccola protomoteca del Campidoglio, il volume del lucano Giuseppe Nicola Molfese. Il libro, “Espressioni dialettali, modi di dire, detti santarcangiolesi”, è edito dal Centro studi sulla popolazione “Torre Molfese” di San Brancato di Sant’Arcangelo, in provincia di Potenza. Il dialetto è la lingua che non si apprende, ma nasce con la persona: è un dono innato che ogni bambino impara con l’impiego di tutti sensi.

I dialetti delle varie regioni, dall’unità ad oggi, hanno compiuto passi da gigante nonostante all’inizio fossero visti come ostacolo alla realizzazione di un Italia unita. Il libro, di ben 558 pagine, un vero vocabolario dove l’autore Giuseppe Nicola Molfese, dimostra di essere un profondo conoscitore e grandissimo amatore della sua cultura popolare lucana in generale quella santarcangiolese. Le pagine raccolgono molti vecchi vocaboli provenienti in particolare, dalla sua casa natia. La sua masseria Molfese al Monte Cellese a Sant’Arcangelo in provincia di Potenza. Un volume scritto da Giuseppe Nicola Molfese con un probabile intento: il dialetto deve connotare ogni regione e deve essere mantenuto vivo in quanto patrimonio essenziale di un territorio, degli usi e costumi. 

All’incontro romano prenderanno parte l’onorevole Svetlana Celli, consigliera di Roma Capitale, Vincenzo Nicola Parisi, Sindaco di Sant’Arcangelo, Patrizia Del Puente, docente di Glottologia e Linguistica presso l’Università di Basilicata e i professori Antonio Martino e Antonio Molfese. Modera l’incontro Francesco Scardaccione. Inizio ore 17.00.


Oreste Roberto Lanza
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Il Comune di Pisticci nel libro “100 Mete d’Italia”. Pisticci, Pëstìzzë in dialetto locale, comune lucano di 17 589 abitanti della provincia di Matera , con diverse frazioni, tra le quali la più popolosa è Marconia, che supera la stessa popolazione del conglomerato principale, è stato selezionato tra gli altri 100 Comuni d’Italia  dall’editore RDE -Riccardo Dell'Anna Editore per la realizzazione del libro che sarà patrocinato dal Senato della Repubblica. Un’opera che mira a far conoscere le peculiarità dei Comuni italiani, la loro storia e le loro tradizioni. Cerimonia di presentazione dell’iniziativa, prevista per il prossimo 6 dicembre, presso la Sala Koch di Palazzo Madama a Roma alla presenza del comitato d’onore composto da alcuni illustri esponenti delle istituzioni italiane, tra cui il Presidente della Sezione del Consiglio di Stato Franco Frattini, il Presidente dell’Istituto di Credito Sportivo Andrea Abodi, il Vice Capo della Polizia di Stato Alessandra Guidi e il regista, attore e sceneggiatore Carlo Verdone. L’amministrazione comunale pisticcese sarà presente con i suoi ruoli istituzionali. “La candidatura del Comune di Pisticci – sottolinea Maria Grazia Ricchiuti, Vice Sindaco e Assessore alla Cultura- è avvenuta alcuni mesi fa. Una richiesta inviata allegando un’accurata descrizione della manifestazione culturale Enotria Felix che, attraverso uno studio approfondito della storia della nostra comunità, ripropone un corteo storico con vestiti tipici del Cinquecento e alcuni eventi verificatisi secoli fa nel territorio di Pisticci. Un evento che attrae centinaia di visitatori a Pisticci e che sarà inserito proprionel volume “100 Mete d’Italia”, con alcune fotografie e scorci del nostro centro storico”. Un interessante risultato per il Comune di Pisticci nell’ambito appunto di quella tanto agognata e ricercata di valorizzazione turistica del territoriolucano.

Oreste Roberto Lanza

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L’11 novembre prossimo a Lauria, presso la sala consiliare “Gelsomina Scaldaferri” presentazione del libro della scrittrice Lucana, Anna Conte, nata a Latronico, “il respiro della vita” progedit editore.L’appuntamento culturale, organizzato dal Centro Femminile Italiano, Presidenza provinciale di Potenza, è l’occasione per far conoscere, inizialmente, una scrittrice lucana di talento. Anna Conte, nata a Latronico, in provincia di potenza, cinquantatré anni fa, è architetto ed esercita la libera professione. Sue poesie sono comparse nelle raccolte Viaggi diversi. Nuovi poeti contemporanei,a cura di Elio Pecora, Roma 2013, I poeti contemporanei, a cura di Elio Pecora, Roma, 2014, Banglades help. Più istruzione, più sviluppo, a cura di Santa Vetturi, Bari 2014. Il racconto Carismatica e imponente  apparso in La stanza accanto, collana Radici e Memorie a cura di Luca A. Conte, ed. Regione Basilicata, 2010. Per Progedit la Conte ha pubblicato Tacco 12. In bilico sulla vita (2014), più volte ristampato. Con l’ennesima fatica letteraria, l’autrice Anna Conte presenta un argomento rilevante. Le pagine del pamphlet, appena ottant’otto, racconta il lungo e travagliato cammino che percorre dal momento in cui viene sottoposta al trapianto bipolmonare fino ai giorni in cui, lentamente, si riappropria della sua esistenza. Dai meandri oscuri del limbo ai bagliori della luce. Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Lauria, Angelo Lamboglia, del Centro Femminile di Lauria, Maria Pina Carlomagno, l’approfondimento sull’argomento è stato affidato a Luca Antonio Conte, direttore ufficio scuola diocesano, Antonella Angione,dirigente farmacista San Carlo di Potenza, Mariantonietta Grisolia, psicologa, Nicola Ricciardi, già dirigente scolastico, Mario Blasi, Presidente regionale A.I.D.O. Le conclusioni all’autrice del libro, Anna Conte. Le funzioni di moderatrice sono state affidate alla Presidente provinciale del Centro Femminile Italiano nonché Presidente del Consiglio comunale di Lauria, Antonella Viceconti. Inizio ore 17,00. 

Oreste Roberto Lanza

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Il Titolo del volume è “Porti, Retroporti e Zone Economiche Speciali” Giappichelli editore, maggio 2018.  Il libro curato dal professore Aldo Berlinguer, in ben diciannove capitoli è riuscito a spiegare, dettagliatamente il fenomeno ZES, le cosiddette Zone ad Economia Speciale. Il tema non è di quelli da saggi o narrazione ma è un futuro prossimo se ben calibrato, programmato e attuato. Un argomento che può, probabilmente, dare una svolta al Sud Italia, in particolare anche alla Lucania. Sono pagine in cui si apprende con facilità della nuova opportunità, dei vantaggi derivanti dalla loro costituzione e, soprattutto, permanenza conosciuta la conformazione geografica del territorio, nonché degli interessi economici pregressi e interessanti la zona di applicazione. Va conosciuto il territorio per prevederne la potenzialità e la propensione del territorio a ricevere ogni elemento di sviluppo derivante da questo tipo innovativo di progetto.

All’interno ci sono vari angoli di visuale, il ruolo che la portualità e le Zone economiche speciali svolgono nel mercato globale. Queste Zone, come dice il professore Berlinguer non è una novità del momento ma, un fenomeno storico, presenti in tutte le parti del mondo. La Zes per capirci bene è un luogo privilegiato. Un luogo nel quale determinate regole non si applicano. Tra queste non si applicano quelle di carattere fiscale. Di questo dovremmo leggere qualche passo di storia ai tempi dell’Impero Romano. Ma c’è di più. L’Italia sottolinea Berlinguer arriva con i soliti tempi accademici ma con la possibilità che nulla è perduto. Per spiegare al meglio questa innovativa realtà c’è il contributo di vari autori italiani e stranieri: professori universitari, Presidenti di Autorità di sistema portuali, esponenti delle Istituzioni chiave, operatori del settore.

Un libro da leggere scritto nella maniera che il lettore possa acquisire una visione complessiva dei temi descritti con informazioni in ambito giuridico, economico, marittimo, amministrativo, fiscale, infrastrutturale e con una visione europea e internazionale.

All’interno del volume c’è l’impegno costante e decisivo, oltre del professore Aldo Berlinguer anche di Domenico Bagalà, laureato in Ingegneria civile presso la Sapienza di Roma. Giulia Chironi di Taranto, avvocato , dottore di ricerca in “PA dell’economia e delle finanze” presso l’Università degli studi di Bari ; Zeno Agostino, laureato in Scienze Politiche  indirizzo economico presso l’Università di Padova, Manager, consulente , ricercatore, docente di economia del territorio, logistica e trasporto merci; May ElGendy, funzionario del Dipartimento per le Relazioni ed Investimenti presso il GAFI (General Authority For Investiment ), agenzia per la promozione degli investimenti in Egitto; Umberto Masucci, laureato in Giurisprudenza, attualmente consigliere nazionale di Confcommercio, membro Comitato Esecutivo Registro Italiano Navale; Alessandro Panaro, economista dei trasporti con riferimento alle infrastrutture portuali e logistiche; Daniela Pappadà, laureata in Giurisprudenza , dottore di ricerca in Diritto Privato Comparato e Diritto Privato Dell’Unione Europea; Ugo Patroni Griffi, laureato in giurisprudenza, avvocato , Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale; Sergio Prete, Professore di Diritto della Navigazione presso la prima e seconda Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”; Enrico Maria Pujia, Direttore Generale della Direzione generale per il trasporto e le infrastrutture Ferroviarie presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; Victor Manuel Sanchez Blazquez, Professore di Diritto Finanziario e Tributario presso l’Università di Las Palmas de Gran Canaria ; Francesco Scialpi, collaboratore dell’Università degli Studi di Bari, assistente alla cattedra di Diritto Tributario presso il dipartimento jonico di Taranto; Mounir Snoussi, professore presso la Facoltà di Scienze Giuridiche , Politiche  e sociali di Tunisi, Pietro Spirito, laureato in Scienze Politiche , dal 2016 è Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale; Antonio Felice Uricchio, Professore ordinario di Diritto Tributario nell’Università degli Studi di Bari, infine; Mohamed AzerZouari, ricercatore presso la Facoltà di s Scienze Giuridiche politiche e sociali di Tunisi. Un libro, per dirla con il pensiero stesso curatore del libro, il professore Aldo Berlinguer, che solca un terreno vergine, colmando una lacuna presente oggi, in Italia.  

Oreste Roberto Lanza
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