È stata un’ottima performance quella portata in scena sabato 11 maggio scorso, presso il Centro per la Creatività Banxhurna di San Costantino Albanese, dagli allievi del corso di formazione di “Esperto per la produzione, gestione, sviluppo e promozione di attività culturali, teatrali e cinematografiche nell’Area del Senisese-Pollino. Il corso, relativo al bando Cultura in Formazione, è stato tenuto dall’Università Popolare del Pollino e dal Centro Mediterraneo delle Arti in collaborazione con la Pro Loco Senise. Liberamente adattata dallo stesso Pesce dall’omonimo romanzo di Georgi Gospodinov, la rappresentazione teatrale “Romanzo Naturale”, che ha visto protagonisti gli allievi del corso, ne ha rappresentato l’epilogo, riscuotendo notevole consenso dal numeroso pubblico presente. Originale e in certo modo alternativa, come al solito, l’interpretazione registica di Pesce, che ha portato gli attori a recitare a diretto contatto col pubblico senza la classica scenografia, sostituita da un palcoscenico essenziale che ha perso la sua centralità a vantaggio di una spazialità più ampia e fantasiosa. Nel “Romanzo Naturale” riletto in chiave teatrale, il dramma della coppia protagonista, che va lentamente verso la separazione, si consuma in uno spazio scenico scomposto, in cui tra palco e platea, si susseguono e si rincorrono gli spezzoni di vite in bilico fra senso e nonsenso, fra certezze andate in frantumi e ricerca di nuove prospettive. Anche i diversi linguaggi artistici contribuiscono a costruire la complessa caratterizzazione psicologica dei personaggi. La musica e il ritmo, che battono il tempo come uno scontato e inutile susseguirsi di istanti, il canto, a volte modulato e melodico a volte sguaiato e convulso, e infine le immagini proiettate sugli schermi che accompagnano la recitazione, come sequenze di sogni o di vite vissute in una dimensione altra. Tutto partecipa a rendere allo spettatore il dramma di vite che si consumano nella quotidiana banalità di un presente senza senso. Paradigma di questo disfacimento è la crisi compositiva del protagonista, che non riesce più a scrivere racconti seguendo l’ordine della logica, dell’inizio e della fine. Intorno si muovono personaggi surreali, come i gatti dei due protagonisti, nelle cui parole si esplicita la crisi dei rispettivi padroni, e un improbabile giudice la cui recitazione informe e scomposta rende l’impossibilità di riportare a una qualunque forma di giustizia o di giudizio il fallimento del rapporto. E infine la natura, che sta a guardare le vicende dell’uomo e che con esso soffre e muta di aspetto. Tutto è instabile e precario, in questa commedia, come le pedane mobili su cui recitano gli attori. E l’unico barlume nel buio che inghiotte le storie dei personaggi è il frammento, una piccola particella di vita che resiste, come un fiore che non si arrende alla natura ostile che lo circonda.   

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