Quando si fa un accordo con il demonio, non si torna più indietro. Non si potrà riavere la propria vita. Al massimo, se le clausole lo permettono, puoi ottenerne, una diversa da quella ricevuta in cambio della prima. ”A volte sarebbe bello essere una persona normale. Ora perché piangi?Non Puoi tornare indietro, è stata una tua scelta”. Queste le parole del demonio rivolte all’attore principale del libro, un certo Presidente Malfoi. “Mi sono svegliato una mattina e non c’ero più”. Queste le parole di Malfoi. Il libro è uscito a novembre scorso edito dal Seme Bianco, il titolo “Io sono il Presidente”, l’autore, Pierfrancesco Mastroberti lucano di Potenza, laureato in Lingue e letterature straniere, quarantaquattro anni con diverse romanzi pubblicati alle spalle. Libro godibile, scritto semplice che crea una giusta suspense per il lettore avvolto in una intrigata matassa che verso la fine del libro comincia a dipanare i propri fili arrivando alla morale finale. Ritmo leggero, giusta mescolanza delle parole per raccontare la storia, linguaggio semplice e ben composto, le pagine si sfogliano da solo perché un piccolo racconto diventa una lezione di grande moralità per i lettori. Una prosa asciutta, elegante e limpida. Una storia che mentre si gusta arricchisce l’immaginazione del lettore di pensare ad un proprio finale diverso da quello costruito dall’autore. Il Presidente di una grande compagnia informatica scopre un mattino di essersi trasformato in un addetto alle pulizie della sua stessa azienda. Chi è adesso il Presidente? Un malato di schizofrenia? È la vittima di un complotto? Inizia un tortuoso percorso di conoscenza, del sé, nel quale, il Presidente, dovrà scendere a patti con una nuova identità, fino allo svelamento del suo incubo. In ben 137 pagine, divisi in 14 capitoli, il lucano Mastroberti riesce a tenere stretto il proprio lettore fino alla fine in una leggera passeggiata in cui il discorrere della vicenda umana diventa anche un momento di riflessione sul tempo della propria vita e delle scelte che si fanno e su cui tornare indietro risulta impossibile. Finale duro per l’attore principale che sceglie l’unica destinazione possibile: quella di risvegliarsi nel corpo di un altro uomo.

Oreste Roberto Lanza

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