La fragolicoltura italiana cresce in termini di superfici. Secondo le stime del centro servizi ortofrutticoli relative al 2017 si è registrato un incremento del 3% rispetto all'anno precedente: 3640 ettari di superfici coltivate a fragole in Italia per un fatturato complessivo di quasi 36 milioni di euro. Basilicata e Campania sono le regioni italiane in cui si registrano i livelli di crescita più alti. La Basilicata con i suoi 856 ettari conferma il suo primato. Questi i dati venuti fuori dal recente incontro che si è tenuto ad Agen in Francia a cui hanno preso parte le delegazioni spagnole, italiana e quella francese.Per la Spagna hanno partecipato all'incontro José María Pozancos, direttore di Fepex, Rafael Domìnguez Guillén, direttore di Freshuelva, Cristóbal Picón Regidor e Bartolome Fernandez Esquina, rispettivamente presidente e direttore di Coophuelva; Manuel Piedra Chaves, segretario generale di Upa-Huelva e Sebastian  Fraile Arévalo, del ministero iberico dell'Agricoltura. Per la delegazione francese hanno presenziato e esposto Xavier Mas e Caroline Granado, rispettivamente presidente e direttore dell'Aop "Fraise de France", e da Jérôme Frouté, Ambasciatore di Francia in Spagna."L'occasione-sottolinea Francesco Nicodemo, coordinatore del comitato italiano di prodotto “Fragola”- è stata utile per avere un confronto serio e qualificato con i colleghi spagnoli e francesi e per mettere in risalto come nel nostro Paese la diffusione varietale è legata chiaramente alle caratteristiche climatiche dei diversi areali, con la Basilicata e la Campania che negli ultimi anni hanno consolidato la loro posizione". I dati, nello specifico evidenziano, in entrambe le regioni, una crescita della cultivar Melissa che possiede il 10% di quota relativa sul totale delle piantine vendute. In Sicilia si conferma anche per il 2017 il predominio di Florida Fortuna. Al Nord, in Veneto la varietà più diffusa è Eva, seguono Garda e Aprica. L'istantanea nazionale presentata dalla delegazione italiana ai colleghi francesi e spagnoli prosegue con l'Emilia Romagna, Veneto, Piemonte, Calabria, Sicilia. In crescita inoltre i consumi nei confini nazionali, l'81% delle famiglie ha acquistato fragole al dettaglio almeno una volta nel corso del 2016.L’incontro ha posto l’attenzione sul mutuo riconoscimento nell'impiego dei principi attivi nella coltivazione del prodotto. "Il nostro auspicio, come Gruppo di contatto- ha concluso Nicodemo - è che il Comitato fitosanitario che presenzierà alla prossima riunione del Gruppo misto, in programma a metà giugno a Roma, possa sburocratizzare lo strumento del mutuo riconoscimento. In modo che i Paesi che fanno richiesta per l'uso di alcuni principi attivi possono avvalersi delle autorizzazioni già ottenute dagli altri Paesi. In questo modo è chiaro che si accorciano i tempi e si evitano doppie procedure".

Oreste Roberto Lanza

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