"La prima pagina e il titolo di Libero di oggi ha superato ogni limite di sopportazione! Per chi non lo avesse letto, c’è scritto: “Comandano i Terroni. Ai meridionali 3 cariche istituzionali su 4”. Un articolo che “spiega” perché Salvini ha tutti contro. Per me invece è solo un boomerang che si ritorce contro Salvini che farebbe bene a prendere le distanze da chi lo ha tirato in ballo, evidentemente, solo per danneggiarlo. Siamo comunque di fronte ad un caso che testimonia che sul piano culturale, della convivenza civile, del rapporto Nord-Sud, abbiamo ancora molta strada da fare." 

Il consigliere regiobnale Paolo Castelluccio si scaglia contro il titolo del quotidiano Libero diretto da Pietro Senaldi e Vittorio Feltri.

"L’alibi della “provocazione” a cui pure Libero ci ha abituati, questa volta,  non è accettabile perché il termine “terrone” va abolito dal vocabolario ed in primo luogo dal vocabolario politico oltre che da quello usato dai giornalisti. A breve, dopo la sentenza del Tar, ci troveremo ad affrontare le nuove elezioni regionali e il centrodestra lucano, che farebbe bene ad accelerare non solo sulla scelta del candidato Governatore quanto sul programma alternativo a Cinquestelle e Pd, ha bisogno di caratterizzarsi per linea e strategia prima di tutto  meridionalista. Il Sud non esce certo bene dalla manovra di bilancio che questo Governo ha voluto mentre sono tutte da verificare le poste finanziarie per Reddito di Cittadinanza e pensioni. Da tempo si parla di autonomia differenziata richiesta da Veneto e Lombardia. Ad essa è necessario aggiungere, senza mortificare le legittime aspettative di lombardi e veneto, un nostro modello di autonomia che partendo dalle risorse più importanti della nostra “terra”, innanzitutto petrolio-gas ed acqua, capitalizzi queste risorse in termini di maggiori entrate rispetto alle royalties.  Così potremmo rivendicare con orgoglio il nostro sentirci terroni”.
 

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La Regione Basilicata, letta in modo informale, la pronuncia del TAR Basilicata che ha accolto il ricorso 523/18, prende atto di quanto deciso ed esprime la propria volontà di darle piena esecuzione.

L’indizione dell’elezione per il rinnovo del Consiglio Regionale e del Presidente della Giunta era stata indicata in coincidenza con il voto per il Parlamento Europeo in ossequio a principi di pubblico risparmio e di concentrazione del momento elettorale, nella convinzione, suffragata da autorevoli pareri, che la normativa nazionale di riferimento fosse non solo suscettibile di applicazione a livello regionale, ma che questa fosse dovuta.

Il diverso assunto del TAR, che ha ritenuto di attribuire valore di norma cornice alla L. 165/04 e non anche al D.L. 98/11, anche oltre il richiamo ricettizio della prima e non del secondo nella normativa elettorale regionale, rende ora doveroso indire le elezioni regionali nei termini ritenuti dal Giudice Amministrativo.

La Regione Basilicata, che ha sempre agito nella convinzione di rispettare la normativa vigente, di non semplice lettura, come evidenziato dallo stesso TAR che ha affermato la novità della materia, non proporrà impugnazione alcuna, nella volontà, sempre presente, di chiamare al voto i cittadini lucani con la tempestività legalmente concessa e doverosa, come già infatti manifestato nella nota ufficiale del 21 novembre scorso, con la quale si interpellava il competente Ministro degli Interni circa la possibilità di addivenire a diverse determinazioni, laddove possibile.

Che tanto non sia avvenuto conferma come lo stesso organo nazionale competente fosse convinto della fondatezza normativa della scelta per l’election day del 26 maggio.

La Regione Basilicata ribadisce che non proporrà appello alla sentenza del Tar, anche per scongiurare il rischio che un suo accoglimento possa ulteriormente protrarre il ritorno alle urne, il che non è stato e non è volontà dei suoi organi rappresentativi. 

 

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Il Comune di Tursi, per il tramite del suo Sindaco Salvatore Cosma, si unisce al coro unanime dei tanti che in queste ore, hanno manifestato la loro totale opposizione alle nuove autorizzazioni firmate dal Ministro Di Maio per le ricerche petrolifere al largo del Mar Ionio da parte della società americana Global MED LLC, con sede legale in Colorado. “La città di Tursi, guidata dal sottoscritto – esordisce Cosma – non starà certo a guardare lo scempio nel nostro mare che questo Governo non ha fermato pur potendolo fare. Appena insediato, nel luglio del 2015, partecipai insieme agli altri colleghi Sindaci, alla manifestazione organizzata sul lungomare di Policoro contro le trivellazioni e sempre uniti e compatti, abbiamo detto un secco NO all’art. 38 del decreto Sblocca Italia varato da Renzi che unificava l’autorizzazione di ricerca con la concessione ad estrarre idrocarburi, attraverso il voto referendario del 17 Aprile del 2016. In questi mesi insomma, non siamo rimasti certo a guardare senza fermare questo assurdo processo di distruzione che il Governo nazionale, prima a guida Pd ed ora Lega e Cinque Stelle, non hanno fermato. Ci uniamo, come amministrazione e cittadinanza, a tutti coloro che in queste ore hanno manifestato la loro ferma opposizione a questo scempio, ricorrendo qualora fosse necessario, anche a scende in piazza nelle nostre città o a Roma. Questo è un Governo – conclude Cosma – che sta facendo tutto ed il contrario di tutto confermando che a fare populismo, campagna elettorale e proselitismo, siamo tutti bravi. Amministrare la cosa pubblica è ben altra cosa e la notizia di queste ore, relativa al salvataggio di Banca Carige da parte dello Stato, ne è la conferma. A Coloro che avevano giurato che mai avrebbero salvato banche a discapito dei cittadini; a coloro che avevano detto prima gli italiani ma nonostante ci assumiamo il rischio di far morire donne e bambini in mare, continuiamo a lasciare nelle tende sotto metri di neve le popolazioni colpite dai terremoti degli anni scorsi; a coloro che fanno una legge di bilancio che parte dal 2,4% perché non hanno paura delle linee Europee salvo poi ritrattare e rimodellare la proposta sotto la visione di Bruxelles fino al 2,04%, dico: abbiate la decenza di chiedere scusa agli italiani che vi hanno sostenuto ed hanno creduto al vostro mondo dorato fatto di promesse impossibili ed odio mascherato da nazionalismo. Fatelo per l’Italia che avete reso un Paese dal cuore di pietra e dall’economia di burro.”

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La tanto attesa sentenza del TAR sul ricorso del M5S circa la data delle elezioni regionali di Basilicata accelera, e non di poco, la fine della legislatura Pittella.

“La regione intimata dovrà provvedere a convocare, nel termine di venti giorni dalla comunicazione della presente decisione, i comizi per le elezioni del Presidente della Giunta regionale e del Consiglio regionale ella Basilicata, da tenersi nella data utile più ravvicinata”.
Questo il contenuto del punto 6.1 del dispositivo del TAR.
Immediate le reazioni politiche degli esponenti del M5S.
“Il Tar della Basilicata ci ha dato ragione e ha ripristinato la democrazia in questa regione –recita il comunicato del comitato del candidato presidente Mattia. La giunta regionale ha avuto torto e dovrà indire i comizi elettorali entro 20 giorni. Quindi, entro fine marzo si dovranno svolgere le elezioni.
Su tutto quanto accaduto, alla luce della sentenza del Tar, presenteremo esposto alla Corte dei Conti perché accerti eventuali danni erariali e presenteremo un esposto alla Procura per chiedere di verificare se siano stati commessi eventuali reati penali.
I lucani hanno già sopportato troppi soprusi e inganni. A partire dalla nomine “illegittime” di dirigenti avvenute dopo il 19 novembre, sulle quali chiederemo conto in tutte le sedi.
Non ci attardiamo ancora una volta sulle ragioni vere, mai chiarite fino in fondo, che hanno indotto la maggioranza del Pd a procrastinare il giorno del giudizio, quando gli elettori manderanno a casa la vecchia politica del disastro.
Certo è che si poteva evitare questo teatrino imbarazzante e per certi aspetti vergognoso. Ci auguriamo che Flavia Franconi e i suoi “sostenitori” interessati abbiano la decenza di evitare, dopo questa sacrosanta sentenza, ulteriori manovre finalizzate a tenere bloccata la democrazia in Basilicata. La sentenza pone fine a qualunque maldestro tentativo in tal senso.
Finalmente la Basilicata si è liberata dall’arroganza istituzionale e politica di un potere che ha voluto evitare in tutti i modi l’esercizio democratico del voto da parte dei cittadini nei tempi legittimi.
Vigileremo affinché non abbiano a verificarsi ulteriori tentativi di mortificazione della democrazia.
Il M5S è pronto ad affrontare la campagna elettorale, certo di un consenso popolare capace di dare una svolta definitiva al futuro della Basilicata.”
Dello stesso tenore la nota dei consiglieri M5S Perrino e Leggieri.
“È chiaro e preciso il verdetto del TAR di Potenza che annulla il decreto del Presidente facente funzioni, Flavia Franconi, che aveva indetto le elezioni regionali per il prossimo 26 maggio in concomitanza a quelle del Parlamento Europeo.
La Regione Basilicata, scrivono i giudici del TAR lucano, "dovrà provvedere a convocare, nel termine di 20 giorni dalla comunicazione della presente decisione, i comizi per le elezioni del Presidente della Giunta regionale e del Consiglio regionale, da tenersi nella data utile più ravvicinata".
Le continue forzature politiche, legali e legislative hanno trovato un limite invalicabile con la sentenza del Tar Basilicata. È stata data una risposta anche ai tanti e improvvisati esperti di diritto regionale, costituzionale e amministrativo, che si sono affannati prima del 20 novembre scorso e successivamente a quella data in astruse e strampalate analisi. I Giudici del Tar per la Basilicata hanno accolto tutte le richieste contenute nel nostro ricorso, compresa quella di obbligare la Regione Basilicata a indire nuove elezioni entro venti giorni.
Con la sentenza del TAR Basilicata cala il sipario su una delle pagine più tetre della storia politica della nostra regione.
Cara Professoressa Franconi, non perda ulteriore tempo e provveda immediatamente a convocare i comizi elettorali. Metta da parte, almeno per questa volta, le lezioni o i commenti di qualche maestro o esperto improvvisato. Non ci sono più alibi, il tempo dei pupi e dei pupari sta per finire.
Un ringraziamento doveroso per questo grande risultato conseguito al Tar Basilicata va agli Avvocati Mattia Crucioli (Senatore del M5S), Arnaldo Lomuti (Senatore M5S), Gennaro Grimolizzi, che ha presenziato e discusso nelle udienze davanti ai giudici amministrativi, Alessia Tiragallo e Giovanni Olivieri.”
 

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Connotare le produzioni agroalimentari radicate al territorio e  farne risaltare il valore. E’ l’obiettivo del marchio "Io sono lucano"  ideato da Coldiretti Basilicata e presentato in mattinata a Matera nel corso di una iniziativa organizzata nella sede della Camera di Commercio. All’incontro, moderato dal direttore della Coldiretti Basilicata, Aldo Mattia, sono intervenuti Michele Somma, presidente della CCIAA Basilicata, Gianfranco Romano, presidente Coldiretti Matera, Marco Saraceno, coordinatore filiere agroalimentari lucane, Luca Braia, assessore regionale Politiche Agricole e Roberto Cifarelli, assessore regionale Politiche di Sviluppo. “Si tratta di un marchio che  dovrà divenire sinonimo di garanzia e di autenticità e accompagnare i prodotti, le aziende e le filiere che aderiranno al programma – ha evidenziato il direttore Mattia -  dando visibilità a caratteristiche misurabili ed oggettive delle produzioni stesse e, al tempo stesso, raccordarle al territorio di origine e a valori emozionali ed evocativi. Più precisamente, s'intende dar vita ad una brand architecture in grado di conferire un'entità forte e comune all'agroalimentare lucano, accompagnata da un programma di R & S e da una solida strategia di sviluppo in termini di riconoscimento dei prodotti e del loro posizionamento competitivo”. Nel suo intervento, Marco Saraceno, coordinatore delle filiere agroalimentari lucane proposte da Coldiretti Basilicata, ha ricordato che “ da due anni la confederazione agricola è impegnata in un lavoro capillare su tutto il territorio, volto ad offrire strumenti di crescita ed innovazione del comparto agroalimentare lucano, che trae origine dall'esperienza dei Progetti Integrati di Filiera, più noti come PIF, sviluppati nell'ambito della programmazione PSR 2007 -2013. Il lavoro svolto sui PIF, in particolare sulla costituzione ed avvio della filiera regionale cerealicola e di quella della carne – ha spiegato Saraceno - ha consentito di porre le basi per uno sviluppo mirato ed innovativo dell'intero comparto agroalimentare lucano, proprio con l'intento di risolverne le criticità maggiormente penalizzanti. Infatti, pur a fronte di una qualità medio-alta dei prodotti (cereali, carni, ortofrutta, latte e formaggi, vino), l'estrema frammentazione sia della produzione primaria sia delle aziende di trasformazione e la pressocché totale assenza di realtà operanti nel segmento della distribuzione e della commercializzazione dei prodotti, determina una stagnazione del comparto, riducendone sensibilmente la possibilità di crescita e la dimensione economica. Alla luce di ciò e nel mentre si continua a lavorare nella creazione di nuove filiere agroalimentari regionali - è il caso della filiera lattiero - casearia e delle erbe officinali - e nel consolidamento di quelle già costituite - cereali, carne e ortofrutta - Coldiretti Basilicata ritiene fondamentale dar vita ad un progetto volto a comunicare l'identità e il valore delle diverse produzioni, al fine di espandere e qualificare il mercato di riferimento”. Le conclusioni dell’incontro sono state affidate ad Antonio Pessolani, presidente  Coldiretti Basilicata. “E’ una iniziativa importantissima – ha spiegato Pessolani  -che consente di valorizzare con un marchio identitario, produzioni tipiche, contrassegnate da certificazioni di qualità come le Dop e similari". Il presidente della confederazione agricola ha poi annunciato la creazione a breve di un "villaggio delle produzioni lucane" in occasione di Matera capitale europea della cultura 2019. Per garantire il corretto uso del marchio ai licenziatari, prevista la sottoscrizione del Regolamento d'uso del Marchio (registrato al Ministero per lo sviluppo economico), l'approvazione del Disciplinare tecnico di filiera (Dtf), documentazione per garantire la rintracciabilità ed i requisiti di idoneità agricola, origine e controllo del prodotto a marchio "Io sono lucano", a partire dalle imprese agricole fino alla consegna del prodotto confezionato presso i distributori.Nel corso dell’iniziativa  sottoscritto un accordo pilota per la valorizzazione delle produzioni agroalimentari a marchio “Io sono lucano” finalizzato a contribuire concretamente all’affermazione di logiche organizzative e produttive tese a salvaguardare i valori etici ed economici dell’agroalimentare lucano”. L’accordo, che ha la durata di nove mesi, comprende “anche la commercializzazione dei prodotti agricoli non trasformati e prevede che i prodotti ottenuti saranno proposti e confezionati in unità consumo concordati con i partner commerciali delle filiere, i quali recheranno chiara l’indicazione di prodotto ottenuto interamente da prodotto lucano, mediante l’utilizzo del marchio ‘Io Sono Lucano’ “.

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