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Anche se asintomatiche, con rientro nel territorio della Basilicata hanno l’obbligo di comunicarlo immediatamente

In Basilicata un altro nuovo caso mette in discussione ancora una volta la riapertura dei confini regionali. Il cittadino positivo al Covid-19 è un altro “positivo di rientro”, ovvero un cittadino tornato in Basilicata, per la precisione a Castronuovo di Sant’Andrea, dalla Lombardia, proprio come il militare di stanza in Piemonte rientrato a Banzi e la badante risultata positiva proveniente da Torino. Mentre in Basilicata i nuovi positivi sembrano collegati soprattutto ai rientri e Bardi emana l’ordinanza n. 23 del 22 maggio 2020 modificando la precedente ordinanza e stabilendo che tutte le persone, anche se asintomatiche, che fanno ingresso nel territorio regionale della Basilicata hanno l’obbligo di comunicarlo immediatamente e di osservare la misura della permanenza domiciliare fiduciaria per un periodo di quattordici giorni, in Puglia gli amministratori sono particolarmente preoccupati per gli assembramenti, questo seppur Emiliano nella sua ultima ordinanza ha anch’egli precisato che fino al 2 giugno 2020 c’è il medesimo obbligo di comunicazione dei rientri e di quarantena di 14 giorni per tutte le persone che rientrano in Puglia da altre regioni.

 

In Puglia i contagi aumentano velocemente ed il presidente della Regione, Michele Emiliano, commenta così l’escalation: «Movida vietata, pronto allo stop ai locali». Se proseguono gli assembramenti in strada «sono pronto ad emettere provvedimenti con i quali persino i locali rischiano di poter essere chiusi se non spiegano ai loro clienti che nell'esercizio si accede secondo le regole, con le mascherine, si consuma e poi ci si allontana immediatamente senza sostare all'esterno» afferma il governatore pugliese. Il sindaco di Bari anche presidente dell’Anci in seguito della riapertura generalizzata degli esercizi commerciali avutasi dal 18 maggio aveva già espresso notevole preoccupazione: “sono preoccupato io, sono preoccupati i miei colleghi perché, di fatto, il nuovo decreto ha dato una sensazione di ‘liberi tutti’. Ora o ciascuno di noi, a cominciare dai ragazzi, interpretiamo questa libertà con senso di responsabilità, applichiamo le regole sul distanziamento sociale, pensiamo al fatto che comportamenti irresponsabili mettono a rischio non solo la nostra salute individuale ma anche quella delle persone più fragili che abbiamo care, oppure saremo costretti a chiudere di nuovo i locali, con il danno anche economico che questo comporterebbe”.

 


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