Le Regioni del Nord festeggiano la libera circolazione. Al Centro sud ci sono perplessità

Al via gli spostamenti interregionali, ma i timori di molti governatori sono ancora tanti e in qualche modo confermano la riapertura una manovra economica e non di fine emergenza sanitaria. Da ieri via libera agli spostamenti tra regioni che limitavano la libertà dei cittadini italiani ed in realtà anche l’effettiva ripresa dell’economia, ma alcuni governatori regionali particolarmente timorosi come dicono alcuni o prudenti come dicono altri, in questa fase intermedia, preferiscono ancora tutelarsi e muoversi per gradi e tappe. Per alcune Regioni inizierà nei prossimi giorni la sperimentazione dell’App Immuni, precisamente per la Puglia, l’Abruzzo, le Marche e la Liguria. Il compito dell’App consiste solo nel tenere traccia dei contatti avvenuti tra due smartphone con l’app installata e, nel caso, notificare l’esposizione al contagio. Funzioni che, come verificato all’interno del codice sorgente reso pubblico in rete pochi giorni fa, vengono assolte utilizzando solo il sensore Bluetooth dello smartphone.

Niente gps né geolocalizzazione quindi. Inoltre, seguendo il cosiddetto modello Apple-Google, le informazioni saranno anonimizzate e quindi non riconducibili ai cittadini. Solo nel caso in cui l’utente risulti positivo alla Covid19 e ci sia necessità di ricostruire la catena dei contatti intercorsi nei 14 giorni precedenti, le informazioni saranno trasferite su un server pubblico (gestito da Sogei) e quindi acquisite dai sistemi sanitari che si occuperanno di gestire le fasi successive. In Italia c'è chi spinge per un immediato ritorno alla normalità, chi invita alla cautela, chi auspica una riapertura per zone. Le polemiche sono sollevate principalmente dalle regioni del centro sud, ma le perplessità restano di tutti. In Basilicata il Presidente Bardi con l’ordinanza n. 26 per contrastare il diffondersi dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 ha ordinato di comunicare l’arrivo in regione.

In Campania De Luca ha "ammorbidito" la sua posizione rispetto alla linea iniziale, ma il ragionamento di fondo è ancora lo stesso: "Davvero non si comprende - comunica - quali siano le ragioni di merito che possano motivare un provvedimento di apertura generalizzata e la non limitazione della mobilità, nemmeno per le province ancora interessate pesantemente dal contagio. Si ha la sensazione - ragiona - che per l'ennesima volta si prendano decisioni non sulla base di criteri semplici e oggettivi, ma di spinte e pressioni di varia natura. Chi entra in Puglia invece, non deve più rispettare l’obbligo di permanenza domiciliare di 14 giorni ma è obbligato ad auto segnalare la propria presenza, dichiarando luogo di provenienza e di soggiorno. Dal Lazio, l'assessore alla Sanità, Alessio D'Amato, ha parlato di forti pressioni politiche per la riapertura, avanzando anche l'ipotesi di alcune contromisure.

 

Silvia Silvestri