Emiliano:«L’aumento contagi coincide con ritorno in classe» L’Azzolina replica:“Si riaprano subito le scuole”

Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano nella serata di ieri ha annunciato pubblicamente un’ordinanza sulla scuola, secondo cui da venerdì 30 ottobre 2020 sarebbe sospesa l'attività didattica in presenza nelle scuole pugliesi di ogni ordine e grado. Secondo il provvedimento firmato ieri sera dal governatore pugliese le scuole dell’obbligo escluse le scuole dell’infanzia pugliesi resteranno chiuse alla didattica in presenza fino al 24 novembre. Dopo gli inviti a svolgere le vacanze in puglia di qualche mese fa ecco la decisione del presidente regionale dopo 417 casi tra gli studenti e 197 tra docenti e personale scolastico evidenziati dai tamponi, scelta però pesantemente criticata dalla ministra dell'Istruzione e da quella dell'Agricoltura.

Emiliano ha motivato la decisione presa spiegando che le scuole toccate dai casi Covid sono 286 e che secondo i dati sonoalmeno 417 gli studenti risultati positivi e 151 i casi positivi tra docenti e personale scolastico.“Un trend in crescita” ha sottolineato Lopalco epidemiologo e neo-assessore che vede emergere un notevole incremento, con la conseguenza che “ogni contagiato genera almeno una ventina di contatti stretti più quelli familiari e se ad essere positivo è un docente che ha in carico più classi,questo numero si moltiplica ulteriormente”. Tradotto: “Migliaia di persone in isolamento fiduciario di almeno 10 giorni per contatto stretto, con tutti i disagi a carico delle famiglie specie quando sono i più piccoli a essere messi in quarantena”.

I numeri e le spiegazioni non sono però accettate dalla ministra dell’Istruzione sotto il profilo sostanziale e dalla ministra dell’Agricolturain chiave politica.

“La Regione Puglia - dichiara l’Azzolina su Facebook - ha sospeso le attività didattiche in presenza definendo "impressionante" il numero dei contagi. Eppure, secondo quanto ci ha comunicato, si tratta di 417 studenti risultati positivi (su una popolazione studentesca di 562 mila). La stessa Regione ha poi ammesso che il problema in realtà non è la diffusione del virus all'interno delle scuole ma l'organizzazione del lavoro della Sanità regionale – conclude poi con un mirato appello - Si riaprano al più presto le scuole, evitando conseguenze gravi, presenti e future, per gli studenti e per le famiglie. Sono sommersa in queste ore da messaggi di sconforto, delusione e amarezza. La comunità scolastica pugliese nei mesi scorsi ha lavorato tantissimo, per preparare le scuole alla riapertura, dimostrando spirito di sacrificio e responsabilità, la stessa che oggi è richiesta a tutti gli attori istituzionali per non togliere alle bambine e ai bambini momenti di socialità, studio, impegno e crescita”.

“La chiusura della scuola è un disastro enorme e dovrebbe far tremare le vene ai polsi, la scelta della Puglia è scellerata. Credo che il governo debba impugnare queste delibere, la scuola non si può chiudere sapendo che non è la fonte della diffusione del Covid: bisogna affrontare il problema dei trasporti», ha sottolineato invece Teresa Bellanova, ministra pugliese delle Politiche agricole, parlando a 24Mattino su Radio 24.

A sostenere Emiliano il PD Pugliese. “Non è facile essere alla guida di una Regione in questo tempo complesso. Michele Emiliano e Pierluigi Lopalco sono chiamati ogni giorno a prendere decisioni difficili. Lo fanno con grande spirito di servizio ed è questo quello che ha fatto ieri Emiliano con la sofferta decisione di chiudere tutte le scuole pugliesi. Il presidente ha argomentato nel dettaglio la valutazione che è alla base di questo provvedimento». Lo sostiene il segretario del Pd Puglia, il deputato Marco Lacarra - E' infatti sotto gli occhi di tutti come il sistema sanitario, già fortemente provato, stia affrontando da settimane l'ulteriore stress test di dover sottoporre a tampone una marea di casi sospetti per sintomi manifestati, ma soprattutto per contatti stretti con persone risultate positive. In questo momento - conclude - qualche settimana di didattica a distanza può fare la differenza, aiutando il sistema sanitario a salvare vite. La DAD non è, come molti affermano, una tragedia”.

 

Silvia Silvestri