CHIAROMONTE - È arrivato il momento di agire. Le chiacchiere ormai stanno a zero. Una richiesta più che legittima quella avanzata dal comitato civico “La nostra voce” di Chiaromonte, che da tre anni è sceso in campo per difendere l’ospedale “San Giovanni” dal depotenziamento. Quel depotenziamento “scientifico”, più volte sottolineato dall’ex sindaco di Francavilla in Sinni Antonio Amatucci, che ha ulteriormente impoverito e tolto dignità al territorio afferente al nosocomio. “Ora pretendiamo impegni precisi e soprattutto azioni concrete - ha ribadito la presidente del comitato Teresa De Santo nel corso di un’assemblea pubblica tenutasi sabato sera alla quale erano presenti molti sindaci dell’area, i consiglieri regionali Gianni Rosa, Michele Napoli e il candidato dei “Cinque Stelle” Antonio Mattia. Dal futuro governo regionale, pertanto, non accetteremo più promesse, ma una riforma vera dell’intero sistema sanitario della Basilicata che sia in grado di darci sicurezza. In questi anni- ha continuato- con tenacia, coraggio e senza alcun colore politico, abbiamo portato avanti una battaglia di civiltà, che ci ha fatti giungere fino al Ministero della Salute ed al presidente della Repubblica. Oggi, siamo orgogliosi di non aver mollato la presa perché stiamo lottando per difendere i nostri diritti e ci fermeremo solo quando il “San Giovanni” sarà riconosciuto come ospedale di area disagiata, visto che, alla luce di quanto contenuto nel Decreto Ministeriale n.70 del 2015, ne ha tutti i requisiti. Il nostro ringraziamento- ha concluso la presidente - va ai cittadini, sindaci e rappresentati regionali presenti che hanno condiviso la nostra battaglia, ma ci rammarichiamo invece, con chi ha ricevuto l’invito e ci ha completamene ignorati”.   

Egidia Bevilacqua 

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Inizia domenica 13 gennaio a Lagonegro, alle 9.30, al cinema Iris, la nuova rassegna Cinema a Colazione. Lo slogan è “Cappuccino, cornetto e film” presso il Cinema Iris e al bar dei Puffi “La Pergola”. Un appuntamento in via sperimentale che prevede una mini rassegna cinematografica. Si potrà andare al cinema la mattina, fare colazione e guardarsi un bel film. Tutto compreso nel costo di un biglietto: cappuccino, cornetto e film.
La rassegna “Cinema a colazione” è caratterizzata da titoli trasversali e non monotematici. Le proiezioni si aprono subito con “Moschettieri del Re”, il film con il lauriota Rocco Papaleo, girato in Basilicata e sostenuto dalla Lucana Film Commission. In programma, domenica 20 Gennaio, la presentazione della pellicola restaurata dalla Cineteca di Bologna, “Gli uccelli” di Alfred Hitchcock; domenica 27 Gennaio, uno sguardo al nuovo cinema francese “7 uomini a mollo” di Gilles Lellouche, pellicola molto corale, una commedia sociale e umanista, fuori concorso a Cannes 2018.
L’appuntamento si concluderà domenica 3 febbraio,   con BEN IS BACK di Peter Hedges con Julia Roberts: film drammatico che affronta in  maniera diretta il tema della tossicodipendenza. Quattro appuntamenti con quattro film di rilievo, che non si trovano facilmente nei cinema comuni. “Una iniziativa dedicata a tutti gli appassionati del cinema – fa sapere l’architetto Antonio G Brigante, rappresentante della Quasar S.r.l., società promotrice dell’evento presso il cinema Iris - di qualità e agli affezionati spettatori della sala IRIS di Lagonegro”. Prezzo del biglietto appena sei euro.

Oreste Roberto Lanza
 

 

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La Regione Basilicata, letta in modo informale, la pronuncia del TAR Basilicata che ha accolto il ricorso 523/18, prende atto di quanto deciso ed esprime la propria volontà di darle piena esecuzione.

L’indizione dell’elezione per il rinnovo del Consiglio Regionale e del Presidente della Giunta era stata indicata in coincidenza con il voto per il Parlamento Europeo in ossequio a principi di pubblico risparmio e di concentrazione del momento elettorale, nella convinzione, suffragata da autorevoli pareri, che la normativa nazionale di riferimento fosse non solo suscettibile di applicazione a livello regionale, ma che questa fosse dovuta.

Il diverso assunto del TAR, che ha ritenuto di attribuire valore di norma cornice alla L. 165/04 e non anche al D.L. 98/11, anche oltre il richiamo ricettizio della prima e non del secondo nella normativa elettorale regionale, rende ora doveroso indire le elezioni regionali nei termini ritenuti dal Giudice Amministrativo.

La Regione Basilicata, che ha sempre agito nella convinzione di rispettare la normativa vigente, di non semplice lettura, come evidenziato dallo stesso TAR che ha affermato la novità della materia, non proporrà impugnazione alcuna, nella volontà, sempre presente, di chiamare al voto i cittadini lucani con la tempestività legalmente concessa e doverosa, come già infatti manifestato nella nota ufficiale del 21 novembre scorso, con la quale si interpellava il competente Ministro degli Interni circa la possibilità di addivenire a diverse determinazioni, laddove possibile.

Che tanto non sia avvenuto conferma come lo stesso organo nazionale competente fosse convinto della fondatezza normativa della scelta per l’election day del 26 maggio.

La Regione Basilicata ribadisce che non proporrà appello alla sentenza del Tar, anche per scongiurare il rischio che un suo accoglimento possa ulteriormente protrarre il ritorno alle urne, il che non è stato e non è volontà dei suoi organi rappresentativi. 

 

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"La prima pagina e il titolo di Libero di oggi ha superato ogni limite di sopportazione! Per chi non lo avesse letto, c’è scritto: “Comandano i Terroni. Ai meridionali 3 cariche istituzionali su 4”. Un articolo che “spiega” perché Salvini ha tutti contro. Per me invece è solo un boomerang che si ritorce contro Salvini che farebbe bene a prendere le distanze da chi lo ha tirato in ballo, evidentemente, solo per danneggiarlo. Siamo comunque di fronte ad un caso che testimonia che sul piano culturale, della convivenza civile, del rapporto Nord-Sud, abbiamo ancora molta strada da fare." 

Il consigliere regiobnale Paolo Castelluccio si scaglia contro il titolo del quotidiano Libero diretto da Pietro Senaldi e Vittorio Feltri.

"L’alibi della “provocazione” a cui pure Libero ci ha abituati, questa volta,  non è accettabile perché il termine “terrone” va abolito dal vocabolario ed in primo luogo dal vocabolario politico oltre che da quello usato dai giornalisti. A breve, dopo la sentenza del Tar, ci troveremo ad affrontare le nuove elezioni regionali e il centrodestra lucano, che farebbe bene ad accelerare non solo sulla scelta del candidato Governatore quanto sul programma alternativo a Cinquestelle e Pd, ha bisogno di caratterizzarsi per linea e strategia prima di tutto  meridionalista. Il Sud non esce certo bene dalla manovra di bilancio che questo Governo ha voluto mentre sono tutte da verificare le poste finanziarie per Reddito di Cittadinanza e pensioni. Da tempo si parla di autonomia differenziata richiesta da Veneto e Lombardia. Ad essa è necessario aggiungere, senza mortificare le legittime aspettative di lombardi e veneto, un nostro modello di autonomia che partendo dalle risorse più importanti della nostra “terra”, innanzitutto petrolio-gas ed acqua, capitalizzi queste risorse in termini di maggiori entrate rispetto alle royalties.  Così potremmo rivendicare con orgoglio il nostro sentirci terroni”.
 

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La tanto attesa sentenza del TAR sul ricorso del M5S circa la data delle elezioni regionali di Basilicata accelera, e non di poco, la fine della legislatura Pittella.

“La regione intimata dovrà provvedere a convocare, nel termine di venti giorni dalla comunicazione della presente decisione, i comizi per le elezioni del Presidente della Giunta regionale e del Consiglio regionale ella Basilicata, da tenersi nella data utile più ravvicinata”.
Questo il contenuto del punto 6.1 del dispositivo del TAR.
Immediate le reazioni politiche degli esponenti del M5S.
“Il Tar della Basilicata ci ha dato ragione e ha ripristinato la democrazia in questa regione –recita il comunicato del comitato del candidato presidente Mattia. La giunta regionale ha avuto torto e dovrà indire i comizi elettorali entro 20 giorni. Quindi, entro fine marzo si dovranno svolgere le elezioni.
Su tutto quanto accaduto, alla luce della sentenza del Tar, presenteremo esposto alla Corte dei Conti perché accerti eventuali danni erariali e presenteremo un esposto alla Procura per chiedere di verificare se siano stati commessi eventuali reati penali.
I lucani hanno già sopportato troppi soprusi e inganni. A partire dalla nomine “illegittime” di dirigenti avvenute dopo il 19 novembre, sulle quali chiederemo conto in tutte le sedi.
Non ci attardiamo ancora una volta sulle ragioni vere, mai chiarite fino in fondo, che hanno indotto la maggioranza del Pd a procrastinare il giorno del giudizio, quando gli elettori manderanno a casa la vecchia politica del disastro.
Certo è che si poteva evitare questo teatrino imbarazzante e per certi aspetti vergognoso. Ci auguriamo che Flavia Franconi e i suoi “sostenitori” interessati abbiano la decenza di evitare, dopo questa sacrosanta sentenza, ulteriori manovre finalizzate a tenere bloccata la democrazia in Basilicata. La sentenza pone fine a qualunque maldestro tentativo in tal senso.
Finalmente la Basilicata si è liberata dall’arroganza istituzionale e politica di un potere che ha voluto evitare in tutti i modi l’esercizio democratico del voto da parte dei cittadini nei tempi legittimi.
Vigileremo affinché non abbiano a verificarsi ulteriori tentativi di mortificazione della democrazia.
Il M5S è pronto ad affrontare la campagna elettorale, certo di un consenso popolare capace di dare una svolta definitiva al futuro della Basilicata.”
Dello stesso tenore la nota dei consiglieri M5S Perrino e Leggieri.
“È chiaro e preciso il verdetto del TAR di Potenza che annulla il decreto del Presidente facente funzioni, Flavia Franconi, che aveva indetto le elezioni regionali per il prossimo 26 maggio in concomitanza a quelle del Parlamento Europeo.
La Regione Basilicata, scrivono i giudici del TAR lucano, "dovrà provvedere a convocare, nel termine di 20 giorni dalla comunicazione della presente decisione, i comizi per le elezioni del Presidente della Giunta regionale e del Consiglio regionale, da tenersi nella data utile più ravvicinata".
Le continue forzature politiche, legali e legislative hanno trovato un limite invalicabile con la sentenza del Tar Basilicata. È stata data una risposta anche ai tanti e improvvisati esperti di diritto regionale, costituzionale e amministrativo, che si sono affannati prima del 20 novembre scorso e successivamente a quella data in astruse e strampalate analisi. I Giudici del Tar per la Basilicata hanno accolto tutte le richieste contenute nel nostro ricorso, compresa quella di obbligare la Regione Basilicata a indire nuove elezioni entro venti giorni.
Con la sentenza del TAR Basilicata cala il sipario su una delle pagine più tetre della storia politica della nostra regione.
Cara Professoressa Franconi, non perda ulteriore tempo e provveda immediatamente a convocare i comizi elettorali. Metta da parte, almeno per questa volta, le lezioni o i commenti di qualche maestro o esperto improvvisato. Non ci sono più alibi, il tempo dei pupi e dei pupari sta per finire.
Un ringraziamento doveroso per questo grande risultato conseguito al Tar Basilicata va agli Avvocati Mattia Crucioli (Senatore del M5S), Arnaldo Lomuti (Senatore M5S), Gennaro Grimolizzi, che ha presenziato e discusso nelle udienze davanti ai giudici amministrativi, Alessia Tiragallo e Giovanni Olivieri.”
 

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