In quasi 574mila chiamati alle urne, dalle 7 fino alle 23, poi inizia lo spoglio

Sono stati aperti alle ore 7:00 di oggi i seggi elettorali per le elezioni regionali in Basilicata. Sono 573.970 gli elettori chiamati oggi al voto in 681 sezioni, fino alle ore 23:00. Subito dopo inizierà lo spoglio delle schede. E' possibile esprimere con la nuova legge elettorale, varata lo scorso Agosto, seconda la quale si può votare con la doppia preferenza a patto che questa indichi un candidato di sesso maschile e uno di sesso femminile, componenti del medesimo schieramento, per i meccanismi della parità di genere e delle quote rosa nelle liste. Per la presidenza della Regione è una corsa a 4 tra il generale Bardi per il centrodestra, il farmacista Trerotola per il centrosinistra, l'imprenditore Mattia per M5s e Valerio Tramutoli, candidato governatore di "Basilicata possibile". Ma vediamo nel dettaglio chi sono i quattro candidati:
- Nato a Potenza nel 1951, Vito Bardi è entrato in politica "dalla porta principale", designato a guidare lo schieramento di centrodestra per conquistare la Regione Basilicata dal leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi. Ex generale della Guardia di Finanza, Bardi ha quattro lauree (Economia e commercio, Giurisprudenza, Scienze internazionali e diplomatiche e Scienze della sicurezza economica e finanziaria) e, durante la sua carriera nelle fiamme gialle, ha ottenuto decine di riconoscimenti. Sposato da oltre 35 anni, ha due figli ormai adulti: "Ho servito lo Stato con passione e determinazione, mettendomi al servizio della collettività, senza mai risparmiarmi". Infatti, uno degli slogan scelti è chiaro: "Presente". Ha una "grande passione" per il calcio: "Le uniche pause me le concedo quando gioca il mio Napoli".
- "Farmacista di strada", come si è definito lui stesso, Carlo Trerotola, di 62 anni, ha accettato di essere il candidato governatore del centrosinistra "perché c'è del buono in Basilicata". Trerotola è sposato e padre di due figli, e ci tiene a sottolineare che della sua famiglia fanno anche parte due cani, un gatto e un coniglio. Non ha mai fatto politica, ma è figlio di uno storico dirigente lucano del Msi: lui in questi giorni di campagna elettorale, ha ammesso di ascoltare comizi di Giorgio Almirante ma di non aver mai avuto la tessera missina. Alla guida di una grande e frequentata farmacia situata in uno dei quartieri più popolari di Potenza, Trerotola insiste sull'importanza del "gioco di squadra: la mia politica - ha detto nei comizi in giro per la Basilicata - sono le persone, le loro necessità e i loro bisogni".
- Laureato in Giurisprudenza, sposato e padre di due bambini, Antonio Mattia - candidato del M5s alla presidenza della Regione Basilicata - è un imprenditore di 47 anni che opera a Potenza nel settore della ristorazione e dell'intrattenimento per famiglie e bambini. Prima aveva lavorato a lungo nel settore commerciale. Appassionato di storia del diritto, di economia e di politica, Mattia è un attivista pentastellato dal 2012. E' sicuro che la Basilicata "possa diventare il baricentro dello sviluppo del Mezzogiorno d'Italia". Ha già indicato gli assessori che faranno parte della sua giunta, se domani sarà eletto presidente. Due scelte hanno colpito in modo particolare: il manager Pietro De Sarlo per le politiche dello sviluppo e, "in pectore" per la sanità, un magistrato in servizio nel Palazzo di giustizia di Potenza.
- Decimo di 12 figli, Valerio Tramutoli, candidato governatore di "Basilicata possibile", insegna da oltre 20 anni telerilevamento ambientale nell'Università della Basilicata e vanta poco meno di 200 pubblicazioni scientifiche. Nella sua biografia, dice di "amare da 40 anni Giovanna e, da meno tempo, ma non con meno intensità, le mie due figlie". Il suo programma ha come priorità la proposta di liberare in dieci anni la Basilicata dalle fonti energetiche fossili: è il risultato di un impegno politico che per Tramutoli è cominciato direttamente nel 2003 con la lotta contro il progetto di realizzare in Basilicata il deposito unico nazionale delle scorie nucleari. "Amo il mio lavoro, ma credo che la partecipazione diretta alla vita politica diventi un imperativo civile quando i valori fondanti del nostro vivere insieme sono messi in discussione".


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