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Col dl sicurezza a rischio i lavoratori del CRAS di Rifreddo. Chiesto incontro in prefettura

Sull'immigrazione si sta consumando una grande farsa, dietro lo slogan "prima gli italiani" si perpetuano ingiustizie e disservizi per italiani e stranieri. Il Decreto Sicurezza voluto dal Ministro Salvini impone un regime di "contenimento" della spesa per il sistema dell'accoglienza che rischia, da un lato, di far regredire il Paese e di darne una rappresentazione falsata e tendente al razzismo, dall'altro di alimentare insicurezza sociale, disservizi e disoccupazione.

Preoccupa e non poco quanto sta accadendo alla cooperativa Auxilium che gestisce i CAS di Riofreddo a Pignola (Potenza) e di Matera. Su Potenza sono a rischio circa 24 lavoratori, tra i quali figure fondamentali tra operatori culturali e mediatori linguistici. Per alcuni lavoratori lucani è stato fin qui possibile attivare percorsi transitori di integrazione salariale in attesa di sviluppi, per tanti altri non è stato possibile.

In queste ore la Cgil ha richiesto un incontro al Prefetto di Potenza per affrontare i casi critici, a partire dalla situazione in cui vengono a trovarsi i lavoratori di Auxilium sulla struttura di Rifreddo-Pignola. E nel frattempo occorrerà aprire il confronto sul tavolo nazionale nella speranza di poter accedere a forme di ammortizzatori per dare una soluzione sia a figure di concetto come psicologi e insegnanti di italiano, che ad operatori che a vario titolo partecipano allo sviluppo di percorsi di integrazione, inserimento e accoglienza i quali, a oggi, rischiano di restare per strada.

Nel corso di questi mesi, a fronte di espulsioni dai centri di accoglienza, non è corrisposta una idea di futuro, i migranti vengono messi per strada e non c'è la capacità né di rimpatriare né di riallocare gli ospiti. Allo stesso tempo viene mortificato e messo per strada un largo substrato di professionalità e di umanità. Molti sono i lavoratori del comparto che rischiano, per via dei tagli alla spesa per l'accoglienza, di trovarsi fuori da un percorso lavorativo e senza alcuna prospettiva, in Basilicata sono già centinaia i casi, in tutta Italia parliamo di svariate decine di migliaia di lavoratori.

Prima gli italiani, per l'appunto, quelli che resteranno senza lavoro e che per primi sperimenteranno le conseguenze di politiche sbagliate nei confronti di esseri umani con la colpa, in questi tempi bui, di avere la pelle di colore diverso dal nostro.

Quando si inseguono le paure non si ha la mente lucida per affrontare i reali problemi che il Paese vive, non si evidenzia al momento alcuna capacità di dare una risposta di governo all'altezza della sfida, ma solo numeri e parole di odio lontane dalla realtà dei fatti, imponendo una deformazione del senso comune che alimenta violenza e odio.


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