Il Sud ha una vocazione industriale ma le imprese sono penalizzate dalla mancanza di infrastrutture

Il Mezzogiorno non più un’area da assistere ma un’autentica risorsa; un’Europa al fianco dei giovani e delle imprese, degli artigiani, delle professioni; la gestione dei fondi europei deve essere semplificata. Sono alcune delle idee centrali del programma di Forza Italia per le europee. A sottolinearne il significato politico, sociale e civile è Francesco Cupparo. Forza Italia - dice Cupparo - rilancia la propria proposta politica liberale alle Europee e scommette sulla Basilicata come avamposto della riscossa del centrodestra del buon governo. L’intreccio elettorale tra europee ed amministrative in oltre 50 Comuni lucani ci consente – aggiunge l’esponente azzurro – di proseguire lo storico percorso di cambiamento già realizzato in Regione che per noi è il laboratorio politico ideale per promuovere il buongoverno del centrodestra. Nella consapevolezza che, soprattutto a Potenza dove sono più forti le aspettative di cambiamento per un’Amministrazione Comunale in sintonia con quella Regionale, senza Forza Italia il centrodestra non vince. Per Cupparo, inoltre, il Presidente Berlusconi, con la sua grande esperienza in politica estera, sarà un grande protagonista della nuova stagione europea. La sua candidatura, a fianco di Antonio Tajani che da presidente del Parlamento Europeo ha rappresentato bene l’unica Istituzione europea eletta direttamente dai cittadini, rafforzandone l’immagine, è una garanzia di autorevolezza che sarà indispensabile per difendere il nostro interesse nazionale. Purtroppo in Europa – aggiunge - non esiste una sola idea di Mezzogiorno. Il Sud ha una naturale vocazione industriale ma le imprese meridionali sono penalizzate dalla mancanza di infrastrutture, anche digitali. Vogliamo regole fiscali europee più flessibili su crescita e lavoro e la fine della politica dell’austerità. C’è da difendere “a denti stretti” il “made in Italy” che nelle regioni meridionali ha una funzione importante. Nel mondo, l’Italia è sinonimo di qualità. L’Europa deve tutelare le nostre produzioni dalla concorrenza sleale di alcuni “nuovi” paesi comunitari e delle produzioni asiatiche e cinesi, valorizzando i marchi di qualità e varando un sistema di dazi e sanzioni. Vogliamo inoltre un’agricoltura moderna, sostenibile e di qualità. Per questo ci opponiamo ai tagli indiscriminati alla politica agricola comunitaria e chiediamo che i nostri agricoltori siano adeguatamente remunerati e messi nelle condizioni di competere, con le loro eccellenze, sul mercato globale.E poi – continua Cupparo - i cittadini vivono una diffusa sensazione di insicurezza. L’Europa deve aumentare le spese per sicurezza, difesa, lotta al terrorismo e cyber-sicurezza. Occorre creare una centrale di intelligence antiterrorismo insieme ad azioni efficaci per bloccare l’immigrazione irregolare e rimpatriare chi non ha diritto di rimanere. Un ruolo importante spetta – dice ancora Cupparo - alle Regioni del Sud come la nostra.Credo che le Regioni debbano poter contare su un’autonomia necessaria a valorizzare le proprie peculiarità, ma in un quadro unitario e solidale. Almeno scuola, sanità e mobilità devono essere garantiti con gli stessi standard su tutto il territorio nazionale. Dunque, a noi preme arrivare a un’autonomia che diventi una competizione virtuosa, che premi le regioni che amministrano meglio ma metta quelle più svantaggiate in condizione di raggiungere standard ottimali di efficienza per i cittadini.


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