Proprio nell’anno di Matera Capitale Europea della Cultura la Basilicata perde la Direzione del Polo

Il ministro per i Beni culturali Alberto Bonisoli decide di accorpare il polo museale della Basilicata alla Puglia trasferendone così la Direzione. Una decisione già operativa con un decreto alla quale la Basilicata si ribella.
Lo fa innanzitutto il sindaco di Matera Raffaello De Ruggieri, che qui riportiamo integralmente, rilanciando anzi con la richiesta di spostarne la sede a Matera.
“La sede della Direzione del Polo Museale di Puglia e Basilicata dev’essere istituita in Basilicata e a Matera in particolar modo per il ruolo e la visibilità della città ha assunto come Patrimonio mondiale dell’Umanità e come Capitale europea della Cultura”. È questa la richiesta e di seguito la lettera integrale.


“Illustre Ministro, con amarezza ho registrato la cancellazione del Polo Museale Lucano, con sede a Matera, per l’avvenuta istituzione della Direzione Territoriale Appulo Lucana delle Reti Museali.
Tale scelta non può passare sotto silenzio, né rientrare in un automatismo funzionale del MIBAC.
Vi è infatti, una grave incoerenza storica poiché si privano di un presidio culturale una Regione e una città,

oggi Capitale Europea della Cultura.
Tale scelta mortifica la dimensione internazionale oggi raggiunta da Matera e culminata nelle quattro rassegne: Rinascimento visto dal Sud, Ars Excavandi, La poetica dei numeri primi e Blid sensorium - il paradosso dell’antropocene.
E’ utile ricordare, inoltre, che tale aggregazione territoriale ha ignorato il grande e lungo impegno di Dinu Ademesteanu nel costruire il sistema archeologico lucano. Il grande archeologo volle e seppe esprimere la specificità di un modello che, partendo anche dalla Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici con sede in Matera, espresse professionalità scientifiche quali: Felice Gino Lo Porto, Elena Lattanzi, Angelo Bottini, Massimo Osanna, Giuliana Tocco e Antonio De Siena.
Tale modello lucano ha trovato il suo compimento nella costruzione del Sistema Lucano costituito dai Musei Nazionali Archeologici di Matera, di Metaponto, di Eraclea, di Grumento, di Venosa, di Muro Lucano, di Melfi e di Potenza, che per distinzione e qualità non trovano paralleli in Puglia, Regione gratificata peraltro già dall’autonomia speciale del Museo Archeologico Nazionale di Taranto.
Questa specificità sistemica è travolta dalla nuova organizzazione ministeriale, perdendo la sua distinzione territoriale e la sua specificità scientifica.
Per tali ragioni quale rappresentante di una città ove insiste la Sede Decentrata della Scuola di Alta Formazione dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, esprimo il dissenso per una scelta che, cancellando il Polo Museale Lucano non ha tenuto conto dei ruoli e dei modelli espressi dal territorio Lucano.
Se per ragioni di economia funzionale e gestionale tale provvedimento non possa essere rimosso, che sia Matera la sede di tale Nuova Direzione Territoriale, proprio per le ragioni innanzi esposte.
Collego, alla mia obbligata censura, la suindicata proposta perché si superi e l’antistoricità della scelta ministeriale”.


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