ex liceo senise

 

A oltre un anno dalla permuta e con oltre 2 mln di euro disponibili il progetto rischia di bloccarsi

Non sono bastati i numerosi solleciti che il comune di Senise ha inviato all’Asp di Potenza negli anni scorsi a sbloccare una situazione che ha dell’assurdo e che riguarda il cosiddetto “ex liceo” destinato a diventare una struttura sanitaria avanzata a servizio dei cittadini. Il progetto è quello della Casa della salute, un centro che dovrà praticamente accorpare i servizi sanitari del distretto di Senise al momento distribuiti in due diversi locali.

Ci sono a disposizione oltre 2 milioni di euro e, mentre l’edificio continua a degradarsi nell’abbandono, dall’Asp non arrivano risposte in merito al progetto che la stessa azienda dovrebbe produrre nonostante le diverse richieste. Cosa si è inceppato nel meccanismo? Perché, nonostante la disponibilità di ben 2 milioni e 400 mila euro di fondi già dal 2013 destinati alla struttura ancora nulla si muove?


La cosa sembra essere ben strana se si considera, inoltre, che è passato più di un anno dalla stipula dell’atto di permuta con il quale il comune cedeva all’Asp l’edificio rustico, destinato al liceo classico ma mai concluso, assumendo la proprietà dei due immobili nei quali ha sede il distretto sanitario dell’Asp e altri servizi.
Il risultato è che al momento l’azienda sanitaria opera con i suoi ambulatori in locali di proprietà del comune, ha i fondi per poter mettere in cantiere la Casa della salute, ma dai suoi uffici “nessun progetto relativo alla Casa della salute da Realizzare in Senise alla contrada Portello e nell’immobile oggetto di permuta da parte dell’Ente competente è stato acquisito al protocollo di questo ente, al fine di procedere all’istruttoria, e di rilasciare i necessari titoli abilitativi per la realizzazione delle opere”, come recita la nota che il commissario prefettizio Alberico Gentile ha inviato all’assessore alla sanità Rocco Leone, al direttore generale della Regione e al direttore generale dell’Asp. Che tradotto significa che l’azienda sanitaria sta di fatto bloccando la realizzazione della Casa della salute di Senise pur avendo a disposizione 2 milioni e 400 mila euro, dai quali vanno stornati i 127.560,00 euro che quest’ultima ha versato al comune come differenza di valore fra gli immobili permutati.
A questo va aggiunto che la preoccupazione espressa nella stessa missiva dal commissario è che il rischio di perenzione dei fondi possa inficiare il tutto. Insomma dopo 10 anni di iter amministrativo, 6 anni dal finanziamento dell’opera e un anno dalla permuta degli edifici, un progetto così importante per la salute dei cittadini rischia di saltare per ritardi reiterati da parte degli uffici Asp, con la conseguente perdita dei fondi.
Per scongiurare questo il commissario Gentile ha inviato una dura nota ai vertici di Asp e Regione minacciando di passare all’incasso dal gennaio 2020 chiedendo all’azienda sanitaria di pagare il fitto dei locali in cui gli ambulatori e gli uffici operano oggi, dal momento che sono ormai di proprietà del comune.
Quanto alla questione politica e territoriale va aggiunto, per dare un quadro completo della situazione, che quando si cominciò a parlare del progetto Casa della salute di Senise, nel 2013, si parlò di 5 milioni di euro, contro il cui stanziamento si scatenò l’allora sindaco di Chiaromonte Antonio Vozzi convocando una seduta di coniglio comunale e addirittura incatenandosi davanti all’ospedale di Chiaromonte per protestare.


La missiva del commissario straordinario del comune di Senise è destinata a smuovere le acque stagnanti di questa assurda situazione.

 

Francesco Addolorato


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