E' finito il tempo dei proclami, bisogna finalmente passare alla concretezza dei fatti

Il problema delle infrastrutture legato al territorio lucano non può essere esiliato solo ad uno slogan da comizio. Esiste ancora un vero e proprio dramma ferroviario materano e regionale. Il sistema dei trasporti in Basilicata è caratterizzato da condizioni di grave disagio e deficit infrastrutturale gestionale ed organizzativo, il quale produce non solo una bassa qualità del servizio offerto ma anche un ostacolo al decollo della crescita e dello sviluppo economico. Matera è capitale europea della cultura ma la città dei Sassi non è stata per niente inserita nei circuiti internazionali turistici di cultura accessibile e questo, rende inaccettabile il livello dei servizi ferroviari assicurati ai lucani, a cui va necessariamente corrisposta una risposta forte e definitiva del governo su Trenitalia, che ha il dovere di assicurare servizi degni anche ai cittadini lucani. Solo una settimana fa Conte di ritorno da Bruxelles, in merito al patto europeo per il Sud, ha ricordato i temi più significativi dell'agenda riformatrice alla quale il nuovo governo sta lavorando, partendo proprio dall'avvio di un piano strutturale di rilancio del Mezzogiorno: "La crescita dell'Italia, da Sud a Nord" afferma il premier "è fra i punti più qualificanti dell'azione del Governo, a partire dall'ineludibile principio dell'equità sociale e territoriale". Il presidente del Consiglio ha in più occasioni sottolineato che la questione è "avvertita anche dalle Istituzioni europee, come dimostrato dalla Direzione generale per la Politica regionale e urbana della Commissione Ue, secondo la quale, negli ultimi anni gli investimenti pubblici nel Sud-Italia sono diminuiti in maniera consistente - ha poi puntualizzato il premier - non è tollerabile, ed è solo un esempio fra tanti, che Matera, la Capitale europea della Cultura, rimanga isolata dal resto del Continente a causa di una rete ferroviaria inadeguata". Matera è da sempre legata a mancate decisioni in merito a quale possa essere considerata la fonte di collegamento viario e ferroviario ottimale per debellare l'isolamento che subisce.

Da Roma tante le promesse ma sempre pochi i fatti, ma se per alcuni Matera è solo uno slogan per molti altri è diventata una "mission" in cui credere e far evolvere. "La tratta ferroviaria Matera-Ferrandina alla stregua di un miraggio – afferma Quarto consigliere regionale di Basilicata Positiva - rappresenta per molti un sogno archiviato, disintegrato da lentezze burocratiche e sperperi di denaro pubblico tipici del sistema Italia. Tematica sostituita nella progettualità locale dal potenziamento della linea ferroviaria che sostiene l'ampia valorizzazione della fascia jonica in generale e di Metaponto-stazione, in particolare. La dimensione infrastrutturale locale con chiare ripercussioni sulle problematiche regionali è stata ampiamente attenzionata dal presidente Bardi nel suo discorso di investitura, infatti nelle linee programmatiche, è fatto ampio cenno al vulnus infrastrutturale che affligge la Basilicata". Rispondendo anche alle considerazioni mosse dal Presidente del Consiglio Quarto ribatte: "La problematica evidenziata e le sue prospettive risolutorie, vanno rapportate obiettivamente in un contesto più ampio che è la politica di sviluppo dell'intero meridione. Fa bene il Presidente del Consiglio dei ministri a dolersi per il persistente isolamento di Matera, ma farebbe meglio ad avviare, finalmente e in tempi rapidi, un organico piano di sviluppo che sblocchi i tanti lavori in attesa di realizzazione nel Mezzogiorno. Qui, infatti, tante sono le opere bloccate da anni in attesa di essere riprese. Conte anche nel discorso tenuto all'inaugurazione della Fiera del Levante, ha parlato ancora una volta di piano straordinario per il Mezzogiorno che parte dalle infrastrutture. Adesso occorre prendere atto - conclude Quarto - che è finito il tempo dei proclami, bisogna finalmente passare alla concretezza dei fatti".

 

Silvia Silvestri

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