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Arleo e Di Sanzo: l’atto del tribunale non è un'anticipazione di sentenza. Sulla stampa solo mistificazioni

“In riferimento alla vicenda processuale che ci vede coinvolti, in qualità di imputati per il delitto di diffamazione a mezzo stampa nei confronti dell'ex Sindaco del Comune di Senise, ed in risposta agli articoli apparsi su alcuni quotidiani occorrono alcune precisazioni, utili ai fini dell'esatta ricostruzione della vicenda e necessarie a riportare il racconto diffuso dalla stampa nell’alveo della realtà dei fatti.”
È quanto scrivono in un comunicato gli ex consiglieri al comune di Senise del M5S Giuseppe Arleo, Giovanna Di Sanzo.
“In data 28/09/2019 ci è stato notificato l'atto di citazione diretta a giudizio ex art. 550 c.p.p., a conclusione delle indagini preliminari a suo tempo aperte dal Pubblico Ministero presso il Tribunale di Lagonegro a seguito di querela sporta nei nostri confronti dall'ex Sindaco del Comune di Senise e dal responsabile dell’Ufficio Tecnico.


Il decreto di citazione diretta a giudizio costituisce la forma di manifestazione dell'esercizio dell'azione penale da parte del Pubblico Ministero, nei casi, peraltro di minore gravità, di cui all'articolo su citato. Tale atto, dunque, non costituisce un'anticipazione di sentenza né tantomeno, in uno Stato di diritto che si fonda sul principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza ex art. 27 comma 2 della Costituzione, un provvedimento che dichiara in via definitiva la colpevolezza degli indagati riguardo al reato addebitato.
Al contrario, la citazione a giudizio ci consentirà di far valere le nostre ragioni dinanzi al Giudice precostituito, esercitando con pienezza le prerogative che il nostro ordinamento, a differenza di parte della stampa, garantisce ai cittadini nell'esercizio del più ampio diritto di difesa. E' quanto faremo al fine di respingere le accuse mosse contro di noi e con l'obiettivo di ristabilire la verità dei fatti.
Rincresce segnalare, in questa occasione, l'ennesimo caso di mistificazione di cui si è resa autrice parte della stampa locale, la quale, in spregio dei più elementari principi del vivere civile e in violazione del codice deontologico di categoria, ha inteso riportare i fatti processuali plasmandoli a proprio piacimento e diffondendo una ricostruzione tendenziosa, sintomo di scarsa conoscenza delle norme e delle procedure che sottendono al procedimento penale italiano.
In risposta all'errata ricostruzione dei fatti, ci preme rammentare, dunque, come lo scioglimento del Consiglio Comunale di Senise sia intervenuto a distanza di tempo ragguardevole rispetto alla pubblicazione del comunicato stampa incriminato, il quale ultimo in alcun modo ne costituisce antecedente preordinato né presenta alcun collegamento diretto con la caduta dell’Amministrazione, avvenuta attraverso le dimissioni contestuali della metà più uno dei consiglieri.
Si segnala, piuttosto, che diversi sono i fatti e gli atti consumati a danno del Comune di Senise, il quale ad oggi risulta essere oggetto di indagini, scattate lo scorso mese, da parte della Corte dei Conti.
Riguardo la vicenda processuale che ci coinvolge direttamente, faremo valere le nostre ragioni confidando pienamente nell'operato dell'organo giudicante, il quale costituisce l'unico e solo organo legittimato ad accertare la verità dei fatti contestati e a cui unicamente è conferito il potere di emettere sentenza nei confronti dei cittadini.”


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