I comuni dell'entroterra, ricchi di cultura e tradizione sono sistematicamente abbandonati

Contro lo spopolamento abbiamo avuto un importante intervento della Giunta regionale. A sostenerlo il consigliere regionale di Basilicata positiva Piergiorgio Quarto per il quale: "la desertificazione sociale costituisce un problema grave ed annoso per la nostra regione". Se in Italia è allarme declino demografico, per uno 0,2 per cento in meno di popolazione avuto nell'ultimo anno, in Basilicata, siamo a livelli quasi quattro volte superiori, con lo 0,75% in meno, dato preoccupante quasi quanto quello registrato per il Molise, con un calo continuo che, negli ultimi 10 anni, ha trovato eccezione solo nel 2013. Incide sicuramente sui dati il calo delle nascite, ma il problema per metà resta fortemente ancorato al discorso emigrazione, soprattutto dei giovani. Nel 2018 sono andate via 10.707 persone, di cui 8.648 per trasferirsi in un altro comune italiano, 895 per l'estero. "I comuni del nostro entroterra, ricchi di cultura e tradizione – afferma Quarto – sono sistematicamente abbandonati dalla popolazione residente in cerca di collocazione lavorativa in altre realtà lontane.

La situazione venutasi a creare negli ultimi decenni è semplicemente desolante. Prendere atto che territori un tempo fiorenti e ricchi di vita oggi appaiono agli occhi di tutti privi di prospettiva futura e totalmente emarginati da qualsiasi avvenimento sociale degno di rilievo non è affatto positivo". "Pertanto occorre valutare in termini estremamente positivi - continua il consigliere regionale di Basilicata - l'iniziativa della Regione Basilicata che si pone come obiettivo il sostenere l'avvio di nuove attività imprenditoriali extra agricole nelle aree rurali della Basilicata. Parliamo di ben 66 comuni della regione con meno di 2.000 abitanti". L'attuale governo regionale, già nelle linee generali del discorso programmatico del presidente Bardi, ha dimostrato attenzione e sensibilità all'introduzione di interventi mirati che pongano un freno al fenomeno che descritto.
Oggi, un primo intervento si realizza grazie al bando 'sottomisura 6.2 - aiuto all'avviamento di attività non agricole in aree rurali', inserito nel programma di sviluppo rurale 2014/2020, finanziato con 5,6 milioni di euro e che prevede finanziamenti fino a 40.000 euro, con possibilità di avviare attività imprenditoriali in svariati settori dall'artigianato ai trasporti, comprensivo del turismo, di attività commerciali e di servizi alla persona. "Mi sento di poter dire – conclude Quarto - che quello descritto è solo il primo di una serie di interventi propedeutici aventi come obiettivo concreto quello di creare le condizioni affinché le giovani generazioni riescano a realizzare un futuro lavorativo nella propria terra di origine".

 

Silvia Silvestri


0
0
0
s2sdefault

ULTIMI ARTICOLIPIU' LETTITAG POPOLARI

sponsor

Sponsor