Il consigliere regionale di maggioranza difende il presidente: a qualcuno non piace il cambiamento

Tre misure cautelari sono state eseguite a Potenza ieri mattina nell’ambito di un’inchiesta della Procura su un presunto sistema di corruzione che vede coinvolti politici, imprenditori e un finanziere. L’ennesima inchiesta mette nel mirino l’apparato politico amministrativo della Basilicata, la quale, ancora una volta frenata, cede allo sconforto e al dubbio. La fiducia che i cittadini hanno riconosciuto in queste istituzioni sembra traballare, nonostante le indagini siano ancora in corso e molte ipotesi solo presunte. “La Basilicata purtroppo, suo malgrado, è di nuovo al centro della cronaca giudiziaria nazionale. I quotidiani con articoli suffragati da presunti elementi probatori ci riferiscono di una istituzione regionale martoriata ancora una volta da mazzette, soffiate, dossier.” Lo afferma il consigliere regionale di Bp, Piergiorgio Quarto precisando che “premesso che la giustizia deve percorrere il suo normale iter, con le sue procedure e i suoi tempi, diventa comunque opportuno constatare che vittima inconsapevole di queste nefandezze è diventato il presidente della Regione, Bardi.


Parlare di atti di dossieraggio ai danni di un uomo che ha scelto di intraprendere l’esperienza politica per puro spirito di servizio è semplicemente assurdo. Bardi ha cercato di creare le condizioni per un cambiamento radicale e subitaneo nel modo di fare la politica nella nostra regione, nel nostro territorio, per poter venire incontro alle tante e legittime aspettative da troppo tempo disattese del popolo lucano. Siamo al cospetto di una persona, di un uomo da considerare punto di riferimento serio, credibile, con il quale avviare un percorso nuovo, su basi etiche e morali forti e concrete”. “Ebbene – afferma il consigliere - dispiace constatare (e siamo solo all’inizio) che a qualcuno la politica del cambiamento non piace. Porre le basi per gestire le istituzioni con i valori della correttezza e della trasparenza, diventa una soluzione non gradita. Parlare di meritocrazia, di rispetto delle leggi, delle istituzioni diventa sempre per alcuni, una strada da non percorrere, quasi da evitare. No, continua Quarto, non ci siamo. In qualità di rappresentante della società civile prima che politico, adotterò ogni rimedio, utilizzerò ogni strumento per evitare che si ripetano gli errori della cattiva politica del passato. Il popolo lucano il 24 marzo ha deciso di cambiare, di dare fiducia ad una coalizione, quella di centro-destra, che ha come sua guida democraticamente eletta il presidente Bardi. Nessuno può permettersi di contraddire la volontà popolare o di ostacolarla per fini meschini o per puro mercimonio. Ecco perché ho ritenuto doveroso e opportuno rivolgere la mia personale solidarietà, indirizzata all’uomo Bardi e alla sua indiscussa moralità”. “Mi creda - conclude Quarto rivolgendosi al Presidente Bardi - vada avanti senza remore, noi saremo sempre dalla sua parte. Con lei, al suo fianco, a sostenerla e a incoraggiarla in ogni momento, senza dubbi o esitazioni”.

 

Silvia Silvestri


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