rapporto svimez 2019

 

La previsione: nel 2065 ci saranno 163.448 mila lucani in meno. Incremento model del PIL

Il rapporto Svimez 2019 sull’economia del Mezzogiorno sostiene che nel 2018, la Basilicata, ha fatto registrare un incremento del Pil modesto +1 per cento, dopo la forte accelerazione della crescita negli anni scorsi: addirittura +8,9 per cento nel 2015. A veicolare la regione, in particolare, è stata l’industria (+3,8 per cento); l’agricoltura ha fatto un balzo in avanti (+2,2 per cento), mentre le costruzioni si attestano sul +0,7 per cento. Il valore aggiunto dei servizi cala del -0,2 per cento. Il gap occupazionale tra Sud e Nord si allarga ancora. In Basilicata, in 10 anni, dal 2008, i livelli occupazionali sono scesi del -3,6 per cento, a seguire il crollo dei consumi con un calo della nascita indicate nel rapporto a -4,5 per mille. Forte il divario infrastrutturale, con un utilizzo dei fondi europei che fanno della Basilicata una regione con una propria connotazione rispetto alle altre del Sud.


C’è un dato positivo: la regione meridionale che ha recuperato la riduzione del Pil, osservata negli anni della crisi (2008), è la Basilicata (-0.4 per cento). Continua lo spopolamento delle aree interne e “l’eutanasia” dei piccoli borghi con bassi livelli di natalità a cui corrispondono indici molto elevati di invecchiamento della popolazione residente: 6,6 per cento il tasso di natalità a cui fa seguito il tasso di mortalità pari all’11,1 per cento con il dato totale -4,5 di tasso di crescita naturale. Il Mezzogiorno continua a perdere giovani e popolazione attiva. La stima dal 2018 al 2065, prevede per la Basilicata, un passaggio dagli attuali 567.118 mila abitanti ai 403.670 all’inizio del 2065.In pratica nel giro di 47 anni avremo una perdita di ben 163.448 mila abitanti. All’inizio 2018 il saldo migratorio è stato pari a 29.008.
Circostanza gravissima è quella di una “nuova migrazione” meridionale composta di giovani, con elevati livelli di istruzione, molti dei quali non tornano più. Dopo l’Abruzzo è la Basilicata ad avere un dato da attenzionare con una perdita pari al 33,9 per cento a differenza della Campania con una percentuale del 29,1 per cento e la Sardegna pari al 28 per cento. Particolare importante: le regioni del Sud tra le ultime in Europa per tasso di attività e occupazione femminile. Mentre tra il 2008 e il 2018 l’occupazione femminile è cresciuta significativamente in Europa, con il 63,3 per cento, +6,3 per cento, pari al +0,6% in media all’anno, l’Italia registra una percentuale molto inferiore in particolare le regioni del Sud viaggiano tutte nelle ultime posizioni con Basilicata, Puglia, Calabria, Campania e Sicilia con valori del tasso di occupazione intorno al 30-35%, di oltre 30 punti inferiori alla media europea. Per completare un appunto sul reddito di cittadinanza. Dice il rapporto: “il Reddito di Cittadinanza è una misura “nazionale” di contrasto alla povertà, le politiche per il Mezzogiorno, soprattutto dopo la crisi, dovrebbero passare attraverso una ridefinizione delle politiche di welfare e sul tema dei “diritti di cittadinanza”. Per dire: al Sud servono investimenti e politiche su diritti di cittadinanza. In Basilicata per il reddito di cittadinanza sono state coinvolte oltre 22 mila persone, 15.413 mila le domande presentate, 10.0712 i nuclei che hanno beneficiato del contributo ricevendo in media oltre 433 euro.

 

Oreste Roberto Lanza


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