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Un assurdo paradosso è avvenuto sotto gli occhi di tutti

Due giorni drammatici per Matera e Venezia. Il maltempo ha colpito i così detti due "gioielli d'Italia": i Sassi della capitale Europea della Cultura e la basilica di San Marco. Un assurdo paradosso è avvenuto sotto gli occhi di tutti. Le immagini sui social dei cittadini ci hanno mostrano in queste ore come le strade possono diventare in poche ore fiumi in piena e le piazze trasformarsi in laghi. Nel capoluogo della Basilicata neanche la solida impalcatura architettonica che da 9.000 anni preserva gli antichi rioni ha frenato la scorsa notte l'acqua che la scorsa notte, senza pietà, ha divelto parte della pavimentazione del centro storico, danneggiando abitazioni e numerosi locali per le vie cittadine. A Venezia L'acqua alta già alle 22:50 della scorsa notte ha raggiunto quota 187 centimetri. La basilica di San Marco è stata invasa da mezzo metro d'acqua. Stando a quanto documentato dalla procuratoria di San marco, l'allagamento di ieri ha solo cinque precedenti in tutta la storia della basilica. Il sistema di paratie per proteggere Venezia dall'acqua alta, pensato negli anni 80, iniziato nel 2003 e che doveva essere pronto ben tre anni fa, non ha potuto frenare gli eventi.

L'inefficienza viene pagata a caro prezzo, non solo l'allagamento di uno dei più importanti capolavori del nostro Paese, ma anche ben due morti. Emerge da questo triste parallelismo ancora una volta la fragilità dei nostri territori, impreparati ai mutamenti climatici e poco curati da chi dovrebbe custodirli prevedendo quanto più possibile gli enormi danni che oggi si piangono. Nessuna misure di prevenzione reale è stata messa in atto per tempo in due città simbolo della nostra Italia. Nella città dei Sassi, per fortuna e buon senso non ci sono stati morti ma un patrimonio inestimabile è stato comunque danneggiato. Quest'ultima per secoli è sopravvissuta in equilibrio con il territorio: i materani distribuivano perfettamente l'acqua da una dozzina di fonti e la facevano bastare per tutti e tutto, grazie ad opere idrauliche di canalizzazione che direzionavano anche le acque più violente e che evitavano così l'erosione selvaggia e il dissesto, senza sprecare una preziosa risorsa. Oggi Matera è cambiata, mutata dal tempo e dall'uomo, ed oggi è meno capace di avere un'adeguata manutenzione dei luoghi che vive e di progettare opere durature e strategiche come quelle di un tempo. Non basta offrire ai turisti gli splendidi luoghi di cui si compone e che si ammirano a prescindere "dai moderni vestiti che indossa", se poi si elude la cultura del territorio e del rischio. Le strade rattoppate non hanno resistito ai fiumi di fango, come le chianche in alcuni punti solo posate sulla sabbia nel centro storico, non hanno retto alla violenza della pioggia incessante. Disastro e disagio annunciato si sente ancora dire dai commercianti. "Matera ed il suo centro storico – afferma Quarto Presidente della terza Commissione consiliare regionale alle attività produttive Territorio e Ambiente - sono state messe a soqquadro, numerosi gli esercizi commerciali, soprattutto ristoranti, devastati nella struttura che difficilmente riusciranno a riprendere l'attività a pieno regime in un breve lasso di tempo. Diventa indispensabile, allo stato dei fatti, non assistere inermi alla situazione e richiedere interventi importanti e significativi al Governo, non dimenticando, inoltre, l'opportuno sostegno della stessa Unione europea. Il commercio e l'artigianato sono attualmente nella Città dei sassi, grazie agli enormi flussi giornalieri di turisti diventati dei settori nevralgici, fondamentali per lo sviluppo dell'economia cittadina. Pertanto, proprio in questo particolare momento della storia della città, osservata dall'opinione pubblica mondiale, non devono subire alcuna battuta d'arresto o, ancor peggio, disfunzioni operative nei servizi resi ai turisti. La situazione necessita di interventi mirati, negozi, bar, ristoranti, botteghe, ma tutti gli esercizi commerciali devono riaprire subito. Anche con l'ausilio dell'organismo consiliare da me presieduto - conclude Quarto - mi adopererò affinchè lo stesso Consiglio regionale richieda investimenti adeguati al Ministero delle Attività produttive tali da garantire risorse vitali ai settori economici colpiti dal sinistro".

 

Silvia Silvestri


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