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 I numeri della rianimazione e le strategie di prevenzione messe in campo

Care amiche e cari amici

Viviamo giorni difficili. È inutile nascondercelo.
Chiusi in casa - limitati nei nostri movimenti, bombardati su tutte le reti e su tutti i mezzi di comunicazione con un continuo di notizie su questo male sconosciuto - iniziamo a sentirci impotenti.
È un sentimento che capisco e comprendo.
Ma che non deve prendere il sopravvento in ognuno di noi.
Anche perché la realtà non è questa.
Il momento più buio della notte è quello che anticipa l’alba.
Ed è per questo che voglio fornirvi una relazione puntuale di quanto abbiamo fatto, stiamo facendo e faremo - per ricreare quelle condizioni di vita a cui eravamo abituati prima che questo male invisibile entrasse nelle nostre vite.
Innanzitutto, vi voglio dire quanto abbiamo messo in campo dal punto di vista del sistema sanitario regionale.
Abbiamo due capi saldi - gli ospedali di Potenza e Matera – attrezzati per ricevere in unità specifiche eventuali malati di Coronavirus.

Un altro lo abbiamo pensato a Venosa - destinato esclusivamente ai malati di Covid-19.
Stiamo valutando in queste ore la possibilità di un ulteriore nosocomio a sud della nostra regione.
E per tranquillizzarvi vi voglio dare i dati - che per altro conosce bene l’unità di crisi - dove sono presenti tutti - di quanto abbiamo messo in campo sulle unità di terapia intensiva in Basilicata.
Per Potenza abbiamo 26 postazioni mentre per Matera 22, 8 a Policoro, 4 a Lagonegro, 4 a Melfi e 4 in Val d’Agri.
Abbiamo intenzione poi, in via prudenziale, di aumentare le postazioni - fino ad un massimo di 105 - equamente distribuite tra gli ospedali di Potenza e Matera.
Questo perché in queste due strutture c’è il maggior numero di medici specializzati e quindi una maggiore possibilità di cura.
Per far funzionare al meglio queste strutture c’è bisogno però di operatori sanitari.
Già nei giorni scorsi e in queste ore le aziende sanitarie e gli ospedali hanno aperto dei bandi per medici specialisti e medici generici ed infermieri.
E se a Potenza c’è stata una timida risposta - a Matera ha risposto solo una specializzanda.
Mi appello a voi, laureati in medicina.
Questa battaglia la vinciamo noi stando a casa ma con il vostro indispensabile aiuto.
È necessaria la vostra presenza in corsia e quindi il mio appello è rivolto a quanti ne hanno le capacità professionali di rispondere all’invito che arriva dagli ospedali.
Sempre dal punto di vista della prevenzione e della cura abbiamo istituito 6 unità Covid a Potenza e 4 a Matera.
Completamente equipaggiate.
Serviranno a curare presso le proprie abitazioni i pazienti risultati affetti da Covid-19 su indicazione dei medici di base.
In questi giorni di emergenza abbiamo passato intere giornate a reperire sui mercati secondari i dispositivi di protezione individuale.
Perché è bene dirlo con chiarezza ci abbiamo pensato noi con le nostre forze.
E un grazie particolare va a quanti hanno contribuito sul conto corrente della regione dedicato a combattere il Covid-19.
Dai singoli cittadini agli artigiani ai professionisti alle piccole medie e grandi imprese la società lucana ha contribuito in tutte le sue forme. Anche politiche.
Un gesto di generosità che vi fa onore.
Anche questi soldi serviranno a rendere più sicuri i nostri operatori sanitari per i quali abbiamo acquistato quanto loro occorre e possono, come gli è stato riferito, recuperare quanto seve presso le strutture della sanità pubblica.
Come pure abbiamo messo loro a disposizione i test rapidi.
In queste ore anche un colpo di tosse da adito a preoccupazione.
Ed è normale che una popolazione già stressata dalla lunga permanenza in casa e preoccupata dal perdurare dell’emergenza Covid possa dare a qualsiasi sintomo le più varie interpretazioni.
Per questo ci dobbiamo affidare con fiducia al nostro medico curante, è lui che ci conosce e conosce bene il nostro quadro clinico e che dovrà decidere cosa fare.
Io ho fiducia nei medici di famiglia lucani che sono nelle condizioni, in sicurezza, di fare bene il loro lavoro.
Se ci sono stati così come denunciato casi di mala sanità ho dato disposizione di una immediata indagine interna per verificare quanto accaduto.
Ed è per questo che non voglio anticipare nessuna conclusione.
Infine, in queste ore arriva la richiesta dall’Anci della nomina di un commissario per l’emergenza Covid.
Voglio essere chiaro, con l’Anci ho un colloquio quotidiano e costante e più ancora ce l’ho con i sindaci con i quali mi sento quotidianamente per il mio tramite o per quello dei mei collaboratori.
Il commissario per l’emergenza Covid già c’è ed è il Presidente della Giunta Regionale - il quale ha costituito una task force della quale fanno parte i direttori degli ospedali - insieme a quelli delle aziende sanitarie e al direttore generale della sanità.
È mia intenzione in queste ore dar vita ad un nuovo comitato scientifico che ci aiuterà a meglio delineare le strategie per combattere il coronavirus.
Ma come ho avuto già altre volte modo di dirvi, chi governa ha l’obbligo della verità e vi devo dire che fino ad ora, al netto del teatrino della politica che non mi appassiona, il modello Basilicata ha retto molto bene.
Grazie al vostro senso di responsabilità siamo insieme con il Molise tra le ultime regioni italiane per numero di contagi rispetto alla popolazione residente.
Mentre siamo tra le prime per numero di tamponi effettuati in percentuale alla popolazione residente.
E come ho avuto già modo di dirvi non solo stiamo combattendo sul fronte sanitario ma stiamo pensando anche a quanti si trovano in uno stato di disagio.
La misura che abbiamo adottato nei giorni scorsi a favore di quanti non beneficiano di nessun tipo di assistenza serve proprio a dare risposte a chi si trova in uno stato di disagio concreto.
Misura che non solo è stata copiata da altre regioni italiane ma che ha costretto anche il governo nazionale ad intervenire.
Mentre nelle prossime ore studieremo una misura apposita per le partite IVA.
Detto questo vi devo dire con altrettanta franchezza che un ulteriore periodo di restrizione in casa ci attende.
Però come vedete i nostri sacrifici sono premiati dal basso numero di contagi che si registrano.
È presto per dire che la battaglia contro il virus è vinta qui in Basilicata però devo dirvi che siamo sulla buona strada.
Io sono fiducioso perché conosco la mia gente, perché so come sono fatti i lucani.
Coraggio, insieme ce la faremo.


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