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Un taglio che va oltre il 50% e che riguarda 4 deputati e 3 senatori

Avviato l’iter legislativo per ridisegnare i nuovi collegi elettorali dopo il via libera della riforma costituzionale sul taglio dei parlamentari. Il Consiglio dei Ministri dello scorso 24 novembre, in base alla delega contenuta nell’articolo 3 della legge 27 maggio 2019, numero 51, ha adottato lo schema di decreto legislativo recante “Determinazione dei collegi elettorali uninominali e plurinominali per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, a norma dell’articolo 3 della legge 27 maggio 2019, n. 51” ora passato all’esame delle Commissioni parlamentari competenti: Atto Governo numero 225 della prima Commissione Affari Costituzionali della Camera e prima Commissione Affari Costituzionali del Senato.

Il provvedimento normativo introduce nuove norme per la determinazione dei collegi uninominali e plurinominali per le elezioni di Camera e Senato in conseguenza dell’entrata in vigore della legge costituzionale 19 ottobre 2020, n. 1, che ha modificato gli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione, riducendo da 630 a 400 il numero dei Deputati e da 315 a 200 il numero dei Senatori da eleggere a partire dalla prossima legislatura. Nello specifico la Basilicata si vedrà dimezzato il numero dei rappresentanti al parlamento nazionale.

Rispetto ai 13 parlamentari eletti alle scorse elezioni politiche, sette senatori (Saverio De Bonis, Vito Petrocelli, Agnese Gallicchio, Arnaldo Lomuti, Giuseppe Moles, Pasquale Pepe e Salvatore Margiotta) e 6 deputati, (Salvatore Caiata, Gianluca Rospi, Mirella Liuzzi, Luciano Cillis, Vito De Filippo e Michele Casino), il nuovo provvedimento prevede 4 deputati e 3 senatori per un totale effettivo di ben 7 rappresentanti lucani all’assise nazionale. Una riduzione drastica che va oltre il cinquanta per cento al pari dell’Umbria. Un passaggio formale che fa seguito il referendum dello scorso settembre dove la Basilicata con le sue seicento ottantadue sezioni votò per il Si alla riforma con il 75,84 per cento lasciando al No il solo 24,16 per cento.

Oreste Roberto Lanza


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