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Scattone: “Non sono contro l'eolico, ma è sotto gli occhi di tutti l'eccesso di pale nella nostra regione”

Il capoverso nella parte conclusiva della sentenza (P.Q.M- per questi motivi) recita: “il Tribunale Amministrativo Regionale per la Basilicata, sezione prima, respinge il ricorso in epigrafe. Condanna al pagamento, in favore del Comune di Acerenza, delle spese di giudizio”.Sentenza, emessa in camera di consiglio dal Tribunale Amministrativo Regionale lo scorso 18 novembre per dirimere la questione sollevate da ben 6 aziende, operanti nel settore dell’eolico, che chiedevano al comune di Acerenza, comune in provincia di Potenza, l’istallazionedi pale di potenza inferiorea 1Mw l’una.La vicenda risale al 2010quando le società presentano allo Sportello unico per le attività produttive associato (Suap) della Comunità Montana Alto Bradano, la denuncia di inizio attività (Dia), per «l’installazione di un impianto minieolico con potenza non superiore ad 1 MW sul terreno. Il responsabile dell’Ufficio Suap, autorizza le Dia, mentre il Comune di Acerenza solleva dubbi.

Nel 2011 il responsabile dell’area tecnica del comune di Acerenza, con provvedimento protocollato con il numero 2045 del 26.4.2011 (notificato il 5.5.2011) esercita il controllo inibitorio,in quanto alle domande non venivano allegate lo studio di impatto ambientale per il corretto insediamento degli impianti eolici sul territorio regionale approvato dalla Giunta regionale il 13 dicembre del 2004. Dopo quattro anni, 2015, tutte le società interessate tornarono alla carica rinnovando le richieste all’unione dei Comuni Alto Bradano ed al Comune di Acerenza, dellaprosecuzione della denuncia di inizio attività (Dia) del 2010. Nuovo alt dell’area tecnica del comune indicando che l’efficaciadella Dia di cinque anni prima,era “subordinata alla validitàamministrativa” dei necessari provvedimentinon erano dellaComunità Montana. Un'ulteriore puntata nel 2016, con ennesimo diniego del comune che respinge gli ulteriori atti depositati (la Dia del 2010 veniva ritenuta decaduta o inefficaceanche perché i lavoridi realizzazione dell’impiantomini eolico non erano ancorainiziati come accertato dai vigili urbani). Poi il ricorso presso l’organo amministrativo regionale con la richiesta di un risarcimento di oltre due milioni di euro a titolo di danno emergente e due milioni e settecento quaranta milioni per il mancato guadagno per un totale di oltre 10 milioni di euro.

Grande soddisfazione per il risultato ottenuto da parte del Sindaco di Acerenza Fernando Scattone che ha evitato un esborso da sogno. “Piena soddisfazione, precisa Fernando Scattone,sindaco di Acerenza, raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione -pur di fronte ad una richiesta risarcitoria di ben 18 milioni di euro non è indietreggiata di un solo passo pretendendodal T.A.R di Basilicata il respingimento di tutti i motivi di ricorso, della richiesta di risarcimento danni, ottenendo altresì anche la condanna parziale delle ricorrenti alle spese legali sostenute”. Spese di giudizio quantificate dall’organo amministrativo regionale quantificate in oltre duemila e cinquecento euro a testa oltre Iva. Resta in ogni caso il problema nella sua interezza. Un territorio, quello Lucano, composto da vallate e crinali collinari e montani sottoposte all'assalto di interessi privati e non solo. Come se ne esce visto che da più parti si sostiene un vantaggio economico rispetto al petrolio.” Non sono e mai sarò contro l'eolico – conclude Fernando Scattone - e l'energia pulita ma è sotto gli occhi di tutti lo scempio e l'eccesso di pale nella nostra regione e soprattutto nell'Alto Bradano”.

 

Oreste Roberto Lanza


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