La diciottesima tappa vede in maglia rosa ancora Richard Carapaz

Il corridore bresciano Damiano Cima (Nippo – Vini Fantini – Faizané) ha vinto, dopo una lunghissima fuga a tre nella frazione partita da Valdaora e chiusa a Santa Maria di Sala, la diciottesima tappa del centoduesimo Giro d’Italia. La diciottesima ritrova il sole ma, nel contempo, annota la notizia del ritiro di Valerio Conti della UAE Emirates, protagonista assoluto nella prima parte del Giro e in maglia rosa per 6 giorni. Un ritiro dovuto a causa di una cisti che gli impedisce di pedalare. La fuga di giornata dopo 47 chilometri dalla partenza, dopo il passaggio a Cortina con i "soliti" Damiano Cima, Mirco Maestriecon il tedesco Nico Denz, compagno di Pascal Ackermann nella AG2R. Una frazione che attraversa la storia del paese: il fiume Piave, ma pure il centro di Longarone, devastato dal disastro del Vajont nel 1963. Il terzetto che superare un varco di montagna al Gran premio della montagna di Pieve d'Alpago, l'unico della frazione, di quarta Categoria, con un vantaggio di circa 6 minuti sugli inseguitori e sul leader Richard Carapaz, rallentati da un forte vento e dalla pioggia all'altezza del Lago di Santa Croce, nel Bellunese. Con il miglioramento del tempo, a meno di 50 chilometri dall’arrivo, i fuggitivi transitano sul traguardo volante di Conegliano con 3 minuti di vantaggio sul gruppo. Fuggitivi che resistono al ritorno del gruppo e a 300 metri dall'arrivo Cima trova le energie per l'allungo finale su Ackermann (ancora maglia ciclamino) lanciandosi verso la realizzazione di un sogno. Vince Cima in 4 ore 56 minuti e 4secondi. Secondo e terzo posto Pascal Ackerman (Bora – Hangrohe) e Simone Consonni (UAE Team Emirates). Ancora in maglia rosa Richard Carapaz, con un vantaggio di 1 minuto 54" su Vincenzo Nibalie 2 minuti e 16 secondi su Primoz Roglic in vista dei due tapponi di venerdì e sabato e della crono finale di Verona, domenica.

Oreste Roberto Lanza


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