Carapaz conserva 1’54” su Vincenzo Nibali: un gap incolmabile in soli 17 km

Richard Carapaz vince il Giro d’Italia 2019. L’ecuadoregno non ha sofferto durante la ventesima tappa (l’ultima di montagna) riuscendo a conservare un1minuto e 54secondi di vantaggio su Vincenzo Nibali. Manca soltanto la cronometro conclusiva di Verona di appena 17 chilometri ma il dato e tratto: L’alfiere della Movistar è pronto per festeggiare mentre lo Squalo si dovrà accontentare del secondo posto. Il siciliano ha un margine abbastanza confortante su Primoz Roglic e Mikel Landa che domani lotteranno per il terzo gradino del podio. Nella frazione di giornata arriva al traguardo per primo lo spagnolo dell'Astana, Pello Bilbao,che conquista la penultima frazione del Giro. Secondo Landa, quinto un grande Nibali. Frazione difficile e impegnativa quella odierna FeltreCroce d'Aune-monte Avena di ben 194 chilometri. Si comincia, dopo otto chilometri, subito a salire: Cima Campo, lunghissima, di ben 18 chilometri, con pendenze però incostanti. Discesa subito verso il Passo Manghen: sono circa 19 chilometri con pendenza media del 7,6 per cento, ma un tratto finale, circa 6 chilometri, mai sotto il 10per cento con punte anche al 15. Poi una discesa lunga, spazio per il rifornimento e poi a Predazzo si approccia il Passo Rolle: 20 chilometri al 5per cento, ma intervallati da un tratto in falsopiano a metà. Discesa interminabile dopo lo scollinamento e si sale verso Croce d’Aune, da affrontare due volte: la prima scalata è di 11,1 chilometri al 5.5%, con praticamente un paio di chilometri di pianura subito dopo l’inizio. Una discesa breve per risalire verso l’arrivo: sette chilometri al 7.3 per cento di pendenza costante e punte anche all’11per cento. Una tappa che ha visto Vincenzo Nibali tentarle tutte in maniera eroica. Ha provato ad attaccare a più riprese dopo essere andato in crisi sul Menghen (Cima Coppi 2019, vinta da Fausto Masnada). Per lo Squalo c'è la consolazione di aver guadagnato 51'' su Primoz Roglic, che si trova fuori dal podio a una tappa dalla fine della Corsa Rosa. Il giro si conclude domani nell’area di Verona, con un percorso cittadino di ben 17 chilometri. Ma è solo per fare passerella. Un brutto episodio nel finale, va annotato. Miguel Angel Lopez ha letteralmente preso a schiaffi un tifoso, reo di averlo fatto cadere a pochi chilometri dal traguardo. Circostanza da segnalare all’organizzazione che come per gli altri anni, anche per il giro 2019 ha peccato nella gestione delle 21 gare. Un dato importante: da questo giro pare uscito fuori un nuovo e vero corridore italiano. Si chiama Giulio Ciccone della Trek – Segafredo, maglia azzurra e leader del gran premi di montagna.Professionista dal 2016, caratteristiche di scalatore. È il quarto più giovane corridore di sempre a vincere una tappa al Giro d'Italia, dopo Fausto Coppi. Il 28 maggio 2019 vince la sedicesima frazione del Giro d'Italia 2019, tappa di alta montagna con partenza da Lovere e arrivo a Ponte di Legno, dopo essere transitato per primo sul Passo del Mortirolo. In Classifica generale è tra i primi venti insieme al lucano Domenico Pozzovivo che anche quest’anno ha dimostrato di essere un grande scalatore e un ottimo gregario.

Classifica generale:

  1. Richard Carapaz (Ecuador)
  2. Vincenzo Nibali (Italia) a 1’54”
  3. Mikel Landa (Spagna) a 2’53”
  4. Primoz Roglic (Slovenia) a 3’06”

Oreste Roberto Lanza


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