Haga vince la crono. 102esimo giro ricco di storia raccontata in 3578 chilometri

È finito a Verona, all’interno dell’arena, la 102esima edizione del giro d’Italia. Meglio, come qualcuno ha precisato di mezza Italia. La ventunesima frazione è stata vinta dallo statunitense Chad Haga in 22minuti e 07 secondi, a oltre 46 km/h di media. Davantii belgi e compagni di squadra Victor Campenaerts e Thomas De Gendt. L’ecuadoriano Richard Carapaz, difendendo il suo vantaggio nella crono finale e mantenendo 1 minuto e 05 secondi su Vincenzo Nibali, ha portato a casa la sua maglia rosa. Primo ecuadoriano, secondo sudamericano a vincere il Giro d’Italia dopo Nairo Quintana nel 2014, entrambi nella Movistar. 11esimo podio finale per Vincenzo Nibali in un grande giro, proprio come Chris Froome. Solo Jacques Anquetil, Felice Gimondi, Eddy Merckx e Bernard Hinault ne hanno di più. È il suo sesto podio al Giro d’Italia, in coppia con Alfredo Binda, Giovanni Brunero, Anquetil e Francesco Moser. Solo Gimondi, Gino Bartali, Fausto Coppi e Gilberto Simoni ne hanno di più. Terzo gradino del podio per Primoz Roglic. Primo sloveno a centrare il podio finale di un grande giro. Il suo miglior posto precedente era quarto al Tour de France 2018.Il podio odierno a spese di Mikel Landa. L’americano Chad Haga ha vinto la cronometro di chiusura a Verona davanti ai belgi e compagni di squadra Victor Campenaerts e Thomas De Gendt. Prestazione da incorniciare per il gregario lucano Domenico Pozzovivo che dopo una partenza di giro non proprio brillante nelle fasi finali del giro è riuscito a recuperare molte posizioni nella classifica generale finendo il suo giro tra i primi venti corridori. Sopra di lui soltanto due italiani Formolo e Ciccone, la scoperta del giro 2019.È stato un bel giro, ricco di difficoltà, imprevisti, qualche caduta, soprattutto è stato un appuntamento ricco di significati con un percorso pieno di simboli più o meno nascosti. Tappe ricche di storia.C’è stata la tappa per il 500° anniversario di Leonardo, la partenza da Bologna che fu anche sede della prima tappa in assoluto del Giro d’Italia quel 13 maggio 1909 in cui tutto ebbe inizio. C’è stata la Cuneo-Pinerolo, anche se in versione ridotta, a commemorare i 100 anni di Fausto Coppi e i 70 anni della sua impresa al Giro del 1949, anno in cui per la prima volta nella storia del ciclismo il Campionissimo portò a termine la doppietta Giro-Tour. Poi l’arrivo a Verona dopo l’abbandono del Vigorelli, lo storico velodromo milanese. Una storia arricchita da tanti protagonisti Primo Roglic, Mikel Landa, Miguel Angel Lopez, Simon Yates, Richard Carapaz Vincenzo Nibali,. Assenti Chris Froome né Egan Bernal, infortunatosi pochi giorni fa in allenamento. Grande è stata la sfida fra i velocisti. Una grande attenzione vi è stata per il ritorno di Fernando Gaviria, già vincitore di quattro tappe e della maglia ciclamino nel 2017.Un’edizione vissuta in 21 tappe e ben 3578 chilometri con tre cronometro, cinque arrivi in salita e due giorni di riposo. Ora si attenda la prossima edizione, quella del 2020 che dovrebbe interessare tutta la penisola.

Oreste Roberto Lanza


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