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Verso i Mondiali Antirazzisti al Sud. Stefano Cervone: lo sport aiuta l’integrazione

La giornata di ieri 30 giugno, ha rappresentato un’altra tappa di avvicinamento ai Mondiali Antirazzisti al Sud in programma dal 5 al 7 luglio a Riace, il comune calabrese divenuto simbolo dell’accoglienza verso gli immigrati.
L’evento sportivo, che rappresenta l’ultimo appuntamento del progetto “Aspettando Riace”, si è tenuto presso l’Oratorio Sant’Antonio da Padova di Nova Siri ed è stato organizzato dall’UISP (Unione Italiana Sport per Tutti), nell’ambito dell’Almanacco nazionale delle iniziative antirazziste che l’associazione sta promuovendo in tutta Italia sul tema dello sport e dell’integrazione.
In collaborazione con la UIPS ha organizzato l’evento la cooperativa Medihospes che dal 2017 collabora attivamente con l’associazione sportiva materana

in diversi eventi volti a favorire l’integrazione multirazziale e a favorire una cultura dell’accoglienza che aiuti a superare le barriere che ancora oggi impediscono un dialogo costruttivo e la divulgazione di valori inclusivi.
“Diversi sono i progetti seguiti -commenta in una nota il coordinatore del centro Sprar di Nova siri Stefano Cervone-. Sono molto soddisfatto del lavoro d'équipe e di come si portano avanti questi progetti di sport che non sono attività di integrazione e di inclusione. I ragazzi –continua Cervone- si dimostrano molto felici quando entrano in campo, in quanto il calcio per loro è un momento di condivisione, relazione e socializzazione. L’aspetto positivo di questi tornei sta nel fatto che i ragazzi hanno modo di incontrarsi con altre realtà e con altri centri di accoglienza, in modo da poter condividere questi momenti di integrazione.”
Lo sport, dunque, si rivela una potente arma contro il razzismo e contro i luoghi comuni che impediscono una sana e corretta azione di integrazione e di arricchimento reciproco, tanto che nell’evento di Nova siri sono scese in campo anche due ragazze per dare un calcio ai pregiudizi e dimostrare che lo sport, ma in particolare il calcio, è capace di abbattere qualunque barriera.

 

Francesco Addolorato


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