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Petraglia: combatteremo fino alla fine, per far cessare questa ingiustizia

Respinto dal Tribunale amministrativo regionale del Lazio il ricorso presentato anche dal Grumentum Val D’Agri.A poche ore dalla discussione è arrivato il provvedimento dei giudici amministrativi che hanno respinto di fattole richieste anche del club del presidente Antonio Petraglia. Nel provvedimento i giudici amministrativi sottolineano “Il sindacato del giudice amministrativo deve limitarsi al riscontro dei vizi di manifesta illogicità/irragionevolezza, non ravvisabili nella decisione della Figc per quanto osservato dal Collegio di Garanzia.

I profili di irragionevolezza e sproporzionalità denunciati nei ricorsi, per i giudici si basano su una interpretazione del concetto di merito sportivo, che, pur comprensibile, è comunque espressione di un interesse di parte e come tale non idonea, in assenza di indici di manifesta illogicità e contraddittorietà, a sostituirsi alle valutazioni svolte dagli organi sportivi federali ai quali l’ordinamento affida il compito di regolare il regolare svolgimento dei campionati di calcio nel territorio nazionale”. Motivazioni legate all’autonomia dell’ordinamento sportivo e della insindacabilità delle decisioni assunte sulla base di una delega attribuita dal governo.

 

Non si è fatto attendere il pensiero dell’avvocato Antonio Petraglia, Presidente del Grumentum Val d’Agri: “Combatteremo, fino alla fine, con lealtà e trasparenza e con i legittimi strumenti che la legge ci offre, per far cessare questa ingiustizia”. Una retrocessione per la squadra del presidente Petraglia difficile da digerire: “eravamo a parità di punti con altri team ed avevamo maturato il diritto ai play out, mancavano ancora 8 partite da giocare, la beffa di un difficile ripescaggio grazie anche al cambio regole in corsa tutto questo diventa per tutti difficile da capire”. Intanto per mercoledì 5 agosto la Covisoc deciderà, definitivamente, sull’integrazione della documentazione depositata dal Grumentum Val d’Agri senza escludere altri passaggio giudiziale.

 

Oreste Roberto Lanza


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