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Mat White: “basta davvero poco per riuscire a contare su effetti benefici visibili”

Che la vicinanza ad aree verdi o al mare abbia effetti positivi per la salute è un fatto noto, ma uno studio britannico evidenziato in queste ore è il primo a chiarire, con dati e prove, dopo quanto tempo di contatto diretto con parchi, fiumi, spiagge, montagne, foreste e colline questi effetti diventino visibili. Quando si parla di evidenza scientifica è importante sottolineare la base del campione d’indagine. In questo caso lo studio ha elaborato dati provenienti da quasi ventimila persone in Gran Bretagna. La prima e importante evidenza è che non importa se il tempo totale dedicato, ovvero i 120 minuti, sono stati accumulati in un’unica scampagnata oppure in più momenti. Il tempo dedicato vale per tutti: donne, uomini, giovani e anziani. I risultati della ricerca inglese, la Monitor of Engagement with the Natural Environment (MENE)ha evidenziato che due ore di immersione settimanale nella natura sono un toccasana per il benessere psicofisico e la qualità della vita, a prescindere da come si passi questo tempo. Come rilevato da Mat White, psicologo ambientale, docente della University of Exeter Medical School e coordinatore della ricerca, basta davvero poco per riuscire a contare su effetti benefici rilevanti. La maggior parte delle visite in natura rilevate dallo studio si è svolta a un paio di chilometri da casa. Quindi, è più che sufficiente stare in un parco urbano, e farlo anche per una mezz’oretta, più volte la settimana per centrare gli obiettivi salutari.

Anzi, proprio riguardo al contesto cittadino, è ormai assodato che vivere in aree urbane più verdi comporti minori probabilità di insorgenza di malattie cardiovascolari, diabete, attacchi di asma, disagi psicologici tra gli adulti e minori rischi di obesità e di miopia nei bambini. I partecipanti della ricerca hanno raccontato le loro attività nella precedente settimana e riferito il loro stato di salute e soddisfazione personale tramite degli indicatori di benessere, tra coloro che nei sette giorni precedenti non avevano trascorso tempo nella natura o ne avevano trascorso poco, un quarto ha riportato problemi di salute, e la metà uno stato di insoddisfazione. Al contrario, solo un settimo delle persone che aveva trascorso almeno due ore nella natura ha lamentato problemi di salute e solo un terzo si è detto poco soddisfatto. Il fatto più sorprendente - secondo gli autori dello studio –è che i benefici valgono per qualunque tipo di persona: giovani e meno giovani, più o meno abbienti, abitanti delle campagne e delle città, tipi sportivi o semplici "contemplatori" di alberi e fiori. Gli effetti positivi sono stati riportati anche da chi, per motivi di salute, poteva solo stare seduto a godere della pace e della bellezza, senza praticare attività fisica. Non importa dove si trascorrano questi 120 minuti, né che siano continuativi: il contatto diretto con la natura fa bene sia diluito a piccole dosi, sia concentrato in lunghe sessioni una o due volte a settimana.

Superare la soglia delle due ore non comporta benefici aggiuntivi oltre quelli trovati ma tanti riportano che può essere comunque divertente e piacevole. I motivi di questa iniezione di benessere non sono chiari: i ricercatori hanno provato a verificare se si debba a un aumento dell'attività fisica, ma i risultati non sono stati convincenti: sembra che il guadagno ci sia anche per chi non raggiunge la soglia consigliata di 150 minuti settimanali di esercizio. Per qualche ragione, è la natura, l'elemento discriminante: si ipotizza per l'azione distensiva che ha sull'umore, soprattutto se alla presenza di verde si uniscono quiete, elevata biodiversità e luoghi di interesse da contemplare. Del resto - ricordano gli autori dello studio - da tempo si sostiene che la pratica giapponese dello shinrin-yoku - letteralmente "bagno nella foresta" -garantisca vari benefici psicofisici tra cui il miglioramento dell'umore, la riduzione dello stress e della frequenza cardiaca e il potenziamento del sistema immunitario, anche se svolta in modo puramente contemplativo.

 

Silvia Silvestri