Le aziende tornano a lavorare a pieno regime e la domanda di energia torna a salire

I primi giorni di ottobre si saprà con certezza a quanto ammonterà l’aumento di gas e luce per tutti gli italiani. Il Ministro Cingolani ha già anticipato che i rincari della bolletta potrebbero arrivare per ogni famiglia a 100 euro all’anno per la luce e addirittura 400 euro per il gas. L’allarme lanciato qualche giorno dal Ministro crea sconcerto soprattutto in un momento così delicato per migliaia di famiglie ed imprese già angosciatedalla pandemia in corso. I rincari dell’energia avranno un contraccolpo davvero punitivo nel momento in cui saranno aggiornati contratti e tariffe.

La colpa questa volta non è dell’additato petrolio: bisogna guardare come si è spostato l’asse del settore energetico e in particolare le speculazioni internazionali sul metano e sulle emissioni Ets di anidride carbonica, il gas accusato di scaldare il clima.Il rincaro del gas è legato ad una ragione semplice. Mentre la pandemia è sotto controllo almeno nei paesi più ricchi, l’economia mondiale si riprende alla grande. Le aziende tornano a lavorare a pieno regime e la domanda di energia torna a salire di conseguenza il costo del gas, fonte principale dell’elettricità, aumenta.

Poi c’è l’altro elemento, l’aumento del prezzo della CO2. Le aziende che producono anidride carbonica (il principale gas serra), fra le quali quelle energetiche, nella Ue devono pagare per questo, comprando quote di emissioni nel sistema europeo Ets, il prezzo di queste quote viene aumentato gradualmente, per spingere le aziende a decarbonizzare e il risultatoè un aumento dei costi di produzione, e quindi delle tariffe in bolletta. Conoscere le cause non tranquillizza. Se da una parte il Governo studia provvedimenti più strutturali, ovvero in che modo alleggerire gli oneri di sistema, sfoltendo l’insieme delle voci che gravano sulla bolletta (bonus elettrico, copertura delle agevolazioni per le imprese a forte consumo, incentivi alle rinnovabili, costi per lo smantellamento delle centrali nucleari, agevolazioni tariffarie per il sistema ferroviario), ed allo stesso tempo, trasferendo sotto la fiscalità generale gli oneri a favore delle energie rinnovabili e tagliando tutti quei balzelli caricati sulle bollette di luce e gas perché “relativi ad attività di interesse generale per il sistema elettrico”; dall’altra parte la questione si solleva anche in Regione. Infatti considerato il ruolo strategico ricoperto dalla Basilicata nell’ambito dell’approvvigionamento delle risorse energetiche nazionali, si aspettano iniziative importanti a tutela del consumatore, in accordo con il Governo nazionale, perlomeno per smussare i danni economici per le famiglie Lucane.

 

Silvia Silvestri