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Standing ovation per il premier all'assemblea di Confindustria. Decreto ad hoc da circa 3 miliardi

Applausi e standing ovation. Confindustria si compatta a sostegno di Mario Draghi, intervenuto per la prima volta all'assemblea dell'associazione degli industriali. "L'Italia vive oggi un periodo di forte ripresa, migliore di quello che avevamo immaginato solo qualche mese fa. Le previsioni del governo, che presenteremo tra pochi giorni, stimano una crescita intorno al 6% per quest'anno, a fronte del 4,5% ipotizzato in primavera", ha dichiarato il presidente del Consiglio nel suo discorso. La produzione industriale ha superato a luglio il valore registrato prima dell'inizio della pandemia, comunica Draghi, senza dimenticare che le esportazioni nel secondo trimestre di quest'anno "sono state del 4,8% più alte che nello stesso periodo del 2019, prima della crisi sanitaria". A ciò si aggiunge che l'indice di fiducia delle imprese negli ultimi due mesi "è il più alto dal 2005, quando sono iniziate le rilevazioni". Il premier inoltre ha dichiarato chiaramente che il governo "non ha intenzione di aumentare le tasse", ribandendo la tesi sostenuta fin da quando si è insediato a Palazzo Chigi: "In questo momento i soldi si danno e non si prendono" ma serve comunque una grande stabilità dell'esecutivo perché "un governo che cerca di non far danni è molto, ma non basta per affrontare le sfide dei prossimi anni".

 

In merito ai rincari previsti nelle prossime bollette energetiche degli italiani, come promesso, il governo ha approvato un decreto ad hoc da circa 3 miliardi per contenere gli aumenti. Gli effetti dell’aumento delle bollette energetiche saranno disattivati ancora per oltre 5,5 milioni di famiglie che già beneficiano dell’intervento da 1,2 miliardi varato a giugno. «In assenza di un intervento, nel prossimo trimestre il prezzo dell’elettricità potrebbe salire del 40%, e quello del gas del 30% - ha dichiarato il premier Mario Draghi, nel suo intervento all’assemblea di Confindustria - per questo abbiamo deciso di eliminare per l’ultimo trimestre dell’anno gli oneri di sistema del gas per tutti, e quelli dell’elettricità per le famiglie e le piccole imprese. Potenziamo il bonus luce e gas per proteggere soprattutto le fasce meno abbienti». Si tratta di un intervento che «ha una forte valenza sociale, per aiutare in particolare i più poveri e i più fragili» ma non solo, il Premier sollecita un’azione anche a livello europeo «per diversificare le forniture di energia e rafforzare il potere contrattuale dei Paesi acquirenti».

 

Le nuove misure intervengono disattivando gli aumenti delle bollette per gli oltre 3 milioni di persone che beneficiano del “bonus energia”, e cioè i nuclei che hanno un Isee inferiore a 8.265 euro annui; i nuclei familiari numerosi con Isee sotto i 20.000 euro annui e con almeno 4 figli; i percettori di reddito o pensione di cittadinanza; gli utenti in gravi condizioni di salute. Destinata una quota parte, pari a 700 milioni di euro dei proventi delle aste delle quote di emissione di anidride carbonica e trasferiti altri 500 milioni alla Cassa per i servizi energetici e ambientali. Per circa 6 milioni di piccolissime e piccole imprese con utenze in bassa tensione per 26 milioni di utenze domestiche fino a 16,5 kw saranno azzerate le aliquote relative agli oneri generali di sistema, un intervento da 800 milioni che saranno trasferiti alla Cassa per i servizi energetici e ambientali. Quanto al gas, per circa 2,5 milioni di persone che beneficiano del “bonus sociale gas” sono tendenzialmente azzerati gli effetti del previsto aumento della bolletta con un fondo da 450 milioni. Per tutti gli altri utenti l’Iva oggi prevista al 10 e al 22% a seconda del consumo, è portata al 5%, misura che “costa” 480 milioni.

 

Silvia Silvestri