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Ad oggi la dieta commerciale è quella più diffusa

È ormai ampiamente riconosciuto sia dai proprietari che dai medici veterinari, che benessere e salute di cani e gatti passino anche dall’alimentazione: così come una dieta sbilanciata può favorire l’insorgenza di alcune malattie, una sana ed equilibrata può aiutare a prevenirle o a tenerle sotto controllo. Ad oggi la dieta più utilizzata in Italia è il “petfood” ovvero alimenti pronti al consumo, specifici per i nostri amici. Tutti i mangimi per cani e gatti sono prodotti a partire da materie prime adibite al consumo umano, oppure non più destinate ad esso per motivi commerciali e non igienico-sanitari; ovviamente come per altri alimenti, anche questa categoria è regolamentata a livello europeo e sottoposta a rigorosi controlli su tutta la filiera. In base alla composizione si distinguono mangime completo ovvero sufficiente, da solo, per una razione giornaliera bilanciata, o complementare es. snack o integratori, da utilizzare in associazione ad altri mangimi. Inoltre il notevole progresso della medicina preventiva e della diagnostica hanno fatto sì che il settore mangimistico si sia evoluto fornendo soluzioni dietetiche “destinate a particolari fini nutrizionali” ovvero destinati a pazienti in particolari condizioni (es. diabete, insufficienza renale…). La dieta commerciale è quella più diffusa grazie ai suoi molteplici vantaggi: copertura di tutti i fabbisogni nutrizionali giornalieri, ampia scelta di varietà rispetto ad età, stili di vita e condizione di salute, praticità: ilpetfood è pronto per il consumo e non richiede congelamento o cottura, lunga conservazione, rischi sanitari minimi garantiti da processi di estrusione per prodotti secchi e sterilizzazione per gli umidi.

Le varie formulazioni tengono conto di molti fattori rispetto al soggetto specifico a cui sono destinati, innanzitutto l’età : i mangimi per cuccioli o gattini presentano un apporto proteico più alto per supportare la crescita dei tessuti; aggiunta di acidi grassi essenziali di particolare importanza per lo sviluppo cognitivo e neurologico del cucciolo; infine garantiscono quantità e rapporto ottimali tra calcio e fosforo a seconda della taglia per favorire un ottimale sviluppo osteoarticolare e prevenire problemi ortopedici soprattutto per i soggetti di taglia grande e gigante. I prodotti “senior” invece, tendono a ridurre i grassi per andare incontro alle minori spese energetiche, aggiunta di acidi grassi essenziali ed antiossidanti. Negli ultimi anni però l’orientamento alimentare nei confronti dei nostri amici, tende a cambiare con sempre maggiore attenzione verso diete casalinghe. Ciò risponde all’esigenza di avere maggiore controllo sul cibo ingerito dall’animale, impiegare alimenti più sani e naturali, oltre all’implicazione di un forte coinvolgimento del proprietario nella cura del suo animale con maggiore intensificazione del loro legame. La dieta casalinga è composta da ingredienti freschi ad uso umano sia di origine animale (parti muscolari, frattaglie, uova, latticini) che vegetale (cereali, patate, verdure, frutta) in proporzioni adeguate a soddisfare le esigenze giornaliere. Tra gli aspetti positivi, oltre al controllo diretto degli alimenti impiegati, vi è l’assenza di conservanti poichéogni razioneè preparata fresca. Si tratta di una dieta umida che contiene circa il 70% di acqua e questo fa sì che l’animale beva molto di meno in quanto il fabbisogno idrico viene soddisfatto già dall’acqua assunta col cibo, oltre ad un’elevata digeribilità che si traduce in una minore produzione di feci. L’appetibilità è più spiccata rispetto ai mangimi secchi con l’animale che mostra maggiore interesse verso il cibo e ne sembra maggiormente appagato. Attenzione però a non confondere una dieta casalinga ben formulata con l’alimentare il cane con ciò che avanza dalla nostra tavola: intraprendere questo percorso significa affidarsi alle prescrizioni di un professionista per evitare di rischiare carenze o eccessi nutrizionali ed investire molto tempo ed impegno. Negli ultimi tempi è aumentata anche la popolarità di diete crudiste tra cui la più diffusa è la BARF, basata sulla somministrazione di carne, ossa/parti cartilaginee, organi interni e in minor parte frutta e verdura. Il principio alla base della filosofia crudista è quello secondo cui la dieta moderna si sarebbe erroneamente discostata da quella che cani e gatti selvatici consumavano prima di essere addomesticati. Si tratta di una dieta molto apprezzata da cani soprattutto di grossa taglia, ma è bene sottolineare come richieda impegno e dedizione, e quindi adatta a proprietari consapevoli e scientificamente informati sotto consulenza di un medico veterinario specializzato. In effetti è molto concreto il rischio per l’animale di consumare regolarmente pasti non completi né bilanciati soprattutto quando ci si affida a siti internet o ricettari anziché rivolgersi ad un medico veterinario nutrizionista. Lo squilibrio nutrizionale più comune è l’alterato equilibrio calcio/fosforo che, soprattutto nei soggetti più giovani, potrebbe avere conseguenze negative sullo sviluppo osteoarticolare. Anche dal punto di vista sanitario si deve tener conto che la carne cruda è comunemente contaminata da un varietà di microbi, alcuni dei quali potenziali patogeni zoonosici, e quindi sono necessarie pratiche di conservazione e preparazione adeguate ed impegnative. Concludendo possiamo affermare che non esiste una dieta universalmente adatta a tutti i cani/gatti, la scelta di un tipo rispetto ad un altro va effettuata a seconda delle caratteristiche soggettive, età, stato di salute ma anche possibilità di impegno e dedizione del proprietario; in ogni caso presupposto fondamentale è che la dieta sia completa e bilanciata in modo da mantenere gli animali in buona salute.

 

Dr.ssa Francesca Tornese
Ambulatorio Veterinario Sant’Arcangelo (PZ) tel. 3421877145