logo bn ultimo

 

Da Matera a Chiaromonte per passare al gioco da tavolo Lucanum

La Basilicata capitale della cultura con Matera? Non solo, dal momento che anche in ambito tecnologico i passi in avanti sono stati numerosi, soprattutto grazie ad un notevole investimento messo in atto dal MISE. Un vero e proprio punto di riferimento per tutto il Meridione: questo è l’obiettivo di Matera nel settore della tecnologia ed è questo quello che ha annunciato poco tempo fa Luigi di Maio. Se Matera è già diventata capitale della cultura in Europa per l’intero 2019, il prossimo passo è quello di favorire sempre di più lo sviluppo tecnologico. Quindi, Matera ospiterà una delle tre Case per la tecnologia, in cui si potranno riunire startup legate al settore della realtà virtuale, al 5G e all’intelligenza artificiale. In modo particolare, la realtà virtuale inizia a trovare applicazioni in tutti i campi. Dal gaming dove aziende leader di settore hanno puntato in maniera decisa sul live e hanno recentemente lanciato i propri ambienti di realtà virtuale, passando per la sanità e per tanti altri campi. Proprio nel settore della sanità, uno degli esempi più interessanti è rappresentato da KarunaLabs, un’azienda che sfrutta la realtà virtuale immersiva per la cura del dolore cronico. Si tratta di un software che è in grado di diminuire la risposta a tutte le minacce che possono provocare dolore e, di conseguenza, va a porre un freno alle problematiche a livello cerebrale, garantendo sia esperienze di movimento che esperienze visive.

La Basilicata e il boom della realtà virtuale

E la realtà virtuale sta trovando spesso applicazione anche in Basilicata, come dicevamo. Proviamo a pensare a Lucanum, ovvero un particolare gioco da tavolo, che presenta ben 56 caselle che corrispondo ai 56 Comuni che sono presenti in questa regione. Nell’app progressiva sono state inserite delle domande che portano gli utenti a dover rispondere a tutta una serie di curiosità che sono collegate a degli scenari in realtà virtuali che vengono visualizzati agli utenti. Ed è proprio la realtà virtuale che permette di godere di un’esperienza immersiva di un determinato luogo a tutti gli effetti, anche grazie all’impiego di un cardboard. E la realtà virtuale torna decisamente utile anche in ambito culturale e storico, come nel caso del viaggio multisensoriale di Archeologia e virtual reality per scoprire la tomba 227 di Chiaromonte, in provincia di Potenza. Si tratta di una coinvolgente ricostruzione a tre dimensioni della tomba del guerriero che è vissuto nel V secolo a.C. Un’attività che è stata organizzata per il momento solo per domenica 18 agosto presso il museo archeoantropologico “Lodovico Nicola di Giura”, sito in Chiaromonte. Un progetto che mette ben in evidenza come l’archeologia possa sfruttare gli innumerevoli vantaggi connessi all’impiego della realtà virtuale, soprattutto in tema di ricostruzione 3D. Ed ecco che si può ammirare con la tecnologia 3D la tomba 227, che venne individuata per la prima volta nel 1989 ed è considerata come una delle più celebri e importanti sepolture del territorio, visto che si riferisce ad un guerriero che sarebbe deceduto ad un’età compresa tra 25 e 32 anni, facente parte dell’aristocrazia enotria. 

 

Matera e il legame con Virtual Reality e cinema indipendente

Infine, anche il cinema ha un forte legame con la tecnologia VR e con la Basilicata. Infatti Matera fa parte ormai a tutti gli effetti della storia del cinema indipendente. Si tratta di una delle sette ambientazioni che fanno parte di un lungometraggio denominato “7 Miracles VR”, che è stato diretto da parte di Rodrigo Cerqueira e Marco Spagnoli. Una pellicola che ha ottenuto un grande successo, vincendo il primo premio nel “Raindance Film Festival”, uno degli eventi di maggiore importanza nel settore del cinema indipendente. Il lungometraggio in questione è stato girato a Roma e a Matera e ha previsto un largo impiegato della Virtual Reality. Tra l’altro, proprio nella capitale europea della cultura 2019, è stato attivato il progetto “Matera Immersiva”, di cui si sta occupando TIM, lavorando a stretto contatto con l’Ufficio Sistemi Culturali e Turistici della Basilicata. Un progetto che farà sicuramente leva anche sulla diffusione e sulle caratteristiche della nuovissima rete 5G, che sta già attraversando una prima fase di implementazione. Verrà creata una piattaforma dinamica, posta direttamente su cloud, in cui il patrimonio culturale lucano verrà digitalizzato, in maniera tale che possa essere fruibile da tutti.