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Resta il nodo occupazione da approfondire, visto l’accorpamento delle linee produttive

L’incontro al Mise con Stellantis, Ministro dell’economia Giorgetti, del Lavoro Orlando e sindacati, ha prodotto un risultato positivo: la multinazionale di diritto olandese produttrice di autoveicoli, nata dalla fusione tra i gruppi PSA e Fiat Chrysler Automobiles, ha annunciato che Melfi sarà il primo stabilimento italiano a ricevere nuovi modelli in base al piano industriale post 2022, con un’organizzazione produttiva completamente rivoluzionata. I vertici aziendali hanno anche chiarito che nel nuovo piano industriale e proprio a partire da Melfi intendono accelerare sul fronte del passaggio all'elettrico. Soddisfatto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: "La sfida che Stellantis ha annunciato per raggiungere la leadership del mercato è impegnativa e tutti, governo e parti sociali, la condividiamo. È importante che ci siano garanzie sull'occupazione e che non ci siano brutte sorprese”. Parole di compiacimento anche del presidente della Giunta regionale di Basilicata Vito Bardi:" Ci attendiamo adesso che il processo iniziato oggi possa essere declinato partendo dalla terza Gigafactory europea del gruppo per le batterie: mi auguro possa vedere la luce proprio a Melfi, dato che lo stabilimento lucano dovrebbe diventare la sede della piattaforma elettrica di Stellantis. In tal senso impegnerò tutte le energie della Regione Basilicata". Nello specifico già nel 2024 Melfi dovrebbe mettere sul mercato 4 nuove vetture elettriche del segmento medio, ciascuna con uno dei grandi brand di Stellantis. L’accordo sulla carta prevede una produzione di 400.000 vetture all’anno con un personale organizzato su 19,5 turni. Per la definita Gigafactory di batterie per macchine elettriche messa in atto da Stellantis con investimenti per un miliardo di euro, il governo regionale e sindacati chiedono che abbia una sola destinazione, Melfi. La sollecitazione è di interessare lo stabilimento della città federiciana a occuparsi della produzione di batterie per auto elettriche. Uno stabilimento che potrebbe arrivare ad avere una capacità produttiva di 130 GWh (unità di energia) nel 2025 e di 250 GWh nel 2030. Dopo Francia e Germania, l’Italia, con Melfi, potrebbe dunque diventerebbe dunque il terzo sito per la produzione di batterie. Dubbi sul lato occupazionale: l’innovazione produrrà sicuramente l’accorpamento delle linee e la probabile riduzione delle risorse. La concentrazione della produzione su una sola linea porti, a parità di produzione, con ogni probabilità, potrebbe avere un minor utilizzo di personale per circa 700 persone di cui 300 già impegnati in missione in altri siti. Al momento, però, non ci sono dichiarazioni di esuberi.

 

Oreste Roberto Lanza


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