I dati sono dell’Istat riportano i principali indicatori i fattori di rischio e ricorso ai servizi sanitari

Lo scorso 13 gennaio, l’Istat ha pubblicato i dati di una ricerca sulle “condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari in Italia e nell'Unione europea”. Le tavole proposte riportano i principali indicatori relativi alle condizioni di salute, prevenzione, fattori di rischio e ricorso ai servizi sanitari rilevati nell’Indagine europea sulla salute condotta dall’Istat nel corso del 2019. L’indagine, prevista dal regolamento Ue n. 255/2018, ha l’obiettivo di confrontare i diversi paesi Ue sulle condizioni di salute, la prevenzione, gli stili di vita e il ricorso ai servizi sanitari.

 

Con questa edizione sono stati aggiornati alcuni indicatori dell’indagine Ehis 2015 e dell’indagine nazionale del 2013.Per la Basilicata il dato evidenzia come un lucano su tre rinuncia o ritarda le prestazioni per problemi economici, di trasporto o per lunghezze delle liste d’attesa. Dati importanti perché si riferiscono a prima della pandemia. Precisamente il 34,7 per cento dei lucani è stato costretto a rinunciare alle prestazioni sanitarie o effettuarle in ritardo rispetto alle reali necessita per problemi di lista d’attesa, economici o difficoltà a raggiungere il luogo di cura. Dati che fotografano una situazione sanitaria che comincia a preoccupare: il 17, 3 per cento dei lucani con più di 15 anni ha dovuto rinunciare o ritardare le cure per la lunghezza delle liste di attesa: il 6,9 per cento del totale ha avuto la stessa sorte per problemi con i mezzi di trasporto per raggiungere i centri in cui le prestazioni vengono erogate. La circostanza non è solo lucana, in Italia la somma dei due dati è del 18 per cento.

 

In Basilicata si cresce di 6 punti: il 24, 2 per cento dei lucani ha problemi di cure. A questo dato bisogna aggiungere un 10,3 per cento dei cittadini ultra quindicenni che rinunciano a curarsi per problemi economici, un punto in più la media nazionale. Altro dato evidenziato dai dati Istat riguarda il problema di carenze di risorse sanitarie che inducono a rinunciare alle prestazioni sanitarie. Per questo il 7 per cento dei lucani rinuncia alle prestazioni del dentista; il 5,1 per cento ad esami e cure; il 4,6 per cento all’acquisto di farmaci prescritti. Dati che vanno attenzionato perché anche in Basilicata l’assistenza sanitaria universale rischia di diventare soltanto un momento accademico di espressione.

 

Oreste Roberto Lanza