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La colpa di questa diceria, riferisce il sindaco, è attribuibile alla caduta di un lampadario durante un discorso

Al nostro arrivo a Colobraro ci accoglie molto cordialmente il sindaco Dr. Andrea Bernardo che dopo averci offerto un caffè ci fa fare una passeggiata nel paese e ci racconta un pò la storia che caratterizza la nomea di questo piccolo borgo (meno di 2000 anime) che si affaccia sulla valle del fiume Sinni, in Basilicata. Colobraro dicono che porti sfortuna. Nei dintorni dei comuni limitrofi, non viene mai nominato il nome del comune, tant’è che viene denominato “Quel Paese“. Non in termine dispregiativo sia chiaro, ma per motivi scaramantici. La colpa di questa diceria, riferisce il sindaco, è attribuibile alla caduta di un lampadario durante un discorso di un notabile locale. Secondo i racconti del luogo, l’uomo avrebbe pronunciato le seguenti parole durante il suo discorso: “Se non dico la verità, possa cadere questo lampadario”. E ovviamente il lampadario sembra essere effettivamente caduto al termine di questa frase. 

Il tutto risale agli anni precedenti della Seconda guerra mondiale. La veridicità di questo episodio, come si può ben immaginare, è avvolta dal mistero.
C’è chi sostenne infatti che la caduta di questo enorme lampadario fece numerose vittime, e chi invece che questo cadde al centro di una sala vuota.
Un momento della manifestazione “Sogno di una notte a quel paese” Ma la fama di paese iellato non è dovuta solo a questo racconto. Secondo altri, e anche secondo il sindaco che ci riferisce, nei secoli scorsi, Colobraro fu dimora di donne che praticavano arti magiche. Queste dicerie provenivano soprattutto dai paesi vicini. Tuttavia, che questi aneddoti siano veri o meno, da allora Colobraro è stata investita da questa aura di paese sfortunato, innominabile. Nonostante questo mito di paese “porta sfortuna”, Colobraro è un piccolo borgo, come tanti che ce ne sono in Italia. L’intelligenza e l’autoironia degli abitanti e del sindaco, hanno fatto si che intorno a questa nomea di paese innominabile ne traessero grandi benefici. È infatti diventato il loro punto di forza, tanto da istituire un vero e proprio evento di successo nel paese, “Sogno di una notte a quel Paese”. Inutile dire come questo curioso evento attiri sempre un gran numero di turisti che nel periodo estivo accorrono in massa ed incuriositi. Il visitatore viene guidato attraverso un percorso alla scoperta degli angoli più interessanti del borghetto percorrendo vicoli e stradine in compagnia di alcune guide. Tutto questo con quella vena ironica che contraddistingue Colobraro ed il racconto delle guide. Lungo le piccole e ripide stradine della parte antica della città, si organizzano e si improvvisano piccole ma suggestive rappresentazioni teatrali. Tra visite di palazzi storici e racconti curiosi e affascinanti, si potranno anche degustare i migliori prodotti tipici, cucinati rispettando le più rigide tradizioni contadine. Dalla pasta fresca fatta a mano, fino a formaggi e salumi dei produttori della zona. Questo particolare viaggio serale terminerà poi all’antico castello del paese con una breve rappresentazione finale.

Non solo storie a Colobraro

Oltre l’evento del Sogno di una notte a Quel Paese, e la nomea di paese innominabile, Colobraro ha tanto altro da offrire. Una delle attrazioni turistiche più interessanti è senza dubbio la veduta su Valsinni. Se passerete da quelle parti non potrete sottrarvi alle storie delle guide turistiche. Valsinni, il paese di Isabella Morra, celebre voce della lirica del’500, venne uccisa nel castello del suo paese dai suoi fratelli. Oltre alle panoramiche viste sulle vicine alture, che permettono ai turisti di visitare interessanti percorsi naturalistici, con sentieri naturali che esprimono piante ed arbusti di rara bellezza, anche il centro storico offre spettacolari monumenti, come la Chiesa di Sant’Antonio da Padova molto frequentata anche da pellegrini dei paesi viciniori. Per una passeggiata, circondati dalla natura, possiamo consigliare il percorso delle antiche fontane, molto battuto dai turisti e dalle persone della zona. Per i molti che preferiscono il mare alla montagna, a pochi chilometri da Colobraro, si trovano le celebri spiagge delle rinomate località turistiche balneari di Policoro, Rotondella e Nova Siri. Il museo dell’olio di Colobraro: una favola rurale tra emozioni e magia Colobraro è stata recentemente dichiarata “città dell’olio” in quanto protagonista della prima edizione del Concorso nazionale Turismo dell’Olio, la competizione promossa dall’Associazione nazionale omonima attraverso i coordinamenti regionali, che vede le migliori esperienze turistiche e best pratics legate al mondo dell’extravergine, concorrere per aggiudicarsi il primo premio regionale e la possibilità di correre per il podio nazionale ha dichiarato il sindaco Andrea Bernardo. Per le Città dell’Olio il turismo dell’olio è la scommessa del futuro ed i produttori e gli amministratori dei territori sono i migliori ambasciatori del nostro olio nel mondo, gli unici in grado di raccontarci la ricchezza e la biodiversità del paesaggio, la bontà dei nostri oli e la passione delle donne e degli uomini che ogni giorno con il loro lavoro prezioso tengono in vita questa coltura millenaria”.

 

Il Museo dell’olio di Colobraro, sito in un antico frantoio risalente alla fine dell’800 e posto nel centro storico del paese, consente all’ospite di vivere un’esperienza multisensoriale. Tale esperienza consiste nel partecipare all’attività produttiva agro-alimentare della struttura ricettiva, la sua cucina genuina e il tempo libero in mezzo alla natura ed a contatto con i residenti. Vengono proposti tour esperienziali che seguono il ritmo delle stagioni: in primavera alla scoperta dei mandorli in fiore, degli asparagi, dell’erbe che emergono dalla campagna che pian piano si risveglia dall’inverno. L’autunno è tempo di raccolta delle olive e di vino nuovo, mentre l’inverno è l’occasione per rilassarsi accanto al camino e gustare i prodotti dell’enogastronomia locale. Insomma, la curiosa e affascinante storia di Colobraro permette ai visitatori di scoprire anche le bellezze che questa zona offre. Tra viste panoramiche, mare e natura, non vi annoierete di certo. Se passate da queste parti, fate un salto a Colobraro e fatevi raccontare la storia di “Quel Paese”.