logo bn ultimo

 

La Cgil zonale di Senise organizza un pullman per partecipare alle due giornate di Matera e Potenza

Tornano anche quest’anno le Giornate del Lavoro della Cgil Basilicata – Un mondo nuovo, giunte alla decima edizione. Due giorni di partecipazione democratica e confronto sui maggiori temi dell’attuale dibattito politico locale e nazionale, per stabilire, insieme, le priorità che il governo regionale dovrà affrontare nei mesi a venire. L’appuntamento è a Matera giovedì 8 settembre in piazza San Francesco e a Potenza venerdì 9 settembre in piazza Don Bosco, con la partecipazione del segretario nazionale della Cgil, Maurizio Landini. A Matera il dibattito pubblico sarà incentrato su “Zes jonica interregionale Puglia e Basilicata - Un’opportunità strategica per lo sviluppo del territorio” e “Legalità, contrasto al caporalato e alla tratta degli esseri umani”, mentre a Potenza spazio a “Transizione ecologica, energetica e mobilità sostenibile”. “Stiamo vivendo una delle fasi più difficili della storia democratica dell’Europa e di questo paese. La pandemia prima e la guerra oggi – afferma il segretario della Cgil Basilicata, Angelo Summa - stanno delineando degli scenari imprevedibili, i cui effetti si stanno già riversando sul lavoro, sui pensionati e sui giovani. In questo particolare momento storico le Giornate del Lavoro della Cgil diventano importante momento di partecipazione dal basso per rimettere al centro delle iniziative politiche le proposte del sindacato per affrontare la crisi economica e sociale in atto e dare risposte ai lavoratori e alle lavoratrici, ai giovani, alle donne, ai pensionati e alle pensionate di questo paese. Siamo in una fase complicatissima – ha aggiunto Summa - con il rischio che il nostro debito pubblico, superiore ai 2.700 miliardi, unitamente all’inflazione al 9% e ai bassi salari, compromettano definitivamente l’economica nazionale se non si mettono in campo politiche adeguate da parte del governo. Dentro questa fase non possiamo che partire dai lavoratori e dalle loro condizioni materiali, costruendo insieme una proposta che possa rispondere alla crisi”.

Il tema dei temi per il segretario generale della Cgil Basilicata è la transizione energetica, “sulla cui partita – afferma Summa – si gioca il futuro non solo dell’Italia ma dell’Europa e del mondo. Sono sconfortanti e alquanto superficiali le modalità con cui si stanno affrontando, nella nostra regione, i temi del caro energia e della transizione energetica. La mancanza di una strategia e programmazione a medio e lungo termine metterà a serio rischio la tenuta dell'occupazione e il futuro del lavoro. Tra dieci anni la Basilicata, così come il resto dell’Europa, dovrà uscire dal fossile e questo segnerà il futuro dello sviluppo della nostra regione. Bisogna obbligare le compagnie petrolifere (Eni, Total, Shell) ad investire in Basilicata nelle rinnovabili, nelle filiere produttive energetiche di nuova generazione, nei centri di ricerca ad alto contenuto tecnologico, considerato che la nostra regione oggi fornisce al paese il 9% del fabbisogno energetico nazionale. Ma soprattutto bisogna che vengano utilizzati gli extraprofitti prodotti dalle compagnie petrolifere per sostenere le famiglie a basso reddito e le imprese. Da tempo – continua Summa - la Cgil ha lanciato la sfida della transizione ecologica quale condizione fondamentale dello sviluppo della Basilicata, chiedendo investimenti su politiche di decarbonizzazione, ricerca e trasferimento tecnologico, trasporto e stoccaggio per l'utilizzo delle risorse energetiche da fonti rinnovabili, con particolare riferimento al green idrogeno, al solare, all’eolico e all’idroelettrico al fine di costruire l’alternativa di sviluppo al post petrolio. Come sindacati – aggiunge Summa – abbiamo consegnato alla giunta regionale proposte di sviluppo e di interventi per il rilancio della nostra regione che puntano dritti alla transizione ecologica: dai progetti di ricerca sullo sviluppo di tecnologie di utilizzo dell’idrogeno verde alla ricerca e all’implementazione di tecnologie per il recupero e la rigenerazione delle batterie e la riconversione delle sue componentistiche.

L’obiettivo – sottolinea il segretario - dovrà essere quello di realizzare un programma di investimenti nella transizione energetica coinvolgendo anche i grandi players che operano in Basilicata, a partire da Eni e Total, che metta a sistema le varie potenzialità di energia rinnovabile realizzabili sul territorio sfruttando le risorse naturali disponibili quali acqua, biomasse, sole e vento, partendo dalla bio raffinazione, dall’idrogeno e anche dalla individuazione di parchi eolici e fotovoltaici, provando a costruire tutta la filiera produttiva e di rigenerazione del riuso e del bio smaltimento connesso”. Al tema della transizione si intreccia inevitabilmente quello delle infrastrutture. “Da un lato la mobilità sostenibile – aggiunge Summa – dall’altro le Zes, un'occasione per attrarre investimenti e costruire le condizioni di rilancio del nostro sistema produttivo, manifatturiero e occupazionale. La Basilicata può contare su spiccati punti di forza per il lancio di un’iniziativa nel settore della chimica verde in Val Basento che, con il centro internodale di Ferrandina e il collegamento con il porto di Taranto, ci consentirà di diventare una piattaforma logistica strategica nel Mezzogiorno. È questa una sfida che va colta fino in fondo”. Infine, il tema della legalità e della lotta al caporalato, “piaga purtroppo tutt’altro che risolta, nonostante i numerosi fondi ministeriali a disposizione”, conclude Summa. Come ogni anno la piazza di Potenza sarà aperta e partecipata, con la presenza di numerose associazioni del territorio. Non mancheranno inoltre i momenti musicali con il concerto degli Arenaria Maqam a Matera e de Lo Stato Sociale a Potenza.

La Cgil zonale di Senise, con la sua referente Giuseppina De Donato, organizza un pullman, che parte alle ore 15.00 da piazzale Aldo Moro, per partecipare alle due giornate in programma a Matera e Potenza.