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Una Repubblica deve unire e non dividere, deve essere legame forte di condivisione  

Per essere tale, una Repubblica, diciamocelo, deve essere giusta e incorrotta, forte e umana: “forte con tutti i colpevoli, umana con i deboli e i diseredati”. Abbiamo fatto passi importanti ma non decisivi, ci impegnano, alcune volte ci crediamo ma tante, proprio, tante altre restiamo fermi a guardare in una sorte di egoismo italico con tante diverse colorazioni molte delle quali si chiamano omissioni. Sentiamo di poter essere una grande nazione, ma in realtà il Covid-19 ha certificato che le nostre fragilità esistono e oggi sono ben marcate. La nostra è una Repubblica, dove si pensava che la mafia fosse il vero male, alla fine continuiamo a constatare che l’idea di raggirare il nostro prossimo, di poter violare la norma, l’etica nella sua più importante essenza sia la ragione di vita per apparire dei grandi, delle intelligenze sviluppate, dei costretti dalle leggi vigenti fatte male, dimenticando che il legislatore è ognuno di noi. Viviamo in un paese democratico, si dice: la verità che il nostro è il luogo dove regna sovrana l’anarchia, tutti hanno ragione nessuno ha torto. Anche nella flagranza del reato si può dire che non sapevo o che sono stati altri a deviarmi. Molte volte ci sentiamo autarchici, chiusi in una sorta di autosufficienza spirituale del sapiente che deve ‘bastare a sé stesso’ per risentire il meno possibile del bisogno delle cose e del mondo. Una Repubblica dove tutti sono autorizzati a parlare ad imporre la loro pseudo sapienza e tutti devono accondiscendere, pur sapendo che la verità è lunga a venire. Senza saggi veri nel nostro paese sappiamo benissimo che moltiplicare gli sconsiderati e i politici di professione aiuta nell’adulare la gente in modo da poterla tradire. Una repubblica in realtà, a mio modesto parere, nasce e vive eternamente in un tempo continuo di pacificazione, quando riesce a creare e sviluppare un forte spirito pubblico tramite una consolidata intelligenza e una grande cultura che non si lega soltanto a indici grammaticali di saper scrivere e leggere bene. Una Repubblica deve unire e non dividere, deve essere legame forte di condivisione e luogo di verità e non per insonorizzare la mente del cittadino con pubblicità e favole di circostanze. Deve raccontare la storia, le vicende del passato con grande senso di lealtà, dando voce a tutti, vinti e vincitori, generando vero senso di appartenenza per tutti. Un’appartenenza che si registra soltanto nella maglia azzurra di calcio e solo quando arriviamo all’alba di qualche finale, prima restiamo tiepidi attendendo l’esito finale. Dopo 75 anni di questa Repubblica, auspichiamo, molti sognano, tanti sperano di festeggiare, un giorno, sotto la statua del milite ignoto una Repubblica fondata sull’educazione utile, su grandi virtù, ingrediente principale di una libertà di pensiero e azione oggetto di vita di governi repubblicani di valore. In questo momento solo la bandiera italiana ci unisce veramente: quello sventolare di colori meravigliosi tra il rosso, il bianco e la speranza dettata dal verde ci confortano che da questa Repubblica ne nasca una vera. Per adesso ricordiamo questa, perché siamo contro a qualsiasi dittatura ma solo al primato dell’essere nella sua piena interezza.

 

Oreste Roberto Lanza

 

 


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